La sfilata di Gucci a Times Square: il bestiario metropolitano di Demna

Maggio 18, 2026 - 13:08
0
La sfilata di Gucci a Times Square: il bestiario metropolitano di Demna

Demna lo aveva scritto nel manifesto dello show: voleva riportare Gucci al centro della metropoli, usando gli schermi e i billboard di Times Square come scenografia naturale. Così, sotto la luce artificiale dei maxi schermi della piazza, è andata in scena la sfilata Cruise 2027, intitolata GucciCore: riproduzione stilistica di una città fatta di ambizione, fretta, status, palestra prima dell’ufficio, laptop sotto braccio, badge al collo, borse enormi, completi impeccabili e dettagli fuori posto. Vestita di capi fondamentali (il peacoat, il trench, il completo business, la camicia, la pencil skirt) e di tipologie umane che avrebbero potuto attraversare davvero quella piazza.

Gucci e il ritorno delle borse logate

Il risultato è insieme un’ode e una satira della frenesia contemporanea. Una commedia umana in abiti Gucci, popolata da impiegati, manager, ereditiere, intellettuali, giovani con la pancia scoperta e uomini in completo con lo zaino tecnico in spalla. In una pluralità di stili che si incrociano come le avenue e le street di Manhattan, Demna osserva il reale e lo porta oltre il reale. Lo ingrandisce, lo lucida, lo rende disturbante e desiderabile.

I look officecore

C’è il mondo di chi vuole far carriera, raccontato da un’impeccabile schiera di tailleur giacca e pantaloni, neri o gessati, con laptop sotto braccio al posto della pochette e mele rosse in mano (simbolo del pasto veloce consumato davanti al computer e dell’efficienza elevata a rituale, più che un riferimento immediato alla Grande Mela).

Gucci aveva già preparato questa lettura nei video teaser della sfilata, ispirati ai Men in the Cities di Robert Longo: corpi in abiti formali, eleganti e insieme fuori asse, sconquassati dai movimenti quasi liquidi una danza liberatoria, come se la divisa dell’ufficio non riuscisse più a contenere la pressione, coreografia dell’ansia contemporanea.

@gucci

GUCCICORE: May 16 at 9 p.m. EDT in New York #GucciCore Inspired by Robert Longo’s “Men in the Cities” series

♬ original sound - Gucci

La sciura in versione Upper East Side

Poi c’è la donna upper class con cappottino bon ton e tacchi a spillo, ma anche con il tappetino da palestra su una spalla e la tote bag enorme sull’altra, probabilmente già pronta per la lezione di pilates tra una riunione e l’altra. O il ragazzo in completo elegante che porta, in controcanto, lo zainetto sportivo o il marsupio in nylon a tracolla.

Il “wanna be” intellettuale

Non manca l’intellettuale che ha venduto l’anima al logo: apparentemente understatement, con gli occhiali dalla montatura invisibile, il dolcevita blu, i libri d’arte sotto braccio e i jeans, completa il look con una maxi borsa in pelle stampa cocco e le sneaker GG. La manager self-made rivendica il proprio potere attraverso camicia over, pencil skirt gessata, layering di golf e giacca oversize. La donna che non ha nessuna intenzione di sussurrare il lusso lo dichiara invece frontalmente: maxi pelliccia, chemisier, stivali a punta. Ognuno indossa un ruolo prima ancora di indossare un abito.

Il maranza made in U.S.A.

La Gen Z resta uno dei territori emotivi di Gucci. Agli under 30 sono dedicati giacche di pelle cropped e strettissime, jeans a vita bassa, top con la pancia scoperta, camicie portate senza pantaloni, solo con stivali e trench, bomber con collo di pelliccia, borselli con tracolla rosso-verde e logo beige. È il Gucci più immediato, quello che parla il linguaggio dell’immagine istantanea, degli oggetti culto dei ragazzi, del marchio ben in vista, della strada, della notte e dell’archivio remixato.

Il colpo di scena

E poi il finale, dove la metropoli si trasforma in red carpet. Mariacarla Boscono in un abito simmetrico effetto stola piumata, Candice Swanepoel in un midi dress fiammante effetto seconda pelle, Cindy Crawford che chiude lo show in un abito da cigno nero spostano la collezione dalla cronaca urbana al mito delle dive sul tappeto rosso.

Perché proprio a New York

Non è la prima volta che Demna usa New York come teatro delle contraddizioni del capitalismo. Nel 2022, quando guidava Balenciaga, aveva scelto la New York Stock Exchange per la Resort 2023: il tempio della finanza trasformato in passerella, tra soldi finti, desiderio, potere e un’ironia impossibile da sciogliere. Oggi la scelta di Times Square si rivela di nuovo un mix di teatralità e satira: portare Gucci nel luogo dove tutto è pubblicità, tutto è immagine, tutto compete per essere visto, è un modo scenografico per riflettere sulla banalità del consumismo americano, anche attraverso la tempesta di finti prodotti Gucci proiettati sui maxi schermi della piazza, da Gucci Gym a Gucci Pets.  Inoltre, per Gucci New York simboleggia un ritorno a casa: nel 1953 la Maison aprì proprio sulla Fifth Avenue il suo primo negozio fuori dall’Italia.

L’America, nonostante tutto

Ma il tempismo dice qualcosa di più ampio. In poche settimane, i grandi brand del lusso sono tornati a guardare l’America: Dior ha sfilato al LACMA di Los Angeles, mentre Louis Vuitton presenterà la Cruise 2027 alla Frick Collection di New York il 20 maggio.

Succede in un momento politicamente complicato, segnato da rapporti tesi tra Europa e Stati Uniti e dal tema dei dazi, annunciati, applicati, sospesi, rinegoziati. Eppure l’America resta un mercato troppo importante per essere ignorato. Secondo Unimpresa, nel 2025 gli Stati Uniti hanno rafforzato il loro peso nel commercio estero italiano, confermandosi il secondo sbocco commerciale; secondo AISE, pur in un quadro difficile per il Made in Italy, la filiera moda — tessile, abbigliamento e pelletteria — ha tenuto nell’export U.S.A. con 5,7 miliardi di euro e una crescita del 2,4% sull’anno precedente.

Ecco allora che GucciCore si può leggere anche così: come una dichiarazione d’amore strategica al sogno americano. Un sogno meno facile di un tempo, più nervoso, più tariffato, più instabile. Ma ancora potentissimo.

The post La sfilata di Gucci a Times Square: il bestiario metropolitano di Demna appeared first on Amica.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User