La Tunisia rafforza i controlli alle frontiere per prevenire la diffusione di Hantavirus ed Ebola

25 Maggio 2026 - 10:57
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La Tunisia ha avviato un rafforzamento dei controlli sanitari negli aeroporti, nei porti e ai valichi di frontiera terrestri nell’ambito di un protocollo preventivo volto a contenere eventuali rischi di diffusione dei virus Hanta ed Ebola. Secondo quanto dichiarato dal direttore generale del Centro nazionale di farmacovigilanza, Riadh Daghfous, in un’intervista all’agenzia nazionale “Tap”, le misure prevedono una verifica sanitaria dei viaggiatori provenienti da Paesi in cui sono stati segnalati focolai, con un primo screening basato sulla misurazione della temperatura e, per i casi sospetti, l’esecuzione di test Rt-Pcr per Ebola. Il protocollo include inoltre la predisposizione di aree di quarantena dedicate, il trasferimento dei viaggiatori dai punti di ingresso verso le strutture sanitarie e l’impiego di personale specializzato per la sorveglianza clinica. La decisione fa seguito a una riunione di coordinamento presso il ministero della Salute, alla presenza di rappresentanti dei dicasteri della Difesa, dell’Interno, degli Affari esteri e dei Trasporti, oltre che dell’Autorità per l’aviazione civile e gli aeroporti. L’incontro è stato presieduto dal ministro della Salute Mustafa Ferjani e dedicato all’analisi dell’evoluzione della situazione epidemiologica globale.

Le autorità tunisine hanno sottolineato che, allo stato attuale, la situazione relativa ai virus Hanta ed Ebola non desta preoccupazioni né a livello nazionale né internazionale. Il rischio di diffusione resta limitato grazie ai protocolli di prevenzione già in vigore, ha affermato Daghfous. Nel dettaglio, il responsabile ha ricordato che “l’Hantavirus, identificato per la prima volta nel 1976, non si trasmette facilmente da persona a persona ed è principalmente associato ai roditori”. Il dirigente ha inoltre spiegato che i ceppi circolanti in Europa e Asia possono colpire i reni con tassi di mortalità tra il 10 e il 15 per cento, mentre quelli diffusi nelle Americhe risultano più aggressivi per l’apparato respiratorio, con una mortalità che può raggiungere il 40-50 per cento. Per Ebola, Daghfous ha ribadito che “il virus è circoscritto ad alcune aree dell’Africa e che il vettore animale non è presente in Tunisia”. Il direttore del Centro tunisino ha infine ricordato che “l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) mantiene linee guida rigorose per limitare la mobilità dalle aree a rischio e prevenire la diffusione internazionale delle infezioni”.

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