La "Luce" spegne il mito del Cavallino?

26 Maggio 2026 - 16:45
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La "Luce" spegne il mito del Cavallino?
C’è qualcosa di profondamente simbolico nella <strong>perdita in Borsa</strong> del titolo Ferrari dopo la presentazione della nuova Luce, la <a href="https://www.hdmotori.it/prove/ferrari-luce-elettrica/" target="_blank" rel="noopener">prima auto 100% elettrica di Maranello</a>. La Luce è stata la "scintilla" che ha accelerato una crisi di fiducia iniziata mesi fa. Tutto parte dal Capital Markets Day di gennaio: Ferrari presenta al mercato le nuove guidance con numeri tutt’altro che deboli, ma il <strong> problema - appare subito - chiaro - sono sempre le aspettative</strong>.<p data-start="812" data-end="1107">Negli ultimi anni Ferrari è stata valutata come una <strong>luxury company</strong> con una vena da titolo tech-growth: ovvero margini elevatissimi, crescita costante e grande desiderabilità. Ed è qui che nasce la tensione. Quando Ferrari decide di <strong>abbassare il target elettrico dal 40 al 20%</strong> della gamma entro il 2030, molti investitori leggono il segnale in modo opposto rispetto agli appassionati. Per i puristi era una buona notizia. Per la finanza invece significava una cosa sola: anche Ferrari vede un rallentamento della domanda premium elettrica globale.</p><p data-start="1451" data-end="1831">Da quel momento il titolo inizia lentamente a perdere terreno. Poi arrivano le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, la sospensione di alcune consegne e un clima sempre più nervoso sul settore automotive di lusso. La presentazione della Luce arriva quindi nel momento peggiore possibile: quando il mercato mondiale sta già iniziando a dubitare del futuro dell’elettrico premium.</p><p data-start="1833" data-end="2184">E infatti Ferrari non presenta una hypercar estrema capace di scioccare il mondo, ma <strong>una granturismo elettrica a quattro porte e cinque posti</strong> da 1.050 cavalli, oltre 500 chilometri di autonomia e un prezzo vicino ai 550 mila euro. Una macchina che sembra voler conciliare due anime incompatibili: l’élite Ferrari e la nuova mobilità elettrica globale.</p><p data-start="2186" data-end="2576">Il problema è che Ferrari ha costruito il proprio valore proprio sull’opposto della neutralità elettrica, ma sarebbe un errore liquidare tutto troppo in fretta. Perché la storia recente della Casa di Maranello insegna che <strong>i puristi spesso protestano… salvo poi comprare</strong>.</p><p data-start="3114" data-end="3630">Quando <strong><span class="hover:entity-accent entity-underline inline cursor-pointer align-baseline"><span class="whitespace-normal">Ferrari Purosangue</span></span></strong> venne annunciata, scoppiò una <strong>rivolta identitaria molto simile.</strong> “Ferrari non deve fare SUV”, “è la fine del marchio”, “Enzo Ferrari si rivolterebbe nella tomba”: il dibattito era identico a quello che vediamo oggi sulla Luce. Poi però il mercato ha parlato diversamente. Purosangue è diventato uno dei modelli più richiesti della gamma, con liste d’attesa enormi e margini altissimi. Ferrari è riuscita a trasformare persino un SUV in un oggetto di desiderio assoluto.</p><p data-start="3632" data-end="3920">La differenza, però, è enorme. Purosangue restava comunque una Ferrari nel senso emotivo del termine: motore termico, sound, meccanica estrema, teatralità. La Luce invece tocca il cuore stesso dell’identità Ferrari. Non cambia soltanto il tipo di auto: cambia la filosofia industriale.</p><p data-start="3922" data-end="3978">Ed è qui che il mercato comincia davvero ad avere paura.</p><p data-start="3980" data-end="4340">Dal 2019 al 2025 Ferrari ha quasi raddoppiato i ricavi, passati da 3,77 a oltre 7 miliardi di euro, mentre le consegne sono cresciute molto più lentamente, da poco più di 10 mila a circa 13.600 vetture. Significa che la crescita del Cavallino è arrivata soprattutto dall’aumento del prezzo medio, dalle personalizzazioni e dai modelli ad altissima marginalità.</p><p data-start="4342" data-end="4815">Ma questo modello ha un limite: più si sale nel lusso assoluto, più diventa difficile continuare a espandere margini senza aumentare davvero i volumi. E nell’elettrico questo rischio è ancora più evidente. <strong>Porsche, Lamborghini e altri marchi premium stanno già rallentando i programmi EV</strong> dopo una domanda inferiore alle aspettative. Ferrari entra dunque nel mercato elettrico proprio mentre l’entusiasmo globale per le auto elettriche di lusso sta iniziando a raffreddarsi.</p><p data-start="5358" data-end="5560">Ferrari probabilmente venderà moltissime Luce. Forse avrà liste d’attesa, margini elevati e clienti entusiasti, esattamente come successo con Purosangue. Ma il vero tema non è commerciale. È simbolico. Perché oggi, per la prima volta, il mercato si sta chiedendo una cosa che fino a ieri sembrava impensabile: <strong>Ferrari può continuare a essere Ferrari anche senza un possente motore termico?</strong></p>E <strong>forse anche stavolta da Maranello riusciranno a dimostrare che i critici si sbagliavano</strong>. Ma oggi il dubbio resta enorme: si può davvero elettrificare un mito senza spegnerlo? A voi l'ardua sentenza....

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