Lupi e bestiame, al via il test dei collari a feromoni: marchiature territoriali sintetiche per difendere greggi e mandrie

Genova. Si è svolta oggi presso l’Azienda Agricola Patrizia Federigi di San Colombano Certenoli (GE) l’ultima fase di installazione dei collari a feromoni prevista dal progetto DILUPOLI, il Gruppo Operativo finanziato dal Piano Strategico della PAC – CSR Liguria 2023-2027 che punta a sviluppare e validare strumenti innovativi per la prevenzione dei danni da predazione negli allevamenti liguri.
L’attività conclude la fase di predisposizione delle misure sperimentali nelle tre aziende pilota coinvolte nel progetto: l’Azienda Agricola Donati Maura (Imperia), l’Azienda Agricola Patrizia Federigi (Genova) e l’Azienda Agricola Chinela di Sonia Zappettini (La Spezia).
DILUPOLI vede Coldiretti Liguria nel ruolo di capofila, con il supporto tecnico-scientifico di Faunis, spin-off dell’Università di Sassari specializzato nel monitoraggio faunistico e nella gestione dei conflitti uomo-fauna selvatica.
Prima dell’installazione dei sistemi di prevenzione, il progetto ha previsto una fase di monitoraggio del territorio ligure attraverso fototrappole, termocamere e rilievi faunistici finalizzati a verificare la presenza del lupo nelle aree di pascolo delle aziende coinvolte. Le attività hanno consentito di raccogliere dati sulla distribuzione e sulla frequenza di presenza del predatore nelle zone interessate dalla sperimentazione, confermando la frequentazione delle aree da parte dei lupi.
A seguito di tali evidenze, nelle aziende pilota sono stati installati sistemi innovativi di allerta e dissuasione basati su dispositivi acustici e luminosi intelligenti, mentre con l’intervento odierno è stata completata anche l’applicazione dei collari a feromoni sul bestiame.
“DILUPOLI nasce per dare risposte concrete agli allevatori che quotidianamente convivono con il problema della predazione”, dichiara Gianluca Boeri, Presidente di Coldiretti Liguria. “L’obiettivo non è soltanto ridurre i danni economici alle aziende, ma favorire una convivenza sostenibile tra attività zootecniche e fauna selvatica, attraverso strumenti innovativi e scientificamente validati. Gli allevatori svolgono un ruolo fondamentale nella tutela del territorio e del paesaggio rurale ligure e devono poter continuare a presidiare le aree interne in condizioni di sicurezza.”
“Il progetto rappresenta un esempio concreto di collaborazione tra ricerca, consulenza e imprese agricole”, aggiunge Bruno Rivarossa, Delegato Confederale. “Attraverso la sperimentazione di nuove tecnologie vogliamo verificare soluzioni realmente applicabili nelle aziende zootecniche liguri, trasferendo poi i risultati all’intero comparto regionale. L’innovazione deve essere uno strumento al servizio delle imprese agricole e della sostenibilità dei territori.”
Secondo quanto spiegato da Michele Zanni, tecnico faunistico di Faunis impegnato nelle attività di prevenzione dei danni da lupo, la tecnologia dei collari a feromoni si basa sull’utilizzo di una particolare matrice cerosa contenente una molecola sintetica che replica i segnali chimici utilizzati dai lupi per marcare il proprio territorio.
Si tratta di una tecnologia innovativa che stiamo testando per la protezione degli animali al pascolo”, proseguono Boeri e Rivarossa. “Il principio è quello di simulare una situazione naturale già presente negli ecosistemi: il feromone riproduce una delle molecole utilizzate dai lupi nelle marcature territoriali. Verificheremo l’effettiva valenza in corso d’opera, ma siamo fiduciosi.”
La fase successiva del progetto prevede ora il monitoraggio continuo delle aree interessate per valutare l’efficacia dei sistemi installati, verificando gli effetti dei collari a feromoni e dei dissuasori acustici e luminosi sia sul comportamento dei lupi sia su eventuali interazioni con i cani da guardiania.
L’obiettivo finale di DILUPOLI è sviluppare protocolli e linee guida replicabili su scala regionale, in grado di supportare gli allevatori liguri nella gestione del conflitto con i predatori, migliorando la sostenibilità economica delle aziende zootecniche e contribuendo alla conservazione della biodiversità e del paesaggio rurale.
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