Melanoma day, dal dolore di un figlio nasce una battaglia nazionale per la prevenzione
Il 24 maggio si celebra il Melanoma Day, la giornata europea dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce del melanoma. Quest’anno l’appuntamento assume un significato particolare: la Commissione Affari Sociali della Camera ha istituito ufficialmente una Giornata nazionale del melanoma, che sarà celebrata ogni anno il primo sabato di maggio. L’arma vincente continua a essere la diagnosi precoce e la prevenzione
di Elisabetta Turra
Dietro il riconoscimento istituzionale della Giornata nazionale del melanoma c’è una storia che parla di perdita, memoria e responsabilità. È quella di Gianluca Pistore, fondatore dell’Associazione Melanoma Day OdV, che ha trasformato il dolore per la morte del padre Silvio, scomparso a soli 51 anni a causa di un melanoma, in una campagna di sensibilizzazione che negli anni ha coinvolto medici, pazienti, volontari e istituzioni. «Il Melanoma Day nasce per dare un giorno in più a tutti – racconta Pistore, in un’intervista a Voce della Sanità -. Ho perso papà il 20 marzo, il giorno dopo la festa del papà e mi sono convinto che le cure e la scienza ci avessero dato una festa del papà in più, un giorno in più. Così ho fondato il Melanoma Day, dal bisogno profondo di trasformare quel dolore in qualcosa che potesse essere utile agli altri». Da quell’intuizione sono nati eventi informativi, visite gratuite, campagne di sensibilizzazione e iniziative rivolte alla cittadinanza. Un percorso che oggi trova un riconoscimento ufficiale con l’istituzione della Giornata nazionale del melanoma, che sarà celebrata ogni anno il primo sabato di maggio.
Una giornata europea e una giornata nazionale
Il 24 maggio resta il riferimento per il Melanoma Day europeo, l’appuntamento dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce del tumore della pelle più aggressivo. A questa ricorrenza si affianca ora la nuova giornata nazionale, istituita grazie all’iniziativa parlamentare sostenuta dalla Commissione Affari Sociali della Camera e dal contributo delle principali società scientifiche e associazioni di pazienti. «L’istituzione ufficiale del Melanoma Day è un passaggio molto importante, perché dà alla prevenzione un tempo, un nome e un posto nell’agenda pubblica del Paese», sottolinea Pistore. Il fondatore dell’associazione rivolge un ringraziamento all’onorevole Luciano Ciocchetti, promotore della proposta di legge, alle società scientifiche SIDeMaST, AIOM, IMI e ADOI e alle numerose associazioni di pazienti che hanno sostenuto il progetto.
«Le giornate nazionali non curano da sole le malattie. Ma possono fare una cosa decisiva: accendere una luce – osserva -. Per i pazienti significa sentirsi meno soli. Per le associazioni significa avere uno strumento in più per costruire reti e portare la prevenzione nei territori. Per il Paese significa riconoscere che il melanoma non riguarda soltanto chi si ammala, ma riguarda tutti noi».
Oltre 12.700 nuove diagnosi di melanoma ogni anno
La necessità di mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione è confermata dai numeri. In Italia si registrano ogni anno circa 12.700 nuove diagnosi di melanoma, una neoplasia che, nonostante gli importanti progressi terapeutici degli ultimi anni, continua a rappresentare il tumore cutaneo più aggressivo. «Il melanoma è una neoplasia particolarmente temibile perché può metastatizzare anche precocemente – spiega Ketty Peris, professoressa ordinaria di Dermatologia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, direttrice della UOC di Dermatologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Past President della SIDeMaST (Società Italiana di Dermatologia e delle Malattie Sessualmente Trasmesse), a Voce della Sanità -. Oggi disponiamo di terapie sempre più efficaci, ma l’arma vincente continua a essere la diagnosi precoce e quindi la prevenzione». Accanto al melanoma, crescono anche i tumori cutanei non melanoma, oggi le neoplasie più frequenti in assoluto. Nella maggior parte dei casi possono essere trattati con successo, ma comportano comunque un impatto rilevante sulla qualità della vita delle persone e sui costi per il Servizio sanitario nazionale.
Gli errori che continuiamo a commettere
Nonostante le campagne informative e una maggiore attenzione al tema, persistono comportamenti che aumentano il rischio di sviluppare tumori cutanei. «L’errore più grande è pensare che la prevenzione riguardi sempre qualcun altro – afferma Pistore -. Il melanoma può colpire persone giovani, sane, attive, spesso senza dare segnali evidenti fino a quando non viene diagnosticato». Tra i comportamenti più a rischio figurano l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, l’uso della protezione solare soltanto nei primi giorni di vacanza o quando ci si scotta, la convinzione che l’abbronzatura sia sinonimo di salute e l’utilizzo delle lampade abbronzanti. Anche sul fronte dei controlli specialistici emergono criticità. Da una parte vi sono diagnosi tardive dovute al ritardo nel rivolgersi al dermatologo; dall’altra, liste d’attesa appesantite da richieste inappropriate. «Talvolta vediamo diagnosi tardive perché si è andati troppo tardi dal dermatologo – osserva Pistore -. Altre volte, invece, abbiamo liste d’attesa sovraccariche di visite effettuate da persone che non presentano particolari fattori di rischio, sottraendo spazio a chi ne avrebbe realmente bisogno». Per questo l’associazione promuove anche iniziative di formazione rivolte ai medici di medicina generale, affinché possano orientare correttamente i cittadini verso i percorsi diagnostici più appropriati.
La prevenzione non si esaurisce in una giornata
Se il Melanoma Day rappresenta un’occasione importante per sensibilizzare la popolazione, gli esperti ricordano che la prevenzione deve diventare un’abitudine quotidiana. «Tutti gli sforzi che come professionisti mettiamo in campo a livello italiano, europeo e internazionale sono orientati alla prevenzione – sottolinea Ketty Peris -. Non si tratta di un’attività che può essere concentrata in una sola giornata o in una sola settimana, ma di un percorso continuo di informazione e consapevolezza». In quest’ottica si inserisce anche “Save Your Skin 2026 – Mese della prevenzione del melanoma”, la campagna promossa da SIDeMaST e giunta alla quinta edizione. Dal 16 al 23 maggio numerosi centri ospedalieri e universitari italiani hanno aderito all’iniziativa offrendo visite e consulti gratuiti dedicati alla prevenzione dei tumori cutanei. Per chi non ha potuto partecipare agli appuntamenti in presenza, dal 1° maggio al 30 giugno sono inoltre disponibili videoconsulti informativi con dermatologi SIDeMaST, pensati per fornire indicazioni sulla salute della pelle e sulla prevenzione. Accanto alle visite, la società scientifica ha sviluppato anche i Dermo Podcast, contenuti realizzati da giovani dermatologi per diffondere informazioni scientificamente corrette e contrastare la disinformazione che spesso circola online.
La prevenzione è una scelta di libertà
Il messaggio condiviso da specialisti e associazioni è univoco: non bisogna aspettare la comparsa di sintomi o la paura della malattia per iniziare a prendersi cura della propria pelle. «Proteggere la pelle, controllare i nei, andare dal dermatologo quando serve, insegnare ai bambini a esporsi correttamente al sole sono gesti piccoli, ma possono cambiare il destino di una persona – sottolinea Pistore -. La prevenzione non è ansia. È libertà. È il modo più intelligente che abbiamo per prenderci cura della vita prima che la malattia ci costringa a farlo». Un concetto che trova piena sintonia nelle parole di Ketty Peris, che invita a promuovere una vera cultura della salute della pelle fin dall’infanzia. Perché la diagnosi precoce continua a essere l’arma più efficace contro il melanoma e perché, come ricorda il fondatore del Melanoma Day, «non possiamo scegliere tutto ciò che ci accade, ma possiamo scegliere di informarci, di proteggerci e di controllarci quando è opportuno. Possiamo scegliere, insieme, di salvare vite».
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