La guerra in Iran costa alle famiglie italiane fino a 2.270 euro: il calcolo del Fondo monetario internazionale

Che la guerra in Iran abbia fatto impennare i costi delle bollette e dei rifornimenti di carburante non c’è neanche da dirlo. Che la crisi del Golfo stia pesantemente intaccando il potere d’acquisto delle famiglie europee va da sé. Ma, esattamente, quanto stanno pagando gli europei la decisione di Stati Uniti e Israele di iniziare i bombardamenti e quella conseguente di Teheran di chiudere lo Stretto di Hormuz? E, seconda questione: tra gli europei, i cittadini di quali paesi Ue se la vedono peggio? A entrambe le domande ha dato risposta il Fondo monetario internazionale (Fmi), che in un’analisi ad hoc ha calcolato il costo della crisi in Medio Oriente.
Stando ai calcoli degli economisti di Washington, la stretta all’approvvigionamento energetico provoca un rallentamento della crescita nell’Eurozona dell’1,1% per l’anno in corso e dell’1,2% nel 2027, con un aumento di 0,7 punti percentuali dell’inflazione entro il prossimo dicembre e con il costo della vita che salirebbe del 2,6% su base annua. Il rischio che si inneschi una situazione di recessione è alto e tutt’altro che di poco conto è il costo medio aggiuntivo a livello di Unione europea che l’impennata dei prezzi energetici (e a cascata degli altri prodotti) comporterà per le famiglie europee.
La media stimata dagli economisti del Fmi è di 375 euro per famiglia, pari allo 0,7% del consumo medio Ma l’impatto della crisi potrebbe aumentare fino a 1.750 euro in caso si determinasse un peggioramento dello scenario. Si legge nel documento: «Se i prezzi di mercato attuali dovessero mantenersi, l’impatto sulle famiglie sarà modesto. Poiché i prezzi al dettaglio dei carburanti si adeguano molto più rapidamente rispetto alle tariffe del gas naturale e dell’elettricità per uso domestico, gli effetti a breve termine si concentrano sui carburanti per il trasporto. Ai prezzi attuali, una famiglia media dell’UE perderebbe circa 375 euro nel 2026 — lo 0,7 per cento del consumo medio — a causa di tutti gli aumenti di prezzo. Gli impatti variano notevolmente, da 620 € in Slovacchia a 134 € in Svezia. Nello scenario “grave” del Weo dell’Fmi dell’aprile 2026, la perdita media salirebbe a 1.750 €».
Il calcolo effettuato a Washington indica anche le conseguenze per una famiglia italiana, e anche in questo, stando alle parole del direttore del dipartimento europeo del Fmi Oya Celasun e ai grafici inseriti nell'analisi (uno dei quali compare nella foto sopra), non solo ci sono brutte notizie, ma sono anche peggiori di quelle riservate alle famiglie europee nel loro complesso. Secondo quanto affermato dall’Fondo, infatti, l’aumento dei prezzi energetici sta impattando in modo più massiccio nel nostro paese, soprattutto a causa del fatto che l’Italia è tra gli Stati membri dell’Ue in cui il prezzo del gas è più alto e maggiormente impatta sull’ammontare complessivo delle bollette: nello scenario di base il costo medio aggiuntivo annuo arriva 450 euro, ma in caso di un peggioramento dello scenario internazionale, il caro energia potrebbe arrivare a costare 2.270 euro all’anno per ogni famiglia italiana.
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