Legge elettorale, Meloni: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze, ha vinto di nuovo la palude. Occasione persa per gli italiani”

15 Luglio 2026 - 00:40
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Legge elettorale, Meloni: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze, ha vinto di nuovo la palude. Occasione persa per gli italiani”

Legge elettorale, Meloni: “Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze, ha vinto di nuovo la palude. Occasione persa per gli italiani”

L’Aula della Camera ha bocciato per un voto l’emendamento di Fratelli d’Italia, Noi moderati e Udc alla legge elettorale, numero 1.1077, che prevedeva insieme al capolista bloccato, la possibilità di barrare fino a tre preferenze della stessa lista. La bocciatura, con voto segreto, è arrivata con 188 contro e 187 sì. Il voto è stato accolto dai boati delle opposizioni e dai cori:   “Elezioni”. “Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”, ha commentato Giorgia Meloni l’esito della votazione dai suoi canali social.

Meloni: “Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci”

“Abbiamo provato a reintrodurre le preferenze nella legge elettorale dopo più di 30 anni di liste bloccate. Abbiamo chiesto che si votasse con voto palese e che ognuno mettesse la faccia sul suo voto, ma le opposizioni hanno voluto il voto segreto. Il risultato dice che la sinistra e le opposizioni hanno votato compattamente contro. Ma anche nella maggioranza sono mancati diversi voti, e su questo serve una riflessione. L’emendamento è stato respinto per un solo voto. Un’occasione persa per gli italiani, ma era giusto provarci”. Il post scriptum è una sberla alle opposizioni che si stanno esibendo in squallide sceneggiate: “La scena dell’opposizione che esulta come se avesse vinto un Mondiale per aver impedito ai cittadini di poter scegliere i propri parlamentari dice tutto.

Bignami alle opposizioni: “Siete l’esempio di vigliaccheria, incapaci di agire a viro aperto”

“Avevamo preso un impegno con gli italiani: dare la possibilità di scegliere chi eleggere. Voi – le parole di Bignami alle sinistre – dite di volerlo fare e non avete presentato neanche un emendamento per farlo. E questo significa prendere in giro gli italiani. La differenza tra noi e voi è che noi ci mettiamo la faccia, voi ci mettete qualcos’altro. Voi siete l’esempio di vigliaccheria incapaci di agire a viso aperto. Ci venite a fare le lezioni e poi votate contro le preferenze. Ci dite che volete i seggi per le donne ma non avete il coraggio di candidarle. La differenza è tra chi si assume la responsabilità delle proprie azioni e chi si nasconde. Io se fossi al posto vostro mi andrei a nascondere”. Così il  capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio, ha replicato a muso duro alle opposizioni che hanno colto la palla al balzo per passare al contrattacco e dare fiato alle trombe.

Le opposizioni chiedono la sospensione della seduta, Rampelli chiede di proseguire con l’esame

Dopo che l’emendamento Fdi sulle preferenze non è passato per un solo voto, il presidente di turno Fabio Rampelli ha cercato di riportare ordine tra i banchi. Rampelli chiede di proseguire con le votazioni e di riprendere l’esame della riforma della legge elettorali. E’ intervenuto Riccardo Ricciardi (M5s) provocatoriamente: “Io capisco che si voglia far finta di nulla rispetto a quello che è accaduto, ma c’è un dato politico: noi oggi abbiamo la premier che si è esposta pubblicamente sulla legge elettorale. Occorre subito la convocazione di una capigruppo”. E’ stata quindi votata, su richiesta di Fdi, la ripresa dei lavori dalle 21 alle 24. Alle ore 20,15 è stata convocata la Conferenza dei capigruppo.

FdI: La legge elettorale va avanti

“La legge elettorale va avanti, abbiamo anche chiesto il prosieguo in notturna. Noi andiamo avanti”- afferma Galeazzo Bignami. A chi gli chiede se ci saranno conseguenze, visto che il governo aveva dato parere favorevole, risponde: “Il voto di fiducia ove bocciato prevede le dimissioni. Se invece un voto dove non c’è la fiducia corrisponde alle dimissioni allora sopprimiamo il voto di fiducia. E’ un voto parlamentare, non ci nascondiamo nel non vedere cosa è successo ma le dimissioni sono un’altra cosa. Nessuno aveva detto se non passa mi dimetto come Renzi che doveva lasciare la politica”.

Lupi: “Governo e legge vanno avanti”

“Non ci nascondiamo dietro un dito- ribatte il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi intervenendo in Aula-:  è evidente che, da un punto di vista politico, ogni volta che una maggioranza va sotto su un provvedimento ciò assume un significato politico rilevante. La mia esperienza mi porta a ricordare numerosi casi in cui il Governo e la maggioranza dell’epoca sono stati battuti su emendamenti significativi, come quello relativo alle preferenze. Ciò non ha impedito a quei governi di proseguire il proprio lavoro, pur nella consapevolezza del valore politico di quanto accaduto”. C’è però un altro elemento che va considerato. “La Legge Elettorale sottoposta all’esame del Parlamento ha un testo base che si fonda su alcuni principi fondamentali- ricorda Lupi alle opposizioni in trance agonistica. In quel testo base non era previsto il sistema delle preferenze. Il nostro gruppo, Noi Moderati, insieme a Fratelli d’Italia, ha presentato un emendamento perché è convintamente favorevole all’introduzione delle preferenze”.

Gasparri: Era una soluzione di compromesso accettabile

Un emendamento migliorativo, fa notare il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: ”Noi con realismo avevamo ritenuto che fosse una soluzione di compromesso possibile accettabile: era una modifica del testo base. Ho visto che adesso c’è stato solo un voto di differenza. La nostra posizione era stata di apertura”. ”Era una modifica del testo base. Mi sembra presto per fare un commento”.  La seduta dell’Aula della Camera sulla legge elettorale è  stata sospesa per la prevista pausa dalle 20 alle 21. Alle 20,15 si è riunita la conferenza dei capigruppo. La seduta dell’Aula riprenderà alle 21.

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