Magi apre a Renzi nel nuovo cantiere del centro

Mentre i partiti di centro discutono di punti d’incontro e assetti futuri del mondo riformista, PiùEuropa lavora a un’alleanza elettorale alternativo con il progetto di Alessandro Onorato e con il Psi di Enzo Maraio. Un’iniziativa che punta a costruire una casa comune per le culture liberali, socialiste e civiche e che, almeno nelle intenzioni del segretario Riccardo Magi, non nasce per escludere altri interlocutori.
In un’intervista a Repubblica, il segretario di PiùEuropa conferma che sono in corso contatti con il progetto promosso da Onorato e con Maraio. Non si tratterà, spiega, di un nuovo partito ma di «un’alleanza elettorale di stampo liberale, socialista, civico», che non vuole essere identificata con un centro moderato. Al contrario, l’obiettivo sarebbe quello di lavorare su «riforme radicali» legate all’Europa, al fisco, al mercato del lavoro, alle libertà economiche e ai diritti civili.
Alla domanda se il progetto sia alternativo a Italia Viva, Magi risponde con una riflessione più ampia sugli errori del passato. «Come centrosinistra abbiamo già perso nel 2022 con i veti. Ora servono i voti. Non possiamo ripetere lo stesso errore», afferma, sostenendo la necessità di partire da un’impostazione «aperta».
Per questo il leader di PiùEuropa non esclude un’intesa anche con Renzi. «Nessuno verrà tagliato fuori a priori», dice. Prima andranno individuati i punti programmatici condivisi, poi saranno i possibili interlocutori a decidere se aderire o meno al progetto. Tra questi Magi cita esplicitamente non solo l’ex presidente del Consiglio, ma anche Ernesto Maria Ruffini.
Sul tema della leadership della futura coalizione, il segretario di PiùEuropa invita invece a non anticipare i tempi. La questione, osserva, «oggi non si pone». In linea di principio, la guida dovrebbe spettare «al segretario o al leader del primo partito della coalizione», mentre l’eventuale ricorso alle primarie andrà valutato insieme agli altri alleati.
Anche il confronto sul programma, annunciato per settembre dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dovrà tenere conto del pluralismo interno alla coalizione. Secondo Magi non è necessario che ogni forza politica abbia un proprio rappresentante al tavolo, ma neppure che vi sia un unico interlocutore per tutti. «Alleanza Verdi e Sinistra di leader ne ha due e non è mai stato un problema», osserva.
Il messaggio, in vista delle prossime elezioni politiche, è chiaro: per allargare il perimetro del centrosinistra bisognerà privilegiare le convergenze programmatiche rispetto alle esclusioni preventive. E, almeno per PiùEuropa, la porta resta aperta anche a chi negli ultimi anni è stato spesso considerato un alleato scomodo.
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