Meno import, quote ridotte, più dazi: scattano le nuove norme UE per l’acciaio

30 Giugno 2026 - 11:20
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Bruxelles – Acciaio, si cambia regime. Scattano domani, primo luglio, le regole UE che istituiscono un sistema tutto nuovo di quote all’importazione ridotte e dazi più elevati per chi esporta oltre le soglie stabilite. Dopo l’accordo inter-istituzionale di metà aprile tra Parlamento e Consiglio, la Commissione UE oggi (30 giugno) presenta il regolamento attuativo che rende operativo il nuovo regolamento sull’acciaio, quale risposta dall’Unione Europea alla persistente sovra-capacità produttiva globale nel settore siderurgico, che rimane un grave problema a livello mondiale e continua a distorcere i mercati internazionali.

Attualmente la Commissione europea registra oltre 620 milioni di tonnellate di acciaio immesse sul mercato globale, e si stima che questo volume possa raggiungere i 721 milioni di tonnellate, ovvero più di 5 volte il consumo annuo di acciaio dell’UE. Numeri che hanno giustificato il regolamento in funzione a partire da domani.

Acciaio, il nuovo regime dell’UE

Le nuove norme in materia di importazioni dell’acciaio all’interno del mercato unico europeo prevedono innanzitutto la quota complessiva di 18,3 milioni di tonnellate a dazi zero. Le importazioni al di fuori di questa quota saranno soggette a un dazio del 50 per cento del prezzo di vendita. Metà della quota di importazione annuale dell’UE – 9,15 milioni di tonnellate – è riservata esclusivamente ai partner commerciali con cui l’UE ha stipulato accordi di libero scambio. La metà della quota è destinata a tutti gli altri Paesi terzi. I Paesi con cui l’UE ha in vigore accordi di libero scambio possono avvalersi della seconda metà della quota complessiva, in concorrenza con i Paesi terzi. Pertanto i Paesi partner dell’UE con cui sono stati stipulati accordo di libero scambio manterranno una quota di accesso al mercato UE significativamente maggiore rispetto agli altri.

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Della quota disponibile esclusivamente per i partner con cui l’UE ha accordi di libero scambio in essere, una parte maggiore è costituita da allocazioni specifiche per Paese. Queste vengono assegnate ai Paesi che storicamente hanno detenuto almeno il 5 per cento dei volumi di importazione (sulla base di una quota media di importazioni negli anni 2022-2024). I volumi rimanenti sono disponibili per le esportazioni di tutti i partner degli accordi di libero scambio su base competitiva.

I Paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Lichtenstein e Norvegia) non sono soggetti a quote tariffarie o dazi doganali nell’ambito della misura sull’acciaio. Tale approccio differenziato è giustificato dal loro livello di integrazione, molto elevato e unico, nel mercato interno dell’UE pur non essendo Stati membri dell’Unione europea.

“Con il regolamento di attuazione la Commissione sta predisponendo le misure pratiche necessarie per garantire che la misura UE sull’acciaio funzioni efficacemente fin dal primo giorno”, sottolinea il commissario per il Commercio, Maroš Šefčovič. Attraverso le nuove regole, rivendica, “stiamo offrendo agli operatori di mercato prevedibilità attraverso regole chiare e trasparenti per la distribuzione delle quote, applicando al contempo una metodologia equa e oggettiva”.

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