Maserati punta sul lusso su misura: così BottegaFuoriserie ridefinisce la personalizzazione
Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
BOTTEGAFUORISERIE – BRANDVOICE | PAID PROGRAM
Cristiano Fiorio, chief marketing officer di Maserati e general manager di BottegaFuoriserie, guida il racconto di una nuova frontiera della personalizzazione automobilistica. Con BottegaFuoriserie, il marchio del Tridente e Alfa Romeo mettono a sistema competenze, heritage e cultura del design per trasformare ogni vettura in un progetto unico. Dalle serie limitate ai modelli realizzati su misura, il lusso automotive si sposta sempre più dall’oggetto all’esperienza, in un dialogo tra artigianalità, innovazione e identità personale del cliente.
BottegaFuoriserie unisce l’expertise di Maserati e Alfa Romeo per creare un nuovo punto di riferimento nella personalizzazione automotive. Come si traduce concretamente questa sinergia?
BottegaFuoriserie nasce dall’incontro di due icone dell’automobilismo italiano accomunate da una straordinaria eredità fatta di performance, cultura progettuale e innovazione. Questa sinergia prende forma in un ecosistema che riunisce competenze specifiche all’interno di una visione condivisa, superando la tradizionale logica di prodotto. L’obiettivo è rafforzare la desiderabilità dei brand attraverso la personalizzazione, valorizzando heritage, cultura racing ed eccellenza manifatturiera come elementi distintivi.
Quali sono le due anime di Bottega e Fuoriserie? In cosa si differenziano e come dialogano?
Bottega e Fuoriserie rappresentano due dimensioni complementari. Bottega è uno spazio in cui il progetto prende una forma sartoriale, dando vita a one-off e few-off che nascono da una visione condivisa tra cliente e brand. Ne è un esempio Alfa Romeo 33 Stradale, il nostro capolavoro realizzato in soli 33 esemplari. È solo l’inizio… non posso anticipare molto, ma presto vedrete altri straordinari progetti sia per Alfa Romeo, sia per Maserati. Fuoriserie, invece, estende questa filosofia all’intera gamma Maserati, consentendo ai clienti di creare configurazioni altamente distintive. Il programma si articola tra tre collezioni e le soluzioni bespoke. Come, per esempio, la nuova MCPura Cielo Tributo 1926, una vettura unica che rende omaggio all’iconica Tipo 26 – prima auto a portare sul cofano il glorioso logo del Tridente, esattamente 100 anni fa. Il dialogo tra le due anime è continuo: Bottega ispira e sperimenta; Fuoriserie diffonde e rende tangibile questa visione.
Quali sono oggi i modelli Maserati che si prestano meglio ai progetti di personalizzazione e quali richieste ricevete più spesso dai clienti?
Oggi ogni Maserati nasce con il potenziale di diventare unica. I dati lo confermano: una vettura su quattro entra già nel programma Fuoriserie con un approccio peculiare per ogni modello. Allo stesso tempo per le super sportive, come GT2 Stradale e MCPura, la personalizzazione raggiunge livelli estremamente elevati, con una quota predominante di clienti che sceglie le configurazioni su misura.
Come accompagnate i clienti nel percorso creativo delle personalizzazioni?
Il percorso creativo è concepito come un’esperienza immersiva, in cui il cliente diventa co-autore del progetto. Non si tratta di una semplice configurazione, ma di un processo costruito su dialogo, ascolto e interpretazione, in cui ogni scelta prende forma attraverso un confronto diretto. All’interno di Bottega questo rapporto assume un valore centrale grazie a una relazione autentica, in cui il cliente diventa parte dalla famiglia e le competenze si incontrano. Oggi il lusso più evoluto si misura proprio in questo: nella capacità di offrire un’esperienza di creazione, dove il tempo, la cura e il dialogo diventano parte integrante del valore finale. Esperienza che trova il suo apice nella consegna della vettura: in pista, al museo Alfa Romeo di Arese, nello storico stabilimento Maserati di Modena o ovunque il cliente desideri.
Quanto conta oggi l’aspetto emozionale nella progettazione di una vettura?
L’aspetto emozionale è ciò che dà significato alla progettazione. In un contesto in cui tecnologia e prestazioni tendono a uniformarsi, Maserati si distingue per la capacità di trasformare le sue vetture in cultura e bellezza in movimento fin dal 1914. Una Maserati non è semplicemente un oggetto da guidare, ma un’esperienza capace di parlare ai sensi e alla memoria attraverso l’equilibrio tra eleganza e performance tipico del Gran Turismo italiano. A rendere unico il Tridente contribuisce anche il suo legame con la Motor Valley, un territorio dove velocità, talento e sapere manifatturiero si sono trasformati in cultura.
Come sta evolvendo il cliente del lusso automotive?
È sempre più globale, sofisticato e consapevole, ma proprio per questo anche meno omologabile. Cerca un brand capace di riconoscere la sua individualità, di rispettarne il gusto, il contesto e la sensibilità estetica. Per Maserati, il vero lusso è nella capacità di rispettare la personalità di ogni cliente alla luce della sua cultura, interpretando sensibilità diverse senza mai rinunciare alla propria identità. È una visione che richiede ascolto, finezza e una profonda comprensione delle interpretazioni culturali dei singoli mercati e dei singoli paesi. Perché l’eleganza non è mai universale in modo astratto: cambia tono, ritmo, codici. Il brand deve saperla leggere e tradurla con autenticità. In questo senso, il lusso di Maserati non è ostentazione, ma ‘quiet elegance’: una forma di raffinatezza riconoscibile, ma mai urlata, pensata per accompagnare la vita quotidiana.
Quanto sono strategici per raccontare il mondo Maserati eventi esclusivi come il Masters 1000 di Montecarlo o la Milano Design Week?
Questi eventi rappresentano piattaforme ideali per raccontare un universo che va oltre il prodotto. Oggi il lusso si costruisce attraverso esperienze e relazioni. Momenti come la consegna di una GT2 Stradale Fuoriserie durante la Milano Design Week, il debutto di una GranCabrio con capote personalizzata al Masters 1000 di Montecarlo o la consegna della MCPura Cielo Tributo 1926 durante il passaggio della Mille Miglia davanti alla storica sede di Modena dimostrano come ogni attivazione possa trasformarsi in una narrazione capace di unire heritage, territorio e visione contemporanea del brand.
Cosa significa per BottegaFuoriserie poter contare sul patrocinio di Fondazione Altagamma?
Il patrocinio rappresenta un riconoscimento di grande valore, perché certifica l’appartenenza di BottegaFuoriserie all’ecosistema più autentico dell’eccellenza italiana. Essere parte di questa community significa contribuire a interpretare e rinnovare il concetto di made in Italy. In un mercato globale sempre più orientato all’autenticità, valorizzare l’eccellenza italiana significa offrire una sintesi unica di heritage, innovazione ed estetica.
L’articolo Maserati punta sul lusso su misura: così BottegaFuoriserie ridefinisce la personalizzazione è tratto da Forbes Italia.
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