La pastasciutta è antifascista

25 Luglio 2026 - 11:10
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La pastasciutta è antifascista

Il borbottio dell’acqua bollente in cui cuoce la pastasciutta è un canto di libertà. “Ho sentito tanti discorsi sulla fine del fascismo, ma la più bella parlata è stata quella della pastasciutta in bollore”. Ottantatré anni dopo, le parole di Alcide Cervi, continuano a segnare il confine fra la libertà e la democrazia, conquistate a carissimo prezzo nei terribili anni ‘40 del secolo scorso, e un presente che vede rispuntare, come fiori maleodoranti di una palude mefitica, le folli idee che portarono all’ecatombe della Seconda guerra mondiale. I discendenti del Msi sono al governo, Donald Trump è alla guida di una nazione che dispone di arme terrificanti, le destre estremiste stanno conquistando proseliti in tutta Europa, dai neonazisti di Afd in Germania ai lepenisti in Francia, mentre la spesa per le armi si impenna e sembra sempre più un’Idra dalle cento teste che tutto distrugge.

Era il 25 luglio 1943 quando, alla notizia della caduta di Mussolini, la famiglia Cervi preparò chili e chili di pasta per offrirli alla popolazione affamata di Campegine, nel reggiano. Due quintali e mezzo di farina per tirare la sfoglia, poi cotta nei grandi paioli della latteria sociale Centro Caprara, tanto burro e parmigiano reggiano a neve... Quell’appuntamento sarebbe diventato nel tempo un evento quanto mai simbolico, un riferimento potente per continuare a promuovere i valori democratici e l’impegno antifascista. La guerra non era finita, anzi stava per sconvolgere gran parte della penisola, con migliaia e migliaia di morti, immani distruzioni e una lotta, come quella partigiana, che avrebbe letteralmente conquistato, sia pure a prezzi altissimi, chilometro dopo chilometro il centro nord del paese. Ma in quella giornata e nelle ore appena dopo la caduta del governo di Mussolini era festa. Sembrava che tutto fosse finito: venti anni di dittatura, tre anni di guerra, miseria, sopportazione e soprusi ad opera di un regime violento e prevaricatore come quello fascista.

Oggi continuiamo a festeggiare tutti insieme con un bel piatto di pasta, quella tavolata esultante di libertà e speranza non ha mai smesso di allungarsi. Attorno all’appuntamento centrale è cresciuta una rete mondiale: la mappa online di Netlify  raccoglie oltre 374 feste in 370 località di 12 Paesi. A Oakland, in California, i partecipanti si ritroveranno sulle rive del Lake Merritt per la prima Pastasciutta antifascista della città, con musica, canti, attività per bambini e materiale sulla storia della famiglia Cervi distribuito ai passanti. A Sydney la comunità italiana anticipa al 24 luglio, con pasta gratuita e canti di resistenza e pace. A Rosario, in Argentina, un centinaio di persone pranzeranno insieme assistendo a video e cortometraggi sull’antifascismo. Pastasciutta per tutte e tutti, anche in altri paesi. Un piatto di pasta nato sotto i portici di Campegine è diventato un rito civile condiviso da comunità lontanissime tra loro. Poche e semplici regole: la pasta deve essere offerta; la festa deve riconoscersi nei valori dell’antifascismo, della libertà, dell’inclusione, del’’uguaglianza e della giustizia. Durante ogni iniziativa deve inoltre essere ricordato il significato del 25 luglio e l’esempio dei Cervi. L’appuntamento di Gattatico rientra nel progetto ‘Il Presente della Costituzione’, nel triennio dell’80° anniversario della Repubblica e della Costituzione. Contro ogni fascismo.

In un paese dove alla paura della legge si sostituisce la legge della paura non resta che tenersi stretti e festeggiare con un bel piatto di spaghetti, penne o maccheroni. Una pietanza che i fascisti non amavano perché a loro dire faceva ingrassare e toglieva così virilità all’italiano che combatte e si tiene in forma, ma che per tanti milioni di persone rappresenta da sempre un piatto economico, digeribile e di gran gusto. E allora brindiamo ai sette fratelli Cervi, alla Costituzione fondata sul lavoro e che ripudia la guerra. Per fortuna, fra i tanti fomentatori di razzismo, odio, violenza, c’è chi chiede, come Papa Leone, che “ciascuno faccia della pace la ragione della propria vita”.

Tutte le iniziative sono disponibili su https://www.anpi.it/eventi

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