Maldive, al via l’immersione per recuperare i corpi. La figlia di Montefalcone “era senza autorizzazione”
Resta un giallo la morte di cinque sub italiani alle Maldive. Per cercare di ricostruire tutto l’accaduto però sarà necessario intanto recuperare i corpi. L’operazione non è per nulla semplice, visto che la grotta in cui si trovano i cadaveri è a oltre 50 metri di profondità e le operazioni di soccorso sono già costate la vita a un sommozzatore, Mohamed Mahudhee. Il team di subacquei di Dan Europe tra pochi minuti si immergerà nelle acque di Alimathà, nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, per tentare il recupero dei corpi dei 4 italiani mai più risaliti in superficie dopo l’escursione di giovedì scorso in una grotta a 50 metri di profondità. Il team è composto da tre esperti subspeleologi finlandesi: Sami Paakkarinen, Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist. Nella grotta ci sono i corpi di Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Quello della quinta vittima, Gianluca Benedetti, è stato già recuperato venerdì.
Ma è giallo sui permessi del gruppo, secondo le autorità maldiviane, infatti, due delle cinque persone morte non avevano i permessi. Una è proprio la figlia di Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal. L’altro senza permesso era la guida, Gianluca Benedetti. “Stiamo ancora indagando – spiega il portavoce del presidente maldiviano Mohamed Hussain Sharee a Il Corriere della Sera – su quanto in profondità siano arrivati. L’ingresso della grotta è a 47 metri. In tutto questo, posso dirvi che anche per noi è stato un colpo durissimo. Con l’Italia abbiamo un legame speciale e la professoressa Montefalcone era una persona molto speciale perché ha dedicato tanti anni della sua vita professionale alla ricerca in questo Paese“.
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