La Regione Toscana ha incaricato Arpat di studiare l’estrazione di litio dalla geotermia

Maggio 04, 2026 - 12:59
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La Regione Toscana ha incaricato Arpat di studiare l’estrazione di litio dalla geotermia

«La Regione Toscana ha incaricato Arpat di valutare l’estrazione di litio dalle acque di reiniezione delle centrali geotermiche. L’obiettivo è recuperare in modo sostenibile questa materia prima critica presente tra Toscana e Lazio. Concluso lo screening dei dati storici, Arpat pianifica ora nuovi approfondimenti. Parallelamente è in fase di completamento l’analisi dell’efficacia e dell’impatto ambientale delle tecnologie estrattive esistenti. Nei prossimi mesi sarà quindi finalmente possibile valutare se la Toscana potrà diventare un polo strategico e sostenibile per questa materia prima critica, fondamentale per la transizione energetica».

A dichiararlo è David Barontini, assessore toscano all’Ambiente, che nel corso di un’intervista incentrata sulla gestione dei Raee rilasciata proprio all’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) si è soffermato anche sulle prospettive di circolarità per quella che è la principale fonte di energia rinnovabile presente sul territorio.

Del resto gli studi già condotti dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) mostrano che i serbatoi geotermici italiani sono particolarmente ricchi di litio, una materia prima critica presente – come riporta il Consiglio europeo per l'energia geotermica (Egec) – anche in quelli presenti nell’area di Larderello, in Toscana. Da un incontro promosso proprio da Arpat un’estate fa era emersa, come dato preliminare, una presenza di litio stimata in 130 mg per litro di salamoia geotermica, più bassa rispetto ai 350 mg/litro del Lazio e della Campania, ma comunque meritevole di approfondimenti, che adesso sono in corso.

Nel frattempo, sotto il profilo dello sviluppo industriale, il territorio toscano resta in attesa che possa entrare in piena operatività il rinnovo ventennale delle concessioni geotermiche accordato lo scorso febbraio dalla Regione Toscana in favore di Enel green power, a fronte di un accordo industriale che prevede nuovi investimenti da 3 miliardi di euro (che arrivano a 7,4 mld di euro contando anche costi d’esercizio e manutenzione ordinaria), comprensivi di 400 mln di euro in “compensazioni” ai territori interessati, di 200 destinati all’area amiatina.

Una partita che sta passando attraverso le aule di tribunale, dopo i ricorsi presentati dai comitati no-geo locali, ancora in attesa di sentenza definitiva: per il momento, lo scorso dicembre il Tribunale amministrativo (Tar) della Toscana ha pubblicato due ordinanze contro l'accesso ai documenti amministrativi del procedimento che ha portato alla rimodulazione delle concessioni.

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