Meloni riduce la crisi di Ceuta a un misero spot contro la sinistra, ma anche la sinistra non è da meno

01 Agosto 2026 - 06:10
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Meloni riduce la crisi di Ceuta a un misero spot contro la sinistra, ma anche la sinistra non è da meno

Ci sono almeno due modi per strumentalizzare l’emergenza di Ceuta. Il primo è davvero un modo piccolo piccolo: quello di Angelo Bonelli, per capirci. Bonelli ha preso al volo l’occasione dei quotidiani dieci secondi al Tg1 per dire che, piuttosto che spendere per le armi, bisognerebbe investire nelle politiche per l’immigrazione. Demagogia pura, perché si sovrappongono questioni diverse, trasformando una tragedia umanitaria in un tassello della consueta polemica sul riarmo. Sono i soliti cavoli a merenda che la sinistra-sinistra apparecchierà in tutti i discorsi di qui alle elezioni: il marchio di fabbrica dell’operazione-lucro sul sedicente pacifismo.

Ma c’è poi un altro modo di sfruttare Ceuta – e qui la questione è molto più seria – ed è quello della destra, cioè del governo italiano. Per carità, il copione lo si conosce da trent’anni e, proprio per questo, è desolante constatare come quella parte politica non abbia fatto un millimetro in avanti. Anche qui si tratta di campagna elettorale. «Ceuta per noi», sembrano dire Lega e Fratelli d’Italia – ma pure Antonio Tajani finisce nella maionese – rispolverando un classico: l’allarmismo più vieto sull’invasione alle nostre porte.

C’è, in più, l’inaspettato effetto collaterale di colpire l’Europa e, in particolare, la Spagna di Pedro Sánchez, l’unico governante europeo affiliato alla famiglia socialista nemica dei Maga, che insieme agli alleati putiniani stanno dietro l’operazione in Marocco: si veda l’ennesimo orrendo video di Elon Musk, che vede gli immigrati come zombie. Quanto successo a Ceuta dimostra come i migranti vengano utilizzati come arma della guerra ibrida per minare la già scarsa coesione dell’Unione europea. Altro che invasione: infatti è già finita.

Da noi tutto diventa moneta elettorale, cioè miseria, mentre questa vicenda non fa che confermare che è in atto un piano trumputinista per scardinare l’Europa giovandosi del sostegno delle destre dei vari Paesi: quella italiana non è mancata all’appello. Solo due giorni fa Sergio Mattarella aveva stigmatizzato «l’intempestiva» aria di campagna elettorale, ma Mattarella avrà dovuto annotare che, a pochissime ore dal suo monito, il governo – a partire dalla presidente del Consiglio – ha deciso la sospensione di Schengen.

Una decisione che, tra l’altro, non ha alcun senso, visto che la semi-enclave spagnola in Nordafrica si trova al di fuori dell’area di libera circolazione delle persone disciplinata dal trattato di Schengen. Sostenere che chi ha raggiunto in queste ore Ceuta possa automaticamente raggiungere l’Europa è, dunque, una falsità politica e geografica. I partiti di destra sono partiti in quarta con un semplificatissimo messaggio: «Guardate Sánchez che ha combinato», con l’ovvio implicito ammonimento a non votare il centrosinistra italiano.

Come al solito, tutto fa brodo. Dal gioielliere che uccide e viene condannato agli incidenti di piazza fino ai disperati di Ceuta, sembra di essere in un distopico comizio senza fine. Mentre il mondo cambia natura e i confini dell’Europa diventano il teatro di nuove forme di pressione geopolitica, la politica italiana continua a osservare ogni crisi attraverso il binocolo della propaganda – estenuando un clima già incandescente – e preannuncia mesi politicamente improduttivi, se non disastrosi.

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