«Laici e presbiteri, chiamati ad ascoltarsi e a riflettere coralmente»
I Consigli in sessione congiunta il 28 febbraio (foto Andrea Cherchi)
I Consigli in sessione congiunta il 28 febbraio (foto Andrea Cherchi)«Il Consiglio pastorale diocesano, che si è insediato nel 2021, è stato caratterizzato dall’avvio contestuale dei Gruppi Barnaba e dall’individuazione dei Moderatori delle Assemblee sinodali che erano in fase di costituzione. Un’interessante novità è stata la scelta di avere nel Consiglio i Moderatori quali laici rappresentativi dei Decanati. Questo ha permesso di tenere unito il livello diocesano con il processo avviato dalle Assemblee sinodali». A stilare una sorta di primo bilancio del X mandato del Cpd, è la segretaria Valentina Soncini.
Un vantaggio, quindi?
Essendo stati questi laici 64, su un totale di 146 membri, ritengo che ciò abbia avuto il vantaggio di collegare significativamente il percorso diocesano con le riflessioni su ciò che stava accadendo nel territorio, anche attraverso il ripensamento anche dei Decanati. Quindi si sono potute avviare sinergie tra i componenti del Cpd, sia dal punto di vista dell’elaborazione teorica dei processi in atto, sia da quello pratico.
Quali sono i temi più significativi affrontati nel quinquennio?
Se consideriamo un versante di presenza della Chiesa nelle vicende storiche del presente, direi la Sessione dedicata alle Elezioni europee nel 2024 o quella centrata sullo sport in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: questioni che esulano dallo stretto circuito pastorale e che abbiamo affrontato anche con il contributo della componente giovani del Consiglio. Ma senza dubbio non possiamo dimenticare la serie di Sessioni che – in vario modo nell’onda del Sinodo della Chiesa universale e della Chiesa italiana – hanno elaborato, riflettuto e rilanciato gli esiti emersi in quei contesti. E questo credo che si sia visto anche nella Sessione unitaria del 28 febbraio scorso, quando le componenti della realtà diocesana – l’Assemblea dei Decani, il Consiglio presbiterale, il nostro Consiglio pastorale, l’Équipe sinodale della Chiesa dalle Genti -, hanno lavorato proprio per capire come camminare meglio insieme.

Qual è la sfida che lasciate in eredità al prossimo mandato?
Sono molte e diverse. Direi però che, essendo stato espressamente richiesto e visto il grande rilievo dell’assemblea riunita del 28 febbraio, tra le priorità vi sia appunto quella di rendere stabile un contatto tra il Cpd e il Consiglio presbiterale, anche perché interrogarsi insieme, per esempio, sulla formazione del Clero, nei Seminari, sul ruolo dei sacerdoti e del laicato dentro la realtà della Comunità pastorale è decisivo. C’è bisogno di riflettere coralmente, laici e presbiteri, sulle diverse figure che devono trainare i processi ecclesiali in atto verso il futuro. Occorre camminare in un ascolto reciproco.
Come è composto il Consiglio pastorale diocesano?
Lo statuto è stato ritoccato: una delle novità è che il laico che dovrà essere inviato al Consiglio pastorale diocesano dal Decanato, non sarà necessariamente il Moderatore dell’Assemblea sinodale. Potrà essere individuato dalle diverse componenti della realtà del Decanato tra sue figure. In ultimo, la parola spetterà al Vicario di zona. Quindi vi sarà 1 fedele (laici/laiche; consacrati non chierici; consacrate) per ciascun Decanato. Inoltre formeranno il Cpd 7 presbiteri, 2 diaconi permanenti; 5 religiosi e altrettante religiose, 1 appartenente a un Istituto Secolare, la “Sorella maggiore” dell’Istituto delle Ausiliarie Diocesane; il presidente dell’Ac ambrosiana; 5 laici in rappresentanza delle Comunità di lingua straniera, 1 fedele designato da ogni Associazione, Movimento e Gruppo facente parte del Coordinamento diocesano, per un totale di 19; 1 fedele designato dalla Delegazione Lombardia del Sovrano Militare Ordine di Malta e della Luogotenenza per l’Italia settentrionale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme; 15 fedeli che hanno al momento della nomina non più di 35 anni di età, saranno scelti dall’Arcivescovo e saranno 25 i membri nominati sempre da monsignor Delpini, di cui 14 proposti dai Vicari episcopali di Zona. Si è già partiti con l’elaborazione della scelta dei candidati, in vista, per esempio, dell’individuazione da parte del rappresentante decanale che deve pervenire entro il 6 ottobre. L’1 novembre sarà reso pubblico il Decreto arcivescovile di costituzione dei due Consigli.
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