La procura di Milano chiede l'archiviazione dell'inchiesta contro l'Inter e l'arbitro Rocchi
Si chiude con un'archiviazione l'inchiesta della procura di Milano sul presunto condizionamento delle designazioni arbitrali. Non sono emersi elementi tali da sostenere l'accusa di un sistema volto a influenzare la scelta dei direttori di gara, di cui erano accusati Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale autosospesosi dopo l'avviso di garanzia ricevuto lo scorso aprile, il suo vice Andrea Gervasoni e l'Inter. Il club nerazzurro è stato iscritto nel registro degli indagati e immediatamente archiviato.
L'editoriale del direttore dopo la notizia dell'indagine
La procura, nel comunicato diffuso il 14 luglio, spiega di aver ricostruito "la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati" attraverso intercettazioni telefoniche, interrogatori, audizioni e – come emerge ora – anche servizi di pedinamento. Tuttavia, gli inquirenti precisano di non aver riscontrato "un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine", distinguendo le condotte emerse dalla frode sportiva penalmente rilevante, che richiede comportamenti fraudolenti idonei ad alterare la regolarità di una singola gara.
Nel dettaglio, la procura ha chiesto al gip l'archiviazione del procedimento relativo ai presunti interventi sulle designazioni arbitrali, ha trasmesso alla procura di Monza gli atti riguardanti gli episodi avvenuti nella sala Var di Lissone, territorialmente competente, e ha inviato copia degli atti alla procura federale della Figc e alla procura generale dello Sport del Coni, affinché valutino eventuali profili di rilievo disciplinare.
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