Estate, sole e bambini: scottature e punture di insetti, come proteggere la pelle. I consigli di IDE Milano

17 Luglio 2026 - 15:25
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Estate, sole e bambini: scottature e punture di insetti, come proteggere la pelle. I consigli di IDE Milano

Le giornate al mare, i giochi al parco, le passeggiate in montagna e le vacanze all’aria aperta rappresentano alcuni dei momenti più belli dell’estate. Ma proprio nei mesi più caldi aumenta anche il rischio di scottature solari e punture di insetti, due problemi che nei bambini meritano particolare attenzione. La pelle dei più piccoli, infatti, è molto più sottile e delicata rispetto a quella degli adulti. La barriera cutanea è ancora in fase di sviluppo e un’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti può provocare danni che non si limitano all’arrossamento momentaneo, ma che possono aumentare il rischio di sviluppare tumori della pelle in età adulta.

«Le scottature solari durante l’infanzia non devono mai essere considerate un semplice inconveniente estivo», spiegano gli specialisti dell‘Istituto Dermatologico Europeo. «Ogni episodio rappresenta un danno per la pelle. La prevenzione è il trattamento più efficace e inizia da semplici comportamenti quotidiani.» La prima regola è evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore centrali della giornata, indicativamente tra le 11 e le 16, quando i raggi ultravioletti raggiungono la massima intensità. I bambini sotto i sei mesi non dovrebbero mai essere esposti direttamente al sole, mentre per quelli più grandi è fondamentale utilizzare cappellino, occhiali da sole certificati, maglietta e una crema solare ad alta protezione (SPF 50+), da applicare almeno venti minuti prima dell’esposizione e rinnovare frequentemente durante la giornata.

Un errore ancora molto diffuso è pensare che sotto l’ombrellone si sia completamente protetti. In realtà sabbia, acqua e persino il cemento riflettono una parte significativa dei raggi UV, rendendo necessaria la protezione anche quando non si è direttamente esposti.

Se nonostante le precauzioni compare una scottatura, è importante intervenire subito. La pelle deve essere raffreddata con acqua fresca, evitando ghiaccio o impacchi troppo freddi, e mantenuta ben idratata con prodotti emollienti specifici. Nei casi in cui siano presenti vescicole diffuse, febbre, dolore intenso o segni di disidratazione è opportuno rivolgersi tempestivamente al pediatra. L’altro protagonista indesiderato dell’estate è rappresentato dagli insetti. Zanzare, api, vespe e tafani possono provocare reazioni fastidiose, generalmente limitate a rossore, prurito e gonfiore localizzato. Nella maggior parte dei casi si tratta di manifestazioni benigne, ma nei bambini particolarmente sensibili possono essere molto intense.

Anche in questo caso la prevenzione rappresenta la migliore strategia. È consigliabile utilizzare repellenti adatti all’età del bambino, preferire abiti chiari e leggeri nelle ore serali, installare zanzariere nelle camere da letto ed evitare ristagni d’acqua nelle vicinanze delle abitazioni. Un altro comportamento da evitare è il grattamento delle punture. Rompere la barriera cutanea aumenta infatti il rischio di infezioni batteriche e può prolungare il processo di guarigione. Per alleviare il prurito è preferibile applicare impacchi freddi o prodotti consigliati dal medico o dal farmacista.

Particolare attenzione va riservata alle punture di api e vespe. Se il pungiglione rimane nella pelle, va rimosso delicatamente senza schiacciarlo. Successivamente è utile applicare del ghiaccio avvolto in un panno. Se invece compaiono difficoltà respiratorie, gonfiore diffuso del volto o delle labbra, orticaria generalizzata o perdita di coscienza è necessario chiamare immediatamente il 112, poiché potrebbe trattarsi di una reazione allergica grave.

Durante le vacanze al mare non sono rare neppure le punture di medusa. In questi casi è importante non strofinare la pelle e non utilizzare acqua dolce, che favorisce il rilascio di ulteriore veleno dai tentacoli. È preferibile risciacquare con acqua di mare e rivolgersi, se necessario, al personale sanitario.

«Proteggere la pelle dei bambini significa investire nella loro salute futura», sottolineano gli specialisti dell’Istituto Dermatologico Europeo. «Le corrette abitudini acquisite fin dai primi anni di vita riducono significativamente il rischio di danni cutanei cronici e contribuiscono a mantenere la pelle sana anche in età adulta.

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