L'Europa non è sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di un oceano sano entro il 2030

Secondo il rapporto “Blue Manifesto the roadmap to a healthy Ocean by 2030 - 2026 Assessment”, pubblicato dalla Blue NGO coalition, che riunisce BirdLife Europe & Central Asia, Bloom, Blue Marine Foundation, ClientEarth, Environmental Justice Foundation, Oceana, Seas At Risk, Surfrider Foundation Europe e Wwf EU, La salute degli oceani europei è in difficoltà e l'Europa non riesce a proteggere i suoi mari.
Valutando i progressi compiuti nel 2025 e nel 2026 rispetto al Blue Manifesto, sottoscritto da più di 150 organizzazioni della società civile), il nuovo sistema di valutazione a semaforo mette in guardia contro il crescente divario tra gli impegni globali dell'Unione europea, le sue ambizioni a livello europeo e le sue reali azioni a livello nazionale a partire dal 2024.
La Blue NGO coalition sottolinea che «I progressi variano considerevolmente a seconda delle tematiche. L'UE ottiene un punteggio relativamente alto sulla leadership internazionale in materia di oceani (7,5/10), a testimonianza di importanti traguardi, come la storica ratifica dell'accordo BBNJ (Biodiversity Beyond National Jurisdiction - Accordo sulla conservazione e uso sostenibile della biodiversità marina delle aree al di là della giurisdizione nazionale, ndr) e il mantenimento di una posizione ferma contro l'estrazione mineraria in acque profonde, nonostante le circostanze sempre più difficili per la cooperazione multilaterale. Questo contrasta nettamente con l'incapacità dell'Ue di agire concretamente a livello nazionale, il che mette a rischio la sua credibilità complessiva sulla scena globale. Le recenti iniziative, tra cui la legge omnibus sull'ambiente e gli stress-testing delle direttive Uccelli e Habitat, rischiano di indebolire ulteriormente le tutele ambientali da cui dipendono i mari europei. L'Ue continua a faticare ad affrontare alcune delle pressioni più dannose sull'ambiente marino, tra cui la pesca di profondità, così come le pratiche di pesca distruttive come la pesca a strascico nelle aree marine protette. Allo stesso tempo, il ruolo cruciale dell'oceano nella regolazione del nostro clima continua a essere trascurato, sebbene gli ecosistemi marini siano tra i più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici».
Risultati che dimostrano che l'Ue è ben lontana dall'agire in modo adeguato per garantire la salute degli oceani entro il 2030 e la coalizione sottolinea che «Con l'accelerazione delle pressioni ecologiche, l'UeE dovrebbe accelerare le proprie azioni per invertire la rotta attraverso l'urgente applicazione della legislazione vigente, come la Nature Restoration Law e la Politica comune della pesca, e mediante le prossime tappe legislative, tra le quali cui l'European Ocean Act, le revisioni della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (MSFD) e della direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo (MSPD), e i negoziati sul prossimo bilancio dell'Ue».
In una dichiarazione congiunta della Blue NGO coalition si legge che «A metà del suo mandato, l'UE è ancora lontana dal garantire un oceano sano, necessario per l'alimentazione, l'occupazione, la protezione del clima, la biodiversità e la crescita economica. La buona notizia è che molti degli strumenti necessari per invertire la tendenza sono già disponibili. L'Ocean Act e le future leggi marittime chiave possono colmare i gap rimanenti, ma solo se l'Ue le sosterrà con la volontà politica, la coerenza delle sue politiche e le azioni necessarie per ripristinare la salute degli oceani».
I mari europei sono a un punto di non ritorno e il blue Manifesto, promosso da BirdLife Europe, ClientEarth, Oceana, Seas at Risk Surfrider Foundation Europe e Wwf EU, è un roadmap, basata su solide basi scientifiche, per guidare l'UE nel ripristino della vita marina, ponendo fine allo sfruttamento eccessivo, alle pratiche distruttive e all'inquinamento.
Il Blue Manifesto è stato pubblicato nel 2020 e, da allora, ogni anno le sei principali ONG che lo compongono monitorano i progressi dell'Ue – o la loro mancanza – verso il raggiungimento di un oceano sano e resiliente ai cambiamenti climatici entro il 2030. Le valutazioni annuali dimostrano che gli Stati membri dell'Ue hanno perso importanti opportunità per proteggere i mari, non adempiendo a obblighi giuridici fondamentali, come porre fine alla pesca eccessiva entro il 2020 ai sensi della Politica comune della pesca e raggiungere un buono stato ambientale come richiesto dalla Direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino.
Le associazioni promotrici denunciano che «Nonostante la promessa della presidente von der Leyen di un "Patto europeo sugli oceani", i mari europei rimangono in condizioni critiche, con oltre il 90% delle aree marine sotto pressione a causa delle attività umane. Pratiche distruttive come la pesca a strascico continuano a devastare le aree marine protette dell'Ue e ogni anno 14 milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare.
Il Blue Manifesto Blu invita l'Ue a:
Utilizzare le risorse con saggezza: eliminare i sussidi dannosi, creare un Fondo europeo per gli oceani e aumentare i finanziamenti per l'applicazione delle leggi a tutela dell'ambiente marino. Migliorare la governance degli oceani: istituire un'Agenzia europea per gli oceani e i mari, garantire la tracciabilità dei prodotti ittici e far rispettare le leggi marittime vigenti.
Garantire un'efficace protezione dell'ambiente marino: vietare le attività distruttive come la pesca a strascico e l'estrazione mineraria in acque profonde e proteggere il 30% dei mari dell'Ue entro il 2030.
Combattere l'inquinamento: promuovere un Trattato globale sulla plastica, vietare le sostanze chimiche nocive come i PFAS e ridurre la velocità delle navi in prossimità di habitat sensibili. Sostenere una transizione equa: eliminare gradualmente le esenzioni dalle tasse sui carburanti nel settore della pesca e sviluppare un piano di transizione equo per un 'economia blu sostenibile.
Cyrielle Goldberg, responsabile delle politiche marine di BirdLife Europe, conclude: «Gli ultimi 30 anni sono stati caratterizzati da gravi carenze nell'attuazione della legislazione ambientale nelle acque marine, allontanando ulteriormente la prospettiva di raggiungere gli obiettivi della Strategia Ue per la biodiversità, mentre la scienza indica che gli ecosistemi marini continuano a impoverirsi. Il Blue Manifesto delinea tutti i passi da intraprendere per invertire la situazione e raggiungere la resilienza ambientale, sociale ed economica in mare e per le comunità costiere. A metà strada verso il 2030, questa roadmap evidenzia più che mai quanto sia importante che l'Ue colga l'opportunità di utilizzarla come base per un ambizioso Patto Ue sugli Oceani che garantisca un futuro vivibile sia per le persone che per il pianeta».
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