L'Himalaya si prepara al super El Niño

05 Settembre 2026 - 11:30
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L'Himalaya si prepara al super El Niño
Mentre la scienza cerca ancora di capire quale impatto abbiano avuto i cambiamenti climatici nella frana e nella catastrofica alluvione sul fiume Lhende Khola, al confine tra Nepal e Cina - un disastro che finora ha causato oltre 1100 morti accertati e oltre 4500 dispersi - gli esperti guardano con preoccupazione alle possibili conseguenze del super El Niño. Secondo le ultime rilevazioni dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale, l'attuale El Niño potrebbe essere il più intenso degli ultimi 70 anni e durare almeno fino a febbraio 2027. Sommato agli effetti dei cambiamenti climatici di origine antropica, questo fenomeno potrebbe portare il 2027 a polverizzare ogni precedente record di anno più caldo di sempre. Tuttavia, a differenza di quanto accade per altre aree del mondo - per esempio in l'Indonesia, dove è noto che El Niño causa un incremento degli incendi - gli effetti del fenomeno nella già fragile regione dell'Himalaya sono imprevedibili.. Le conseguenze "classiche": temperature più alte e fusione dei ghiacci. Come ha spiegato Kaustubh Thirumalai, professore associato presso il dipartimento di Geoscienze dell'Università dell'Arizona, a Scientific American, un El Niño classico porta temperature superiori alla norma nella regione dell'Himalaya tra giugno, luglio e agosto, quando è estate nell'emisfero settentrionale: gli effetti si fanno sentire soprattutto nell'estate successiva al suo picco (previsto per dicembre) e sono quelli che immaginiamo - fusione dei ghiacci, maggiore instabilità dei ghiacciai - insieme a una stagione dei monsoni più secca, che equivale a meno precipitazioni.. Elementi inattesi. A sparigliare le carte ci sono però direzioni e intensità dei venti prevalenti, l'influenza dell'Oceano Indiano e i microclimi tipici della regione dell'Himalaya, che possono variare il modo in cui quest'area affronta El Niño. Non solo: se il fenomeno evolvesse nella sua controparte "fredda", La Niña, entro la prossima estate, per l'Himalaya vorrebbe dire un aumento delle precipitazioni. Un elemento destabilizzante, per ghiacciai e pendii resi instabili dalla fusione dei ghiacci e del permafrost, dunque un ulteriore fattore di rischio per chi vive nella regione.. El Niño ha avuto un ruolo nel recente disastro in Nepal?. Per il momento invece non ci sono elementi, salvo un agosto caldo in modo anomalo, per attribuire al super El Niño un ruolo nel disastro in Nepal del 26 agosto, anche perché - spiega a SCIAM Mingfang Ting, professore alla Columbia University Climate School - «non è affatto certo che il riscaldamento di agosto sia collegato a El Niño». Un ruolo più di peso sembra aver avuto il riscaldamento globale di origine antropica: la regione dell'Hindu Kush himalayano, chiamata il Terzo Polo della Terra perché qui è conservata la maggior parte delle riserve di ghiaccio del Pianeta, se si escludono le regioni polari, si scalda più velocemente della media globale. I suoi ghiacciai perdono ghiaccio a circa il doppio della velocità rispetto agli anni 2000 e solo il Nepal ospita almeno 21 laghi glaciali potenzialmente pericolosi, che potrebbero provocare un'esondazione devastante..

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