La modalità aereo in ricarica può salvare tempo e batteria?
Perdere quell'attimino in più per mettere la modalità aereo prima di lasciare in carica lo smartphone può essere un’ottima idea, specie d’estate. Non è tempo perso, insomma, ma un investimento. Lì per lì può sembrare un passaggio inutile, ma di ragioni per ricordarsene ce ne sono diverse, soprattutto quando si va di fretta e si deve accumulare più energia possibile in poco tempo.
La modalità aereo, lo sappiamo, “stacca” la connessione alla rete mobile e in molti casi anche Wi-Fi e Bluetooth. L’energia prelevata dalla rete elettrica dal caricabatterie, o magari dal powerbank, viene utilizzata sia per la ricarica della batteria ma anche per il funzionamento del dispositivo, per soddisfare i suoi “bisogni primari”, quindi l’alimentazione dello schermo se è acceso, le operazioni in background del sistema operativo e, non ultimo, supportare le connessioni. Più aumenta il dispendio per queste operazioni, meno energia, a parità di tempo, viene immagazzinata nella batteria.
Perciò, soprattutto se siete in vacanza in una zona con scarsa ricezione o in una vecchia casa in pietra con il segnale che fatica a penetrare, lo smartphone deve “sforzarsi” per mantenersi agganciato alla rete cellulare. Impostare la modalità aereo slegandolo da queste incombenze può fare la differenza tra una ricarica che si conclude al 40% e un’altra che invece arriva al 50% o più. Poi, se usate un powerbank, la questione può essere ancor più importante, perché l’energia disponibile è limitata. A parità di capacità del “lingotto”, ci saranno meno mAh a disposizione per caricare lo smartphone, perché una parte verrà spesa - inutilmente, se in quel momento non usate il dispositivo o non aspettate comunicazioni importanti - per mantenere la connessione con la rete.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)