Linea Calenda. “Destra e sinistra sono incapaci di dire al paese la verità su Ucraina ed Europa”

14 Luglio 2026 - 09:20
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La Coalizione dei volenterosi si è riunita a Parigi in nome di un “risveglio strategico europeo”. Ma in Italia c’è chi (vedi il leader M5s Giuseppe Conte nel centrosinistra, con pregresso sfondo di toni salviniani e vannacciani a destra), dubita al punto da ribaltare la frittata,e dal palco del primo evento pre-elettorale del campo largo: “Pensate che stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”, ha detto l’ex premier a Cinque stelle, creando non poco sconcerto nel campo largo. Ma, visto dal cantiere del centro, il punto è uno solo, dice il leader di Azione Carlo Calenda: “Oggi c’è una sola battaglia politica che vale la pena essere combattuta: quella per costruire un’Europa federale e non dipendente da nessuno per la difesa e il sostegno all’Ucraina. Il nemico più pericoloso che abbiamo è la Russia di Putin, assieme alla Cina e agli Stati Uniti sul fronte commerciale”. Ma la Russia di Putin, dice Calenda, “in Italia ha appoggio in entrambe le coalizioni: da un lato presso Conte e lungo l’asse Angelo D’Orsi-Alessandro Di Battista-Fatto quotidiano. Dall’altro presso Salvini, per non parlare di Vannacci. E’ evidente che nel nostro paese c’è chi fa propaganda da molto tempo e in molti modi: un attacco alla nostra democrazia per interposta persona. Ma è anche evidente l’incapacità della politica italiana di reagire. Il bipolarismo oggi dovrebbe segnare un confine tra chi vuole continuare a sostenere l’Ucraina e a difendere la democrazia, con uno scudo che faccia risaltare le interferenze, armando l’Europa in modo da scoraggiare la Russia dal fare operazioni aggressive nel Baltico, e chi non vuole farlo. Punto”. Armare l’Europa, questo è il problema nel campo largo. “Anche nel centrodestra. E se in Italia non si stesse delineando uno schieramento al centro come quello che costruiremo – un centro europeista e riformatore che possa controbilanciare quelle istanze e dire con chiarezza che ci vuole un’Europa forte – molti italiani si troverebbero nel 2027 a dare un voto che potrebbe finire in mano ai putiani di entrambe le coalizioni, tanto più se Vannacci andrà con il centrodestra. Questa è la chiave. E questo resterà nella storia quando, tra dieci anni, i nostri figli guarderanno indietro. L’unica cosa che conterà è se noi saremo stati in grado di metterli al sicuro costruendo una grande potenza europea oppure no”. C’è stato un momento, però, in cui le posizioni antiputiniane sembravano prevalere nei due maggiori partiti nel centrosinistra e nel centrodestra. Le politiche del 2027 hanno superpoteri putiniani, forse. “Il Pd è l’unico partito socialista il cui segretario non è mai andato a Kiev, come non lo hanno fatto Matteo Renzi, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, e la ragione è che si ha paura di offendere la componente profondamente anti-occidentale presente nella sinistra italiana. Elly Schlein invece di guidare quella componente si finge morta. Risultato: nel campo largo si parla solo di stupidaggini che nulla hanno a che vedere con questa sfida così importante”. A destra anche si teme un certo elettorato. “Meloni ha cercato di tenere botta, continuando a sostenere l’Ucraina almeno a parole, seppure sempre dietro agli altri. Però contemporaneamente non riesce a venire in Parlamento per dire: devo rispettare gli impegni; questo paese non è in grado di difendersi e si deve rafforzare. Abbiamo leadership del tutto incapaci di dire la verità sulla situazione internazionale, ognuna trascinata dalla propria indolenza, e proprio quando servirebbe uno scatto verso la difesa unica europea”. Vuol dire anche investire denaro. “Si possono trovare soldi in molti modi: per esempio, visto che la Cina sta collaborando sempre più attivamente sul piano militare con la Russia, imponendo un extradazio del 10 per cento sulle importazioni dalla Cina e finanziando così un debito europeo federale di 1000 miliardi per difesa, energia e industria. Ma nessuno fa proposte di questo genere. Questa classe dirigente non ha alcun senso della storia”. Le coalizioni sono in via di definizione. “Alla fine dai due lati si monteranno maggioranze incapaci di stare in piedi. Se domani mattina la Russia attacca un paese baltico – un attacco dimostrativo per far vedere che la Nato si gira dall’altra parte – noi saremo tra quelli che chineranno la testa perché non abbiamo né una destra né una sinistra in grado di rappresentare il paese con la forza necessaria”. Ci sono i riformisti del centrosinistra. “Mi chiedo dove arrivi il loro coraggio. Se la questione Ucraina e la difesa europea non sono fattori fondamentali per loro, qual è la linea rossa?” .


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