Maurizio Pozzi e la strategia di Aeras Aviation tra ricambi certificati e leasing aeronautico
Maurizio Pozzi guida Aeras Aviation, attiva nel recupero di componenti da motori aeronautici a fine vita, con sedi internazionali e ricavi annui di circa 60 milioni di dollari
Maurizio Pozzi, Presidente e Co-Fondatore di Aeras Aviation, è un manager italiano attivo nel mercato dei motori aeronautici a fine vita. Aeras Aviation acquista propulsori, recupera componenti idonei al volo e li reimmette nella filiera della manutenzione. La società opera attraverso uffici a Dubai, Miami e Cardiff e indica ricavi annui nell’ordine dei 60 milioni di dollari.
Presidente, ha iniziato la carriera in magazzino. Come si arriva da lì a un ruolo finanziario di vertice in un gruppo internazionale?
“Per gradi. Ho concluso il liceo scientifico con il massimo dei voti, poi ho preferito iniziare a lavorare invece di proseguire gli studi. Conoscere fisicamente il prodotto, pezzo per pezzo, è stato un vantaggio. Quando sono passato al commerciale e poi allo sviluppo della società, sapevo leggere l’asset dal basso, non solo dai numeri“.
Rimpiange di non aver proseguito gli studi?
“No. Non ho rimpianti per quella scelta. Ho iniziato a lavorare presto e ho dovuto costruire credibilità con disciplina, risultati e apprendimento sul campo. È stata una strada impegnativa, ma coerente con il percorso che volevo seguire“.
Che cosa le ha insegnato la prima esperienza commerciale?
“Che i numeri contano più della narrazione. Mi diedero la possibilità di seguire alcuni clienti perché i risultati lo giustificavano. Da lì arrivarono la responsabilità del Sud Europa e poi di tutta l’area europea. Non avevo un titolo che mi aprisse le porte. Dovevo dimostrare performance“.
Poi l’incontro con Giovanni Mantovano e Sky Fly.
“Un rapporto importante. Giovanni Mantovano è un ingegnere che lavorava nel settore da decenni e fu una figura molto importante, anche come mentore. Iniziammo a lavorare insieme e poi diventammo soci. È stata una fiducia rilevante. Siamo andati avanti fino al 2018“.
Com’è diviso il lavoro tra Maurizio Pozzi, Presidente e Co-Fondatore di Aeras Aviation, e Demetrios Bradshaw, CEO e Co-Fondatore di Aeras Aviation?
“Demetrios Bradshaw, CEO e Co-Fondatore di Aeras Aviation, è più direttamente legato a vendite, sviluppo commerciale e relazioni con i clienti. Le mie responsabilità riguardano soprattutto strategia finanziaria, sviluppo finanziario, crescita corporate e struttura e direzione economica della società. Sono aree collegate, ma non sono lo stesso ruolo“.
Spieghi a un lettore non specialista di che cosa si occupa Aeras Aviation.
“Compriamo motori prossimi alla fine della loro vita operativa. A quel punto la decisione è tecnica e finanziaria insieme: rimetterli in servizio, inserirli in un programma di manutenzione o smontarli per recuperare i componenti idonei al volo. Le parti vengono ricertificate e tornano in circolo. Un motore ha decine di migliaia di pezzi, molti dei quali conservano valore“.
Perché questo mercato è così richiesto oggi?
“Perché mancano aerei e motori nuovi. La domanda di voli ha superato i livelli precedenti alla pandemia, ma i costruttori non consegnano ai ritmi richiesti. Inoltre, dopo il Covid, i tempi di riparazione e revisione delle parti sono aumentati in modo significativo, anche per effetto di catene di fornitura sotto pressione, disponibilità limitata di componenti, carenza di manodopera specializzata e capacità MRO non sempre sufficiente. Le flotte restano in servizio più a lungo, aumentando il bisogno di manutenzione e parti. Il materiale usato e certificato contiene i costi senza toccare la sicurezza. Il recupero della produzione si misura in anni“.
Che ruolo ha la presenza attraverso uffici a Dubai, Miami e Cardiff?
“Ha un ruolo concreto. In questo settore contano fusi orari, inventario e prossimità al mercato. Quando una compagnia cerca un componente, spesso ha un aereo fermo, con un costo quotidiano. La presenza a Dubai, Miami e Cardiff deve sostenere la logica finanziaria dell’inventario, non solo dare un’immagine internazionale“.
C’è chi diffida dell’usato quando si parla di aerei. È una preoccupazione legittima?
“La capisco, ma spesso nasce da un equivoco. In aviazione non esiste il pezzo di seconda mano improvvisato: ogni componente ha una storia documentata, controlli e una certificazione che ne attesta l’idoneità al volo. Aeras Aviation lavora con standard come ASA-100 e ISO 9001. Se un pezzo non è in regola, non vola“.
Si parla molto di sostenibilità nel trasporto aereo. Il vostro lavoro c’entra?
“C’entra, anche se non lo userei come argomento di moda. Rimettere in servizio un componente certificato significa non doverne produrre uno nuovo, con energia e materiali necessari. È economia circolare applicata a un settore dove gli asset sono complessi e costosi. Per le compagnie è un tema di costo; per l’ambiente, riduce lo spreco“.
Che cosa significa per lei lavorare in un gruppo con uffici a Dubai, Miami e Cardiff?
“Significa leggere un mercato globale senza perdere disciplina. Trent’anni tra Italia, Europa, Stati Uniti e Golfo mi hanno insegnato che la rete conta, ma deve essere accompagnata da struttura finanziaria e capacità di esecuzione. Le relazioni sono importanti; da sole non sostituiscono il giudizio sugli asset“.
Quali sono le priorità dei prossimi anni?
“Aeras Aviation ha allargato l’attività al leasing di aeromobili, oltre ai motori. La mia priorità è strutturare questa crescita correttamente: quali asset sostenere, come allocare capitale e come sviluppare il gruppo senza perdere disciplina. La crescita ha valore solo se l’economia dell’operazione è solida“.
Che consiglio darebbe a chi vuole costruire una carriera in questo settore?
“Di lavorare sodo e prendere sul serio i dettagli tecnici. L’aviazione è un’industria esigente, dove la credibilità si costruisce con risultati, giudizio e continuità. Ma per chi è disciplinato e impara davvero il mestiere, può offrire grandi soddisfazioni e ritorni professionali”.
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