Verso l’incontro con Giuseppe Conte. Gli appunti dei 120 scienziati per la transizione energetica

Nell'approssimarsi dell'incontro tra i firmatari della "Lettera dei 120 scienziati al Campo largo" e il Movimento Cinque Stelle, alla presenza del presidente Conte, che si terrà mercoledì 7 ottobre alle ore 15, in aggiunta alla pesante situazione della Sardegna, è sorto ultimamente un altro nodo non banale.
Si tratta della proposta, uscita dalle assise programmatiche del Movimento, e recentemente ribadita in un'intervista dall'ex ministro Costa, di tagliare l'Iva sui carburanti dal 22% al 10%. Una proposta non marginale, tutt'altro: addirittura, è stata collocata al primo punto del programma sull'energia. Vogliamo dirlo chiaro e senza giri di parole: è una proposta assolutamente inaccettabile, per una molteplicità di motivazioni.
1. Va contro le politiche di decarbonizzazione dell'Unione europea e il meccanismo delle quote Ets: la Ue la contrasterebbe duramente e con piena ragione.
2. Va in senso opposto alle politiche di elettrificazione: dobbiamo togliere tasse dall'elettricità, non dai carburanti fossili e dal gas. In Italia, come ci fa notare ancora la Ue, abbiamo tasse sull'elettricità elevate in maniera anomala: è nella direzione del taglio del carico fiscale sull'elettricità che si devono concentrare le risorse, non andare in senso opposto.
3. Va contro il divieto di vendere nuove vetture a benzina e diesel nel 2035, e quindi la transizione verso le vetture elettriche, su cui l'Italia è indietro in maniera drammatica (6,4% la quota di mercato in Italia delle Bev, contro il 27,7% della media Ue).
4. Va contro le politiche di incentivazione del trasporto pubblico.
5. È un nuovo sussidio ambientalmente dannoso: i Sad vanno eliminati, non se ne possono creare di nuovi.
6. Ha un costo esorbitante: sette miliardi di euro/anno. Si drenerebbe una gigantesca quantità di risorse da tutte le politiche di transizione.
Un'alternativa qualificante, con altrettanto valore sociale e ridistributivo, che avrebbe lo stesso costo, circa 8 miliardi, ivi comprese le spese per raddoppiare il servizio (prevedendo un raddoppio di domanda), potrebbe essere rendere totalmente gratuito il trasporto pubblico locale in Italia (bus, metro e treni locali e regionali).
Sarebbe una scelta di forte ridistribuzione della ricchezza, ecologica, e con grandi effetti di miglioramento ambientale e sanitario nelle aree urbane inquinate.
Altre politiche possibili? Esenzione Iva per biciclette normali ed elettriche, o per monopattini e minicar elettriche; gratuità per bike e car sharing elettrici e car rental elettrico; sussidi diretti, forfettari, mirati, verso categorie che usano gasolio (pesca, agricoltura, autotrasporto); incentivi all'elettrificazione di pesca, agricoltura e autotrasporto (ormai esistono ottime barche, trattori e tir elettrici, e si deve iniziare a incentivarli); esenzione Iva per il biometano.
Vogliamo confidare nella disponibilità ad ascoltarci del presidente e del suo Movimento: si possono ottenere gli stessi obiettivi con scelte che non contraddicano ma accelerino l'uscita dalla schiavitù fossile.
a cura di Mauro Romanelli - Presidente Ecolobby. Con il sostegno di:
Lorenzo Mattia, Attivista per il clima;
Gaia Pedrolli, Ecolobby;
Elena Pagliai, Ecofuturo;
Angelo Consoli, Presidente del Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale;
Vittorio Marletto, fisico e climatologo;
Alessandra Bonoli, Università di Bologna;
Enrico Gagliano, Università di Teramo;
Marco Bella, Università Roma Sapienza;
Francesco Ferrari, ingegnere;
Piero Mazzinghi, Cnr.
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