La perdita di ore di sonno dovuta alle temperature elevate è almeno raddoppiata dall’inizio degli anni ’70

Una qualità e una durata del sonno adeguate sono fondamentali per la salute e il benessere, ma le temperature notturne più elevate rendono più difficile per le persone ottenere il riposo di cui hanno bisogno. Una nuova ricerca condotta da Climate Central rivela che, in tutte le 1.338 principali città del mondo analizzate, la perdita di sonno dovuta alle temperature elevate e legata al cambiamento climatico è almeno raddoppiata dall’inizio degli anni ’70.
L’analisi mostra inoltre che, negli ultimi cinque anni, una persona media a livello globale ha perso quasi 56 ore di sonno all’anno a causa delle temperature elevate. Oltre il 10% di tale perdita di sonno è stata attribuita al cambiamento climatico, causato principalmente dall’utilizzo di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas.
L’Italia si posiziona sopra la media mondiale con Milano al 20% (in media 7 ore in più all’anno), Torino al 19% (6 ore in più all’anno), Palermo al 18% (8 ore in più all’anno), Roma al 14% (5 ore in più all’anno), Napoli al 12% (6 ore in più all’anno).
I ricercatori che hanno lavorato al report fanno notare che l’aria condizionata può aiutare a proteggere le persone dalle notti calde, ma l'accesso al raffreddamento è spesso legato al reddito, e le temperature elevate possono comunque compromettere il sonno anche quando il raffreddamento è disponibile.
Si tratta della prima analisi di questo tipo, che ha combinato ricerche all’avanguardia sull’effetto delle temperature sul sonno con le più recenti conoscenze scientifiche in materia di attribuzione.
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