L’opposizione di Malnate attacca sugli impianti sportivi: “Bandi sbagliati e caos gestionale”

Il futuro degli impianti sportivi “L. Caccivio” e “N. Della Bosca” di Malnate finisce al centro di una dura polemica politica. Al centro della questione c’è la gestione dei bandi per l’affidamento dei centri, che secondo le opposizioni starebbe mettendo a rischio non solo la stabilità delle associazioni sportive dilettantistiche (ASD) del territorio, ma anche la possibilità di intercettare i finanziamenti milionari previsti dal bando nazionale “Sport e Periferie 2026”.
La cronaca dei due bandi
Tutto inizia a marzo 2026, quando il Comune pubblica un primo avviso per un affidamento superiore ai cinque anni con obbligo di investimento. Le associazioni rispondono prontamente, investendo risorse proprie per preparare progetti tecnici ed economici. Tuttavia, il 27 aprile il bando viene chiuso: le proposte risultano incomplete ma, soprattutto, lo strumento giuridico scelto (l’articolo 5 del D.Lgs 38/2021) non è applicabile in presenza di più operatori interessati.
Poche settimane dopo, l’amministrazione vira su un secondo bando, questa volta basato sull’articolo 6, che prevede un affidamento di un solo anno e un contributo di 12.000 euro, senza alcun obbligo di investimento strutturale. Una scelta che i gruppi di opposizione definiscono una “soluzione tampone” che azzera i progetti pluriennali su cui le società avevano già impegnato fondi e professionisti.
Il rischio di perdere un milione di euro
Il timore principale riguarda il bando nazionale “Sport e Periferie 2026”, che mette sul piatto 100 milioni di euro per la rigenerazione degli impianti. Per una realtà come Malnate, il contributo massimo potrebbe toccare il milione di euro, fondi che servirebbero per la manutenzione straordinaria, l’efficientamento energetico e l’abbattimento delle barriere architettoniche del Caccivio e del Della Bosca.
Secondo il Gruppo Civico LaCassina e Noi Moderati Malnate, l’attuale incertezza sulla gestione rende difficile partecipare con successo alla misura nazionale, la cui scadenza è fissata per il prossimo 25 giugno. La mancanza di un gestore a lungo termine e l’incoerenza tra i bandi comunali rischierebbero di far scivolare via l’opportunità di riqualificazione.
L’appello delle opposizioni
La tensione è salita ulteriormente dopo la commissione consiliare del 18 maggio, rinviata per un malessere dell’assessore competente. I rappresentanti delle minoranze chiedono ora un cambio di rotta immediato, proponendo il ritiro del bando annuale in favore di un affidamento di almeno tre anni e la partecipazione formale al bando nazionale entro un mese.
«O cambiate rotta subito – l’appello di Davide Gigli, commissario, e Sebastiano Platania, tecnico – o la responsabilità politica, tecnica e sociale di aver perso 1 milione di euro per gli impianti “Caccivio” e “Della Bosca” sarà solo vostra». Le opposizioni chiedono inoltre che il Comune trovi un modo per rimborsare o valorizzare le spese tecniche già sostenute dalle ASD durante la prima, fallimentare, procedura di gara.
IL COMUNICATO CONGIUNTO
Caos bandi a Malnate: mentre il Governo stanzia 100 milioni per riqualificare gli impianti, il Comune perde tempo, risorse della collettività e soldi delle ASD
La gestione degli impianti sportivi “L. Caccivio” e “N. Della Bosca” è l’esempio di come si butta al vento il lavoro delle associazioni e le opportunità di finanziamento pubblico. In 3 mesi il Comune di Malnate ha pubblicato due bandi che si contraddicono, ha fatto anticipare soldi a tecnici e professionisti, e ora rischia di farsi sfuggire il bando nazionale “Sport e Periferie 2026” da 100 milioni di euro.
Due bandi, zero coerenza: danno alle ASD e incertezza sul futuro sportivo dei ragazzi di Malnate.
Ma andiamo con ordine.A marzo 2026 il Comune pubblica un avviso ex art. 5 D.Lgs 38/2021 (procedura per affidamenti≥5 anni con obbligo di investimento. L’art. 5 si applica solo in presenza di un unico operatore interessato. Se si presentano più soggetti, la procedura non è utilizzabile): affidamento ≥5 anni, gestione gratuita, obbligo di investimenti, PTFE e PEF asseverati. Le ASD rispondono, anticipano costi e costruiscono progetti pluriennali.
Il 27 aprile 2026 il bando viene chiuso perché le tre proposte depositate risultano incomplete della documentazione necessaria. Ma il vizio è a monte: sono arrivate 3 proposte, quindi l’art. 5 non era applicabile. Anche se 2 proposte su 3 erano conformi, l’affidamento con quell’articolo non poteva essere fatto.
Poche settimane dopo esce il secondo bando, questa volta corretto ex art. 6 D.Lgs 38/2021 (procedura per affidamenti <5 anni, con contributo economico e senza obbligo di investimento strutturale. A differenza dell’art. 5, l’art. 6 si applica anche in presenza di più operatori interessati): affidamento 1 anno, contributo 12.000 €, zero investimenti previsti, zero riqualificazione richiesta.
L’amministrazione ha fatto anticipare alle associazioni spese e risorse per progetti poi azzerati a causa di un errore di impostazione del bando, senza che il Comune abbia chiarito fin dall’inizio l’impossibilità di procedere con quella tipologia di affidamento, sostituendo così una logica di investimento con una soluzione tampone che non risolve i problemi di fondo.
Inoltre i malnatesi rischiano di non accedere a un contributo fino a 1.000.000 € per la riqualificazione degli impianti ‘Caccivio’ e ‘Della Bosca “Sport e Periferie 2026” a causa di una gestione impreparata della cosa pubblica.
Il Dipartimento per lo Sport ha pubblicato l’Avviso “Sport e Periferie 2026” con 100 milioni di euro:
• 70 milioni per rigenerazione e recupero di impianti preesistenti
• 30 milioni per nuovi impianti
Per Malnate, Comune tra 15.000 e 50.000 abitanti, il contributo massimo è 1.000.000 € per intervento, con cofinanziamento minimo del 10%.
Gli interventi ammessi coincidono con i principali interventi che servono agli impianti “Caccivio” e “Della Bosca”: manutenzione straordinaria, messa in sicurezza, abbattimento barriere architettoniche, adeguamento sismico, efficientamento energetico, ristrutturazione, demolizione e ricostruzione.
Scadenza per caricare le proposte: 25 giugno 2026, un mese. Il ricorso a un affidamento annuale, dopo aver impostato una logica di investimento pluriennale, rende incoerente la gestione degli impianti rispetto agli obiettivi di rigenerazione e di sostenibilità richiesti dal bando nazionale.… e noi oggi siamo addirittura senza gestore a causa del primo bando ritirato.
Cosa deve fare il Comune oggi, non domani:
1. Ritirare immediatamente il secondo bando da 1 anno. Con un affidamento a 12 mesi non si garantisce la sostenibilità gestionale e la continuità pluriennale richieste dal bando “Sport e Periferie”.
2. Presentare un progetto per gli impianti “Caccivio” e “Della Bosca” e partecipare al bando nazionale entro il 25 giugno.
3. Pubblicare un nuovo bando di affidamento ex art. 6 D.Lgs 38/2021, durata minima di almeno 3 anni, coerente con l’intervento di riqualificazione.
4. Rimborsare o valorizzare i PTFE e PEF già presentati dalle ASD nel primo bando.
Conclusione
Mentre il Governo mette 100 milioni sul tavolo per riqualificare impianti e contrastare il degrado sociale, il Comune di Malnate perde tempo con bandi contraddittori e spreca il lavoro e i soldi delle ASD e dei cittadini, mettendo a rischio ulteriori risorse pubbliche.
Il commissario Davide Gigli (presso la Commissione consiliare comunale dedicata al Sociale e allo Sport) e il tecnico Sebastiano Platania dopo la commissione del 18/05/26 che si è dovuto rinviare il punto inerente ai centri sportivi causa malessere dell’assessore allo sport attendendo data per nuova convocazione, lanciano un appello alla maggioranza:
“O cambiate rotta subito, o la responsabilità politica, tecnica e sociale di aver perso 1 milione di euro per gli impianti “Caccivio” e “Della Bosca” sarà solo vostra.”
Gruppo Civico LaCassina
Gruppo politico Noi Moderati Malnate
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