La tripla presa in giro del Governo Meloni sul nucleare

05 Ottobre 2026 - 21:30
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La tripla presa in giro del Governo Meloni sul nucleare

Non credevo che il governo avesse in coraggio di spingere il Paese verso l’avventura nucleare. Ho sempre pensato che fossero parole per coprire la vera scelta energetica delle destre: rilanciare il fossile. In larga parte questo scenario resta largamente in campo: nuovi gasdotti, trivellazioni e sopravvivenza del carbone. Ma per non farsi mancare niente, hanno approvato nei due rami del Parlamento un disegno di legge che delega il governo a riproporre all’Italia il nucleare.

La scelta viene presentata dal governo come una straordinaria conquista che mette fine a un ambientalismo ideologico a cui le sinistre hanno dato retta e che ha privato l’Italia, finora, di questa fondamentale tecnologia. Dopo il voto parlamentare gli entusiasmi delle destre, ma anche del presidente di Confindustria, sono sfrenati. Nell’euforia le prestazioni del nucleare sono magnificate ed esaltate: l’elettricità che fornirà sarà inesauribile, sostenibile, amica del clima, poco costosa e chi ne ha più ne metta. In particolare si è distinto il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Pichetto Fratin che ha dichiarato: “è una decisione storica”. Che cosa abbia di storico mi è oscuro. Per ora è solo anticostituzionale e la prima mossa da fare è far pronunciare la Corte Costituzionale sul disegno di legge. Non ripeterò le innumerevoli ragioni per cui la decisione di costruire in Italia centrali nucleari grandi o piccole che siano va rispedita al mittente e duramente contrastata nel paese. Meglio di me lo faranno su questo giornale – e mi auguro su molti altri – le numerose competenze che si oppongono alla decisione del governo Meloni, a cominciare dal premio Nobel Giorgio Parisi. Tempo ce n’è visto, che il primo reattore di terza o quarta generazione (ho perso il conto a quale generazione si sia arrivati), sarà pronto nel 2034, secondo il governo. Comunque è meglio rendergli da subito la vita impossibile. La prima sensazione che ho provato leggendo il disegno di legge è che il governo abbia deciso di prenderci in giro. Lo fanno ben tre volte: in primo luogo perché non rispettano due consultazioni popolari che hanno già detto no a questa tecnologia; poi perché puntano su reattori che loro stessi ammettono che forse solo nel 2034 ne esisterà uno; infine perché annunciano che grazie alla combinazione nucleare e fonti rinnovabili l’Italia sarà autonoma dal punto di vista energetico, quando è noto che il paese e ricco di sole, vento e acqua ma non di uranio e plutonio.

Prendere in giro e sparare balle è un tratto caratteristico di questo governo. Mentire però su questo tema dell’energia è particolarmente grave, perché lo si fa su un argomento su cui l’intero paese ha vissuto quotidianamente una sofferenza in termini di costi insostenibili. A meno che non si pensi che siamo un po' stupidi e distratti, e quindi ci beviamo il frutto avvelenato che ci viene proposto.

Tocca all’opposizione, alle forze progressiste che vogliamo unite e con un programma chiaro nel prossimo scontro elettorale, opporsi e smascherare le bugie del governo e per farlo bisogna assumere l’energia, anzi il rinnovamento del modello energetico che la governa, come parte e discrimine del proprio programma. Non dimentichiamo che sull’energia si gioca anche gran parte della mitigazione del cambiamento climatico. Eppure la sensazione è che il rinnovamento del modello energetico non sia al centro delle scelte programmatiche del cosiddetto campo largo.

L’opposizione al nucleare stenta a manifestarsi, è decisamente troppo frammentata. Troppi pensano che tanto il nucleare non si farà mai o se ci proveranno, un nuovo referendum risolverà la questione per la terza volta. È una sottovalutazione del problema molto pericolosa: oltre il 63% dei giovani italiani under 35, secondo un sondaggio di Swg, guarda con favore al ritorno dell'energia nucleare. Se una nuova consultazione popolare è sicuramente fra le opzioni, oggi, più che raccogliere firme, è meglio far crescere nel paese la consapevolezza che il nucleare è inutile, perché è possibile conseguire gli obiettivi di un’energia che mitiga il cambiamento climatico, sicura, poco costosa e che sfrutti risorse che il paese ha: il sole, il vento e l’acqua.

Il mix energetico che va proposto, oltre alle fonti rinnovabili e agli accumuli, deve promuovere il risparmio energetico. I consumi che facciamo vanno sottoposti a una cura di efficienza e di usi intelligenti dell’energia per eliminare i numerosi sprechi che ci sono. Esistono le tecnologie, i materiali e le competenze per ottenere che il patrimonio abitativo del paese dimezzi i propri consumi. Questa è la narrazione da contrapporre al nucleare e al fossile su cui si basa il nostro modello energetico. Questa consapevolezza sulla maturità di una alternativa non sembra ancora emergere nella discussione programmatica delle forze progressiste. Per ora ci si concentra di più sulle cose divisive, su chi farà il leader o la leader e si trascura un argomento come la lotta al cambiamento climatico e questa lotta passa per la definizione di un nuovo modello energetico. C’è tempo ma non infinito. Pace e ambiente sono buoni compagni con cui definire l’alternativa alle destre.

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