Meloni a Palermo svela la croma di Falcone: “Un’emozione tagliente, lo Stato non arretra di un solo passo di fronte alla mafia” (video)

13 Luglio 2026 - 18:50
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Meloni a Palermo svela la croma di Falcone: “Un’emozione tagliente, lo Stato non arretra di un solo passo di fronte alla mafia” (video)

Meloni a Palermo svela la croma di Falcone: “Un’emozione tagliente, lo Stato non arretra di un solo passo di fronte alla mafia” (video)

“È  una giornata importante in una settimana importante che, come voi sapete meglio di me, si conclude con il 34esimo anniversario della strage di via D’Amelio che uccise il giudice Paolo Borsellino e cinque uomini della sua scorta, uomini e donne”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha presieduto a Palermo il Comitato per l’Ordine e la sicurezza. Giornata di emozioni forti per la premier nel capoluogo siciliano. Dopo il vertice lo svelamento al Museo del Presente della Croma bianca  su cui viaggiavano Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e Giuseppe Costanza. Custodita fino ad oggi nella scuola di formazione della polizia penitenziaria a Roma. E adesso ceduta temporaneamente alla Fondazione Falcone.

Meloni a Palermo: lo Stato è più forte della mafia, non indietreggia

“Una giornata che ci consegna una responsabilità ancora più forte. Perché questa è una città che con la sua storia ha contribuito alla identità alla coscienza civile della nostra nazione nel suo complesso. Questo – ha detto ancora la premier – è un luogo in cui lo Stato ha dimostrato, più forse in ogni altro luogo, la sua capacità di non essere disposto a indietreggiare di fronte alla violenza mafiosa. Proviamo a ribadirlo on la stessa determinazione anche oggi. Non solamente celebrando i nostri eroi del passato, ma anche provando a capire come si possa fare la nostra parte per essere all’altezza di quell’esempio e di quell’insegnamento”.

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza

Questo comitato – ha aggiunto Meloni (al suo fianco i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e la presidente dell’Antimafia Chiara Colosimo) “dovrà trovare nel più breve tempo possibile le soluzioni operative per avviare un’operazione straordinaria di controllo e presidio fisso del territorio. A partire dai quartieri più a rischio, penso allo Zen ma non solo. Un presidio che si può garantire con le Forze di polizia ma non solo. Forse anche con il coinvolgimento dei militari e dell’Esercito in operazioni congiunte”. Quindi ha passato in rassegna i risultati più simbolici raggiunti dal governo per stroncare l’escalation di violenza “che una parte di questo territorio sta vivendo”.

I risultati raggiunti dal governo per stroncare l’escalation di violenza

Dal 2023 a oggi a Palermo sono state realizzate 118 operazioni ad alto impatto comprese le stazioni ferroviarie. Sono state impiegate oltre 3000 unità di forze di polizia. Sono state controllate più di 14.000 persone. “I beni confiscati alla mafia che sono stati restituiti alla collettività sono cresciuti di quasi il 60% , 128 immobili confiscati che sono stati destinati prevalentemente all’emergenza abitativa”. La premier ha anche ringraziato i carabinieri del Comando provinciale di Palermo che hanno eseguito il fermo di 22 persone, poi diventate 24, ritenute protagoniste dell’escalation criminale degli ultimi mesi. “È un segnale che considero inequivocabile, particolarmente bello perché arriva in questa settimana”.

La cerimonia al Museo del Presente con Maria Falcone

Di grande impatto la cerimonia al Museo del Presente (“lezione permanente di educazione alla legalità”) dove si è scoperta la Fiat Croma bianca, che oltre 500 kg di tritolo fecero saltare in aria in autostrada all’altezza di Capaci. Durante lo svelamento è stato suonato il silenzio. “Avere qui l’auto su cui morì mio fratello Giovanni non è un segno di sconfitta ma deve essere un segno di rinascita”, ha detto Maria Falcone accogliendo la premier con la voce rotta dall’emozione (“Vengo da un luogo che mi ha tolto la voce”). ” Non piangiamo ma offriamo ai nostri giovani la possibilità di conoscere una storia recente che tanto dolore ha portato. Ma anche tanta voglia di cambiamento”, ha detto la sorella del giudice Falcone. “Davanti a questa macchina bisogna inchinarsi”.

Meloni: è stata un’emozione tagliente

“Lo svelamento dei resti dell’auto su cui viaggiavano Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo il 23 maggio del 1992 è stata un’emozione tagliente”. Così la premier Meloni che ha concluso il suo intervento assicurando che l’eredità di Falcone e Borsellino “è qui a gridare” e che “il testimone è saldo nelle mani del governo”. Trentaquattro anni fa – ha ricordato  –  l’Italia di colpo fu costretta a fare i conti con qualcosa che era spaventoso, un male che fino ad allora moltissimi avevano preferito fingere di non vedere, minimizzare, sottovalutare. Non si poteva neanche pronunciare il suo nome. La strage di Capaci ha cambiato tutto – ha detto Meloni –  nessuno ha più potuto accampare scuse. Da quel momento era chiaro a tutti che Cosa Nostra non era un’invenzione. Era reale ed era disposta a tutto per portare avanti il disegno criminale e sovversivo che aveva immaginato. Affermare che era più forte dello Stato, che poteva piegare le istituzioni ai propri biechi interessi, che il suo potere non conosceva limite e che quindi nessuno avrebbe potuto mettersi di traverso. Ora bisogna lavorare tutti insieme affinché l’Italia non arretri di un solo passo nella lotta alla mafia. Nella caccia ai latitanti e nella restituzione dei beni della criminalità ai cittadini”.

 

 

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