L’UE vola in Armenia per il primo vertice di partenariato: “Incontro storico, è il posto giusto in cui investire”
Bruxelles – È sulle note dell’“Inno alla gioia” della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven, che il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha accolto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa nella sua residenza ufficiale di viale Marshal Baghramyan a Erevan, per dare il via al primo summit tra Unione Europea e Armenia. Un vertice definito “storico” da Bruxelles, che punta a rafforzare la cooperazione nei settori della connettività, della sicurezza e della difesa nel Caucaso meridionale, dello sviluppo economico e dei contatti tra cittadini. “Il vertice odierno riflette i significativi risultati degli ultimi anni”, si legge nella nota congiunta, “e l’importanza strategica della nostra partnership”, che porta “benefici concreti ai cittadini e alle imprese”.
Il vertice si inserisce in una fase di forte accelerazione del dialogo tra Armenia e Unione Europea. Bruxelles ha iniziato a investire nei rapporti con Erevan già dal 2021, con l’accordo di partenariato globale e rafforzato (Cepa). Parallelamente, l’Armenia ha avviato un programma di riforme fondato su democrazia, trasparenza e Stato di diritto, con particolare attenzione alla lotta alla corruzione, alla riforma del sistema giudiziario e al rafforzamento della responsabilità delle istituzioni, insieme alla promozione di pari opportunità economiche, occupazionali e sociali.
Il piano europeo per la resilienza e la crescita dell’Armenia, pari a 270 milioni di euro e annunciato nel 2024, mira a sostenere la resilienza socioeconomica del Paese. L’obiettivo è investire nella connettività e nelle imprese, avvicinare ulteriormente Erevan all’Unione e promuovere una società più inclusiva. Il 14 luglio 2025 Costa e von der Leyen avevano già incontrato Pashinyan per consolidare il partenariato, mentre il 2 dicembre 2025 si è svolta la sesta riunione del Consiglio di partenariato UE-Armenia, focalizzata sull’attuazione del Cepa e sul dialogo politico in materia di riforme, democrazia, Stato di diritto e diritti umani. La nuova agenda strategica adottata in quella sede ha fissato priorità più ambiziose, con particolare enfasi su sviluppo economico, sicurezza e resilienza.
Dal summit emergono alcune direttrici chiave. La prima riguarda connettività ed energia. “Abbiamo appena firmato un Partenariato per la Connettività”, viene sottolineato, “che conferisce un nuovo livello di ambizione alla nostra cooperazione”, a partire dai trasporti e dagli investimenti nel solare e nello stoccaggio, così che le “preziose risorse rinnovabili” possano rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti. Un secondo asse è quello della sicurezza e della difesa democratica, con l’impegno europeo a sostenere le forze armate e a contrastare “minacce ibride e disinformazione”, affinché la volontà popolare resti “l’unica fonte legittima di potere”. La cooperazione si estende poi alla mobilità e alla resilienza sociale, con l’obiettivo di accelerare verso la liberalizzazione dei visti e rafforzare la gestione delle frontiere tramite Frontex, sostenendo al contempo un piano economico capace di mobilitare fino a 2,5 miliardi di euro per la crescita delle imprese, lo sminamento e il supporto agli sfollati del Karabakh.
Uno dei capitoli più sensibili resta quello della pace regionale. L’Unione Europea ha promosso quella che viene definita una “svolta significativa”, con il trattato tra Armenia e Azerbaigian siglato nell’agosto 2025. Nella dichiarazione congiunta, le parti si dicono “vincolate da valori politici condivisi” e dal rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale, interpretando il rafforzamento dei legami come un vero “investimento nella pace” per l’intero Caucaso meridionale. Bruxelles sostiene inoltre la normalizzazione delle relazioni con la Turchia e la riapertura dei collegamenti regionali, nel rispetto della reciprocità e dell’inviolabilità delle frontiere. Questo percorso viene accompagnato dalla missione dell’UE, ritenuta essenziale per “istituzionalizzare ulteriormente la pace” e garantire stabilità duratura.
“Questo primo vertice Ue-Armenia segna una tappa fondamentale nell’approfondimento del partenariato”, ha scritto António Costa. Durante la conferenza stampa, Costa ha elogiato il lavoro di Nikol Pashinyan: “Non avete cambiato la posizione dell’Armenia, ma avete cambiato radicalmente le condizioni del vostro Paese”. Gli obiettivi comuni di “stabilità, democrazia, pace e prosperità” continueranno a guidare gli sforzi futuri. Ursula von der Leyen ha aggiunto che l’Armenia è “da tempo un membro prezioso della nostra più ampia famiglia europea” e che Erevan “è il posto giusto in cui investire”.
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