Maschi ‘sterili’ in campo contro la zanzara tigre: quasi azzerata la fertilità delle uova

17 Luglio 2026 - 14:25
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Maschi ‘sterili’ in campo contro la zanzara tigre: quasi azzerata la fertilità delle uova

Roma, 17 luglio 2026 – Per la prima volta in Europa, è stata sperimentata su larga scala una piattaforma innovativa sviluppata da ENEA per l’applicazione della Tecnica del Maschio Incompatibile (IIT), una strategia di controllo sostenibile della zanzara tigre e di altri insetti dannosi in grado di ridurre in modo naturale la fertilità delle femmine.

Condotta presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma) nell’ambito di una collaborazione tra ENEA, Google LLC (progetto Debug) e Sapienza Università di Roma, la prima parte della campagna sperimentale ha evidenziato una riduzione significativa del numero e della fertilità delle uova della zanzara tigre, col risultato di abbattere le capacità della specie di produrre uova fertili destinate a superare l’inverno dell’88% rispetto al controllo.

La zanzara tigre (Aedes albopictus) è un insetto invasivo che, oltre a rappresentare un elemento di disturbo per cittadini e lavoratori, può trasmettere i virus di dengue, chikungunya e Zika, responsabili di malattie diffuse soprattutto nelle regioni tropicali e subtropicali che, a causa dei cambiamenti climatici, presentano un numero di casi in rapido aumento anche in Europa con centinaia di casi di infezione nell’ultimo anno.

La tecnica IIT si basa sul rilascio di grandi numeri di maschi che, grazie alla simbiosi con un batterio molto comune e innocuo, Wolbachia, risultano riproduttivamente incompatibili con le femmine selvatiche. A valle di questi accoppiamenti, tutte le uova che le femmine selvatiche producono risultano sterili. Più alto sarà il numero di zanzare rese sterili e maggiore sarà l’impatto della strategia sulla capacità della popolazione di zanzare di riprodursi e moltiplicarsi.

“Questo approccio, applicato esclusivamente alla zanzara tigre, offre un’alternativa concreta all’uso massiccio di insetticidi chimici. Il risultato osservato è particolarmente rilevante perché ridurre in modo stabile la presenza di zanzare in grado di veicolare virus pericolosi significa rafforzare la prevenzione sanitaria, in particolare nei contesti urbani e periurbani più esposti e ci si aspetta che la ripresa delle attività nel 2026 amplifichi ancora di più questo effetto positivo – ha dichiarato Riccardo Moretti, ricercatore del Laboratorio Agricoltura 4.0 dell’ENEA – Inoltre, agendo sulla dinamica della popolazione nel tempo, vengono poste le basi per un controllo più duraturo, efficace e sostenibile delle popolazioni, mantenendole costantemente al di sotto delle soglie di rischio epidemiologico”.

Il team di ricerca dell’ENEA è stato il primo al mondo ad ottenere una linea di zanzara tigre con le caratteristiche descritte. Google ha sviluppato questa strategia di controllo in parallelo all’ENEA per combattere altre specie di zanzara ed è già protagonista di vari programmi di implementazione su larga scala in diverse aree del mondo. Nell’ambito di questo progetto, Google ha il compito di moltiplicare la popolazione di zanzara tigre che produce maschi incompatibili sviluppata dall’ENEA, selezionare esclusivamente i maschi ed occuparsi del loro inscatolamento e trasporto aereo da Miami (Stati Uniti) all’area di rilascio. Sapienza Università di Roma, in virtù della sua esperienza nello studio delle zanzare che trasmettono patogeni, contribuisce al programma attraverso metodi di validazione della tecnica e tramite il monitoraggio di aree di controllo non trattate.

“Il progetto si inserisce in una visione più ampia che considera il controllo biologico dei vettori come parte integrante delle strategie di transizione ecologica, di adattamento ai cambiamenti climatici e di rigenerazione urbana – ha dichiarato Maurizio Calvitti, ricercatore della Divisione Sistemi Agroalimentari Sostenibili dell’ENEA – In questa prospettiva, il Centro ENEA Casaccia rappresenta un modello pilota di particolare valore per la trasferibilità della metodologia ad altri contesti operativi, sia in Italia sia a livello internazionale, un esempio concreto di come innovazione scientifica, sostenibilità e gestione del territorio possano convergere verso obiettivi comuni di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici”, ha concluso.

La campagna sperimentale presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia

Tra fine luglio e fine ottobre 2025, nei 53 ettari all’interno del campus del Centro Ricerche ENEA Casaccia, selezionato per le sue caratteristiche ambientali e per la sua rappresentatività come contesto periurbano del Centro-Italia, sono stati rilasciati in totale circa 1,6 milioni di maschi incompatibili della zanzara tigre. Il monitoraggio, effettuato con ovitrappole e trappole per adulti, ha consentito di confrontare i dati del sito trattato con quelli dell’anno precedente e con un’area di controllo monitorata presso Sapienza Università di Roma.

I dati raccolti mostrano che, nell’area ENEA trattata, il numero medio settimanale di uova raccolte è stato significativamente inferiore rispetto ai controlli e che la soglia di riferimento di 100 uova per trappola, indicata in letteratura come valore di attenzione in presenza di virus trasmessi da zanzare circolanti, è stata superata solo in 2 campionamenti su 16, contro 12 su 16 nell’area di controllo della Sapienza e 14 su 16 nell’ENEA 2024. A questo si aggiunge una marcata riduzione della fertilità delle uova, con valori prossimi allo zero nella fase finale della stagione sperimentale nonostante il rapporto medio tra maschi incompatibili e maschi selvatici non sia stato alto (1,7:1).

Alla luce dei risultati ottenuti, il team afferente al Dipartimento Sostenibilità, Circolarità e Adattamento al Cambiamento Climatico dei Sistemi Produttivi e Territoriali (SSPT) dell’ENEA, in collaborazione con gli stessi partner, sta proseguendo la sperimentazione anche nel corso del 2026, secondo una logica di continuità con l’anno precedente, anticipando i rilasci, in modo da intervenire sulla popolazione della zanzara tigre fin dall’esordio della stagione riproduttiva, ma anche incrementando i dosaggi di rilascio. In base alla necessità, si valuterà inoltre se integrare l’IIT con altre misure compatibili, come la rimozione dei focolai larvali e il supporto di trattamenti larvicidi.

Wolbachia e la Tecnica dell’Insetto Incompatibile (IIT)

Wolbachia è un batterio innocuo presente nella maggior parte delle specie di insetti con cui vive in simbiosi, cioè in una stretta relazione biologica. Viene trasmesso dalle femmine degli insetti a tutta la propria progenie ed è quindi vantaggioso per il batterio stesso favorire sopravvivenza e riproduzione. In particolare, Wolbachia rende riproduttivamente compatibili le femmine in cui è presente, sia con maschi in cui è presente sia con maschi che ne sono privi; le femmine prive di Wolbachia invece sono sterilizzate dai maschi che ospitano questo batterio.

ENEA ha riprodotto questo meccanismo naturale sostituendo la Wolbachia presente nella zanzara tigre con un altro ceppo del batterio già diffusissimo in natura perché ospitato dalla zanzara comune. I maschi di questa nuova linea fecondano in modo sterile le femmine selvatiche e, rilasciati in grandi quantità in modo che possano sopraffare numericamente i maschi selvatici, possono rendere sterili la maggioranza delle uova prodotte dalla popolazione bersaglio con l’effetto di determinarne la progressiva riduzione.

I maschi delle zanzare non pungono e il loro uso rende la tecnica altamente specifica perché una volta rilasciati cercheranno esclusivamente le femmine della propria specie. Non basandosi sul rilascio nell’ambiente di alcuna molecola o organismo che non siano già comunemente presenti, questa strategia risulta assolutamente sicura.

Questa tecnica sviluppata dall’ENEA e da altri gruppi di ricerca nel mondo rappresenta oggi una delle più innovative strategie di gestione sostenibile dei vettori e sta trovando impiego operativo in varie aree del globo (soprattutto di clima tropicale) tanto da essere raccomandata dalla WHO come una delle strategie più efficaci e sicure per contrastare le malattie trasmesse da zanzare. Un approccio che si inserisce pienamente nelle più ampie politiche di promozione della salute pubblica, sostenibilità ambientale, economica e sociale delle città del futuro.

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