L’ultimo regalo di Lidia

26 Giugno 2026 - 12:50
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L’ultimo regalo di Lidia

Prima di andarsene, Lidia Zatini ha espresso un desiderio: offrire una cena a tutti coloro che sono ospiti, com’è stata lei nel suo ultimo anno di vita, del Centro di accoglienza Luca Misuri, in via Slapater, a Firenze.

Nei suoi ultimi giorni ha scelto di destinare una parte dei suoi risparmi alla struttura, gestita dalla cooperativa Il Girasole, in cui trovano un posto sicuro famiglie in difficoltà, padri soli, madri sole, persone senza fissa dimora, migranti, rifugiati politici. Ha chiesto una sola cosa: che quelle risorse diventassero una serata di festa per tutti. Una cena condivisa, un momento per stare insieme e amare la vita.

La storia di Lidia è fatta di molte storie

Negli anni Sessanta, era una donna immersa nell’arte e nella cultura. Frequentava gli ambienti artistici, parlava di pittura con la competenza di chi ne conosceva i segreti e, per un periodo, aveva espresso il suo talento sul palco del Teatro Stabile di Torino e sui set cinematografici. Chi l’ha conosciuta ricorda la sua voce ferma, la sua passione per l’arte.

Finita quella stagione, Lidia aveva saputo reinventarsi, fondando un’agenzia immobiliare. Per decenni ha venduto case, aiutando le persone a trovare sicurezza, stabilità e futuro. Poi, la vita ha cambiato direzione. Le difficoltà economiche si sono intrecciate a vicende familiari complesse e a una solitudine sempre più profonda. Nel giro di qualche anno, si è ritrovata senza la sua agenzia e senza un luogo da poter chiamare casa.

Quando nel 2024 è arrivata in via Slataper 6, al Centro Luca Misuri, Lidia aveva 79 anni. Il corpo cominciava a essere stanco, ma lo sguardo restava fiero. Non cercava assistenza, ma un luogo in cui sentirsi ancora se stessa. E in quella comunità, accanto a mamme, papà soli e persone con passati complessi, ha trovato una nuova famiglia. Con cui ha festeggiato i suoi 80 anni.

«Per se stessa Lidia ha chiesto, fino all’ultimo, la libertà», dice Massimo Giussani Sarcone, direttore del centro. « “Voglio rimanere qui”, diceva, rifiutando l’idea di una Rsa. E gli operatori le sono stati vicini, accompagnandola con delicatezza nel suo percorso sanitario e rispettando il suo bisogno di autonomia».

L’invito a cena per salutare tutti

A Lidia le feste piacevano. Amare stare insieme agli altri, vederli chiacchierare e divertirsi. È così che ha vissuto, la scorsa estate, i festeggiamenti per i dieci anni del centro. Ed è così che verrà ricordata durante la cena che ha deciso di offrire coi suoi risparmi, che si terrà il prossimo primo luglio. «Non sarà un evento formale, ma l’invito a cena di Lidia. Un modo per stare insieme, per ringraziare e per ricordare che ogni storia merita di essere ascoltata e rispettata», continua il direttore. Insieme alla cena, Lidia ha voluto donare alla struttura anche tutte le sue bellissime fotografie.

Il Centro dallo scorso anno è intitolato a Luca Misuri, in omaggio della persona senza fissa dimora fiorentina morto nel 2024, un volto conosciuto in città, che ha vissuto proprio in via Slapater gli ultimi cinque anni della sua vita. 
La struttura dal  2015 è  un centro di accoglienza flessibile e dinamico, in un immobile nella disponibilità de Il Girasole in convenzione con il Comune di Firenze. Nella struttura ci sono 85 posti. Il centro viene definito come il luogo delle eccezioni, un luogo che è nato per accogliere le persone in difficoltà che non riescono a trovare spazio in altri centri di accoglienza e ad essere inserite in percorsi predefiniti.

Foto nell’articolo fornite dall’Ufficio stampa de Il Girasole

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