La Svezia svela i malumori UE su Trump: “Stanchi di leadership imprevedibile che rende le cose difficili”
Bruxelles – Nell’Unione europea c’è chi dell’amministrazione Trump inizia a non poterne più. Certamente è la Svezia, che nell’esternare i malumori di governo nei confronti dell’attuale presidente USA si fa portavoce anche di altri. “Sono stanca di una leadership imprevedibile che rende le cose difficili per tutti“, afferma la ministra delle Finanze svedese, Elisabeth Svantesson, a margine dei lavori del Consiglio Ecofin. Non si riferisce all’ennesima minaccia di dazi, bensì alle operazioni militari statunitensi in Iran e la crisi che ne è seguita. “Non sappiamo bene che cosa vogliono gli Stati Uniti dall’Iran, sappiamo che quello che avviene ha un costo per i cittadini svedese e per tutti quanti”, lamenta.
Se l’Europa è in situazione di difficoltà, dunque, occorre ‘ringraziare’ Donald Trump, e la Svezia vuole mettere le cose in chiaro su responsabilità e umori attorno al tavolo. Nelle sue dichiarazioni Svantesson opera anche una cesura netta con la Commissione europea e la sua presidente, Ursula von der Leyen, che ha invece considerato l’Iran il responsabile della crisi. Wopke Hoekstra, commissario per il Clima invitato a prendere parte ai lavori del Consiglio Ecofin, riconosce che la situazione è difficile e ancor più imprevedibile: “Il mio consiglio è di allacciare le cinture di sicurezza, perché la situazione potrebbe continuare e anche peggiorare“. Condizionali d’obbligo, perché, spiega, “nessuno sa esattamente quale sarà il futuro economico” globale, e di conseguenza dell’UE e della sua eurozona. Certo, ammette, “i dati che abbiamo non sono incoraggianti”.
A differenza del governo svedese, Hoekstra non punta il dito contro nessuno e non si scaglia contro gli Stati Uniti di Donald Trump. Si limita a ricordare che l’Europa è un continente povero di risorse energetiche e ancora troppo dipendente dalla importazioni di combustibili fossili, e quindi il problema non è la chiusura dello Stretto di Hormuz quanto le debolezze strutturali da superare. “Nel lungo periodo serviranno più energia solare, più nucleare e più interconnessioni“, e quindi “un sistema diverso da quello di oggi”, osserva.
Se dalla Commissione arriva un’indicazione sulla via da seguire, dalla presidente cipriota di turno del Consiglio dell’UE giunge invece l’invito alla cautela: “Le cose cambiano di ora in ora“, riconosce Makis Keravnos, ministro delle Finanze di Cipro e presidente di turno del Consiglio Ecofin. Conferma, in sostanza, quanto detto dall’omologa svedese e dal commissario per il Clima: le cose sono difficili. Per questo “occorre fare attenzione”, avverte ancora Keravnos. “Non è facile fare proiezioni, perché tutto si muove molto rapidamente”, commenta.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)