Licata (FI) sulla tassa salute: “Servono battaglie comuni, non strumentalizzazioni elettorali”

Sul fronte della cosiddetta “tassa della salute” per i lavoratori frontalieri, dopo le critiche del Partito Democratico arriva la risposta di Giuseppe Licata, consigliere regionale di maggioranza di Forza Italia.
«Regione Lombardia, insieme a tutte le istituzioni coinvolte, è in prima linea nella tutela dei diritti dei lavoratori frontalieri», esordisce Licata, che però non intende restare sulla difensiva. «Dalle fila di Forza Italia mi sto opponendo all’istituzione della così detta “tassa della salute” per i “vecchi frontalieri”», precisa, aggiungendo che la posizione è condivisa con diversi consiglieri regionali, anche della maggioranza.
In un recente Consiglio Regionale Licata è intervenuto per chiedere di portare il tema sul tavolo nazionale della Conferenza Stato-Regioni, con due obiettivi: valutare l’effettiva applicabilità del contributo ed evitare che la norma venga applicata in modo disomogeneo nelle diverse regioni interessate — il nodo sollevato dal Pd, che ieri aveva denunciato il rischio di trattamenti diversi per lavoratori nella stessa azienda a seconda che abitino in Lombardia o in Piemonte.
Sul fronte dell’accordo fiscale tra Italia e Svizzera, Licata rivendica un risultato che definisce concreto e tutt’altro che scontato: la salvaguardia dei vecchi frontalieri dalla doppia imposizione e dalla tassazione concorrente, che alla fine ha riguardato — in misura limitata — solo i nuovi frontalieri. «Un risultato frutto del lavoro bipartisan con l’associazione Comuni Italiani di Frontiera, i sindacati, i Comuni e tutti gli stakeholder coinvolti», ricorda il consigliere.
Il secondo fronte riguarda la sanità di confine, che soffre la fuga degli operatori sanitari verso la Svizzera, dove i salari sono più alti. Su questo punto Licata guarda al nuovo accordo fiscale come a uno strumento già parzialmente attrezzato: il testo prevede l’istituzione di un fondo destinato ad aumentare gli stipendi dei cittadini residenti nei comuni di frontiera che restano a lavorare in Italia, insieme a misure di welfare dedicate come agevolazioni per l’alloggio e sostegni alle famiglie.
«Tutte misure da costruire nei prossimi anni, continuando a coniugare la tutela dei frontalieri con il potenziamento della sanità di confine», spiega Licata. Che chiude con una frecciata diretta alle polemiche degli ultimi giorni: «Un lavoro politico complesso, ma possibile, che richiede un fronte comune delle istituzioni e delle forze politiche, evitando inutili contrapposizioni da campagna elettorale».
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