Management italiano, la reputazione migliora ma la vera sfida è trasformare le regole in risultati

15 Ottobre 2026 - 11:35
0

La reputazione della classe manageriale italiana migliora, ma il passaggio dalle regole ai risultati resta ancora incompleto. È quanto emerge dall’ultimo AI Reputation Index di Cogit AI per Forbes Italia, che nel 2025 assegna al management italiano un punteggio complessivo di 67,7 su 100, contro i 53,4 punti del 2015. Un progresso di 14,3 punti in dieci anni che il report accompagna però con l’etichetta di “reputazione vulnerabile”.

L’indice non valuta i singoli manager, ma fotografa il sistema attraverso quattro dimensioni: accountability e fiducia, che pesa per il 30%; innovazione ed execution e responsabilità, integrità e sostenibilità, entrambe al 25%; inclusione e capitale umano, al 20%. Nel 2025 i rispettivi punteggi sono 69, 66, 70 e 65. Il report precisa inoltre di non classificare persone, aziende o settori e di non misurare l’integrità individuale o la qualità delle singole decisioni.

Dieci anni di crescita quasi continua

La traiettoria dell’Airi è stata quasi sempre crescente. Dai 53,4 punti del 2015 è passato a 59,3 nel 2019, 63,2 nel 2022, 67 nel 2024 e infine 67,7 nel 2025. L’unica flessione si registra nel 2020, quando il punteggio scende da 59,3 a 58,9.

Nel frattempo è cambiato anche ciò che contribuisce alla reputazione del management. Se tra il 2015 e il 2016 il tema era soprattutto quello della rappresentanza nei board e delle prime obbligazioni non finanziarie, negli anni successivi hanno acquisito peso formazione, engagement e trasparenza. Tra il 2020 e il 2022 sono diventati centrali resilienza, execution e capitale umano, mentre dal 2023 whistleblowing, Csrd, intelligenza artificiale e dati Esg hanno spostato l’attenzione dalla dichiarazione alla tracciabilità. Nel 2025 il passaggio ulteriore è verso la verifica dell’efficacia: le procedure non bastano più, contano gli esiti.

Responsabilità e sostenibilità guidano l’indice

A ottenere il punteggio più elevato è la dimensione responsabilità, integrità e sostenibilità, a quota 70, sedici punti in più rispetto al 2015. Il risultato è legato alla crescita dell’infrastruttura regolatoria e degli obblighi di rendicontazione.

Il 97,2% della capitalizzazione del campione considerato è coperto da dichiarazioni non finanziarie, mentre 150 emittenti Euronext Milan sui 208 compresi nel perimetro Csrd pubblicano la Dnf. Per Cogit AI, tuttavia, la disclosure rappresenta un punto di partenza: la questione diventa verificare quanto reporting, investimenti, incentivi e gestione dei rischi siano effettivamente allineati.

Segue accountability e fiducia, con 69 punti rispetto ai 57 del 2015. È la componente che pesa maggiormente sull’indice complessivo e comprende trasparenza, controlli, spiegabilità e ascolto. Il report la sintetizza attraverso la presenza di presìdi più visibili, a fronte di un contesto di fiducia che rimane fragile.

L’intelligenza artificiale accelera più delle competenze

Più indietro si trova innovazione ed execution, con uno score di 66, invariato rispetto al 2024 ma in crescita di 14 punti rispetto al 2015. È qui che emerge una delle principali contraddizioni fotografate dal report: le tecnologie entrano nelle imprese più rapidamente delle competenze necessarie per utilizzarle.

Nel 2024, l’8,2% delle imprese con almeno dieci addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, contro il 5% del 2023. Sul fronte della formazione, però, il divario dimensionale è netto: organizza corsi Ict appena il 16,9% delle pmi, contro il 67% delle grandi imprese, una distanza di oltre 50 punti percentuali.

Il report parla così di una trasformazione a due velocità: AI, cloud e sicurezza avanzano, mentre capacità e formazione non procedono allo stesso ritmo. Il rischio individuato è quello di una “tecnologia senza capacità”, con l’adozione del digitale non accompagnata da dati, competenze e responsabilità adeguati.

Inclusione e capitale umano restano indietro

La dimensione con il punteggio più basso è inclusione e capitale umano, a quota 65. È stata l’ultima delle quattro componenti in tutti gli undici anni considerati, nonostante sia cresciuta di 16 punti rispetto al 49 del 2015.

Il cambiamento più evidente riguarda la presenza femminile nei consigli delle società quotate, passata dal 27,6% del 2015 al 43% del 2024. Il miglioramento della rappresentanza nei board, sottolinea però il report, non ha ancora eliminato il divario nella pipeline verso i ruoli esecutivi. Da qui l’attenzione a promozioni, successione e responsabilità, oltre che a mentoring e reskilling.

La sfida al 2030 è trasformare le regole in risultati

Guardando al futuro, Cogit AI individua tre possibili scenari al 2030, senza attribuire loro probabilità. Il primo è quello della convergenza virtuosa, con digitale, Esg e persone gestiti in maniera integrata e una crescita diffusa verso quota 75 o oltre. Il secondo prevede un progresso a macchia di leopardo, con eccellenze affiancate da pmi e funzioni più arretrate e uno score intorno a 68-72. Il terzo è quello della conformità difensiva, caratterizzato da più reporting ma minore capacità di cambiamento.

A separare le tre traiettorie è soprattutto la capacità di diffondere le pratiche, evitando che le eccellenze rimangano isolate. Tra i segnali da monitorare ci sono competenze digitali e AI, qualità del reporting Esg, formazione, presenza delle donne nei ruoli esecutivi, successione nelle posizioni critiche e dialogo con gli stakeholder.

Il punto centrale del report è quindi la distanza tra ciò che le organizzazioni hanno formalizzato e ciò che riescono concretamente a realizzare. In dieci anni il management italiano ha costruito più regole, controlli e strumenti di rendicontazione. Ora, conclude l’analisi, la reputazione dipende sempre più dalla capacità di dimostrare che quei presìdi funzionano, trasformando procedure e dichiarazioni in risultati osservabili.

L’articolo Management italiano, la reputazione migliora ma la vera sfida è trasformare le regole in risultati è tratto da Forbes Italia.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User