Meloni accende la platea di artigiani: vi voglio bene, senza di voi il Made in Italy non esisterebbe. Allora basta attività “apri e chiudi”

Un lungo e caloroso applauso ha accolto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’Auditorium Antonianum di Roma in occasione dell’ottantesimo anniversario della Cna (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa). E subito dopo, l’incipit dell’intervento della premier dal palco scalda ulteriormente la platea con parole che animano un discorso a tutto campo che rivendica il valore identitario, economico e sociale delle nostre imprese tradizionali.
Meloni all’80esimo anniversario della Cna accolta tra gli applausi
Di più. O meglio, non solo la difesa d’orgoglio del Made in Italy e della qualità artigiana: dal palco capitolino, celebrando gli 80 anni della Cna, Giorgia Meloni lancia anche una notizia di peso per i conti pubblici e le imprese: l’invio di una lettera ufficiale alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Una mossa con cui la premier pone la questione dell’impatto dell’inflazione sui bilanci statali. E chiede maggiore flessibilità all’Europa: «In queste ore stiamo ponendo un’altra questione importante con una lettera che oggi ho inviato alla presidente von der Leyen circa il problema dell’impatti sui conti pubblici dell’aumento dell’inflazione rispetto all’inflazione programmata».
L’annuncio che scalda la platea: ho inviato una lettera a von der Leyen per valutare l’impatto dell’inflazione sui bilanci statali
E ancora: «È ovvio che se l’Unione europea ha fatto tutte le stime su un’inflazione che era programmata, e oggi l’inflazione è più alta, noi dobbiamo considerare che quei conti sono completamente diversi. Cioè, il governo italiano e l’Italia – ma è un problema che hanno tutti gli Stati membri – ha una serie di adeguamenti automatici per legge. Pensate alle pensioni, pensate all’assegno unico. E non si può non tenere in considerazione di questo cambio totale dei conti, che non dipende dalle scelte che fa il governo. Ma dipende dalla situazione contingente». Pertanto, prosegue Meloni, «chiediamo che anche questo venga considerato».
Il tema della maggiore flessibilità in Europa per far fronte alla crisi energetica
Dunque, prosegue la premier dal palco della Cna, «tra i dossier che abbiamo prioritari sul tavolo c’è la maggiore flessibilità in Europa per far fronte alla crisi energetica. Quando lo abbiamo fatto molti dicevano che non era necessario. Che non era un tema esplosivo. Registro, a mesi di distanza, diversi colleghi europei che pongono la stessa questione. L’Italia è stata lucida nel porla per tempo. E nell’ottenere 14 miliardi: sono risorse che vogliamo utilizzare per abbassare strutturalmente il prezzo dell’energia per le imprese»
Passaggi, quelli che animano l’intervento di Meloni alla Cna, che pongono un accento sulla premessa economica nell’arco di un intervento a tutto campo che ha poi scaldato la platea delle Pmi, tra applausi scroscianti e la rivendicazione del valore identitario e sociale dei nostri artigiani.
Meloni all’80esimo anniversario della Cna accolta tra gli applausi
«Sì, voglio bene agli artigiani e voglio bene alla Cna. E sono qui per ringraziarvi come associazione per quello che abbiamo insieme discusso, portato avanti, costruito in questi anni, perché mi sono trovata di fronte una realtà ragionevole, che legittimamente fa il proprio interesse. Ma che deve stare in un interesse più grande. Lo dico senza piaggeria, con convinzione. E per me fa la differenza tra chi pensa che il suo interesse sia più importante di quello degli altri, e chi sa che è utile perché fa un pezzo di questa nazione.
«Voglio bene agli artigiani: la loro è una realtà ragionevole e pragmatica»
E ancora. «Quando trovo qualcuno che è in grado di inserire il proprio interesse in un contesto più ampio – prosegue Meloni – quella persona merita di essere ascoltata anche un’ora e mezza». Affermazioni, quelle della premier, che arrivano in risposta alla domanda finale del discorso del presidente Dario Costantini: «Presidente, lei vuole bene agli artigiani?».
Cna, Meloni: senza artigianato il Made in Italy non esisterebbe
E argomenti, quelli della premier, che puntano sul ruolo cruciale del settore nel panorama globale che Meloni non manca di sottolineare e rilanciare. «Ogni volta che un artigiano fa bene il proprio lavoro rende l’Italia più unica», asserisce con orgoglio, aggiungendo a stretto giro: «In un mondo di omologazione voi rappresentate un baluardo di autenticità. Senza artigianato il Made in Italy semplicemente non esisterebbe: il nostro marchio non è una semplice etichetta, è un vero e proprio modo di stare al mondo».
L’impegno del governo: avanti con la legge delega sull’artigianato
Non a caso, allora, l’impegno dell’esecutivo sul fronte del settore si è tradotto fin qui, e continua a declinarsi prospetticamente, in interventi concreti per la crescita e la legalità. Un input che Meloni rilancia anche dal palco capitolino dell’Auditorium Antonianum che ha ospitato l’80esimo anniversario della Cna, asserendo: «Il governo intende andare avanti con la legge delega sull’artigianato, con l’intenzione di consentire alle imprese artigiane di andare avanti con la propria specificità. La considero una misura che aumenta l’occupazione. Non un favore agli artigiani, ma un provvedimento «che arricchisce l’Italia». Perché, aggiunge la premier in calce, «il nostro obiettivo non è creare fratture. Ma aiutare tutte le imprese a crescere».
Basta finti artigiani
Netto e significativo, infine, anche il passaggio sulla difesa della concorrenza leale e della qualità della produzione italiana contro ogni forma di usurpazione o abuso. «C’è una concorrenza sleale di chi si spaccia per artigiano pur non essendolo. Basta finti artigiani, che usurpano il vostro nome e fanno concorrenza sleale», ha scandito con chiarezza il presidente del Consiglio, ricordando i risultati storici ottenuti sul fronte della legalità fiscale. «L’Italia non può competere sulla quantità dei prodotti. Ma nessuno può competere con l’Italia sulla qualità, e quella qualità la fate voi. Ma va difesa e protetta sui mercati internazionali e a livello nazionale», ha ribadito Giorgia Meloni.
Meloni all’evento della Cna: chiuse 30mila attività combattendo l’odioso “apri e chiudi”
Decisamente efficace, infine, l’affondo affidato a uno dei passaggi conclusivi dell’intervento di Meloni all’evento celebrativo della Cna: «Abbiamo scelto di combattere il fenomeno odioso delle attività “apri e chiudi”. Quelle che aprono. Evadono. E chiudono prima che il fisco possa fare i controlli. Ne abbiamo già chiuse oltre 30mila: abbiamo ripristinato un po’ di sana giustizia in questa nazione per gli imprenditori onesti». L’Italia, ha quindi concluso Meloni, non può e non deve competere sulla quantità. Ma sulla qualità non ha rivali. E quella qualità è da proteggere e difendere con orgoglio, in patria e sui mercati internazionali.
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