Madre e figlio uccisi a Camaiore, la versione del padre: “Mirko era violento e chiedeva soldi per la droga”. L’inchiesta: delitti pianificati

25 Giugno 2026 - 20:36
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Madre e figlio uccisi a Camaiore, la versione del padre: “Mirko era violento e chiedeva soldi per la droga”. L’inchiesta: delitti pianificati

Madre e figlio uccisi a Camaiore, la versione del padre: “Mirko era violento e chiedeva soldi per la droga”. L’inchiesta: delitti pianificati

«Ho preso il fucile e ho sparato: ho fatto quello che andava fatto». È una delle dichiarazioni agli atti dell’inchiesta della Procura di Lucca sul duplice omicidio avvenuto a Pieve, frazione di Camaiore, dove Piero Moriconi, muratore di 63 anni, ha ucciso la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko Moriconi, 24 anni.

Secondo quanto emerge dagli accertamenti investigativi, riportati dall’Adnkronos, il delitto sarebbe stato premeditato almeno venti giorni prima. Gli investigatori stanno analizzando anche un’altra frase pronunciata dall’uomo all’arrivo dei carabinieri: «Mi sono liberato», ritenuta rilevante per ricostruire il quadro psicologico e il movente.

L’inchiesta: il piano preparato settimane prima

Piero Moriconi è detenuto nel carcere di Lucca dopo il fermo disposto dalla Procura, coordinata dalla pubblico ministero Elena Leone. Durante un lungo interrogatorio avrebbe ricostruito le ragioni che, secondo la sua versione, lo hanno spinto a uccidere moglie e figlio.

L’indagato ha riferito di continui contrasti familiari, problemi economici e rapporti ormai compromessi. Agli inquirenti avrebbe raccontato: «Abbiamo litigato. È stata l’ennesima discussione per i soldi» e ancora: «Mio figlio continuava a chiedere soldi». Circostanze che gli investigatori stanno verificando attraverso testimonianze e riscontri.

Le dichiarazioni sul figlio e le tensioni familiari

Nel corso dell’interrogatorio Moriconi avrebbe descritto il figlio come «violento», sostenendo che lo minacciasse e che avesse problemi di tossicodipendenza e alcolismo. «Era ingestibile», avrebbe dichiarato. Ha inoltre raccontato di dover «tenere nascosti i soldi in casa» e ha aggiunto che la moglie «voleva andare via e lasciarmi con lui».

Per quanto riguarda l’orientamento sessuale del figlio, l’uomo avrebbe affermato soltanto di esserne «preoccupato». Secondo gli atti dell’indagine, in precedenza aveva però riferito agli investigatori che il figlio manifestava apertamente la propria omosessualità e il desiderio di intraprendere un percorso di affermazione di genere. Avrebbe inoltre detto: «Era matto mio figlio», aggiungendo che la moglie «lo difendeva sempre».

Il precedente post di Mirko sui social

Il duplice omicidio è avvenuto nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno nell’abitazione di famiglia. Secondo quanto ricostruito, la convivenza era diventata sempre più difficile negli ultimi anni. Tra gli elementi che gli investigatori stanno valutando c’è anche un messaggio pubblicato da Mirko Moriconi sui social il 12 ottobre 2022: «Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay».

L’arma utilizzata è un fucile da caccia regolarmente detenuto, con il quale il 63enne ha sparato a distanza ravvicinata contro la moglie e il figlio, colpendoli al tronco. All’arrivo dei carabinieri non avrebbe opposto alcuna resistenza. Le indagini della Procura di Lucca proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e verificare la ricostruzione fornita dall’indagato, distinguendo le sue dichiarazioni dagli elementi oggettivi raccolti nel corso dell’inchiesta.

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