Meno zucchero nei primi mille giorni di vita: fino al 69% di rischio in meno per alcuni tumori da adulti

05 Agosto 2026 - 17:50
0

Uno studio pubblicato su PNAS rivela che limitare gli zuccheri nei primi anni di vita potrebbe avere effetti duraturi sulla salute: minore incidenza di diversi tumori, invecchiamento biologico più lento e abitudini alimentari più sane anche dopo mezzo secolo

L’alimentazione nei primi mille giorni di vita – dal concepimento ai due anni di età – potrebbe influenzare il rischio di sviluppare alcuni tumori molti decenni più tardi. È la conclusione di uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) e ripreso da Agi, secondo cui una ridotta esposizione agli zuccheri in questa fase cruciale dello sviluppo, è associata a un calo dell’incidenza di diverse forme di cancro e a un invecchiamento biologico più lento. La ricerca, condotta da Chen Zhu e Weilong Zhang, ha analizzato i dati di 64.761 partecipanti della UK Biobank, sfruttando come “esperimento naturale” la fine improvvisa del razionamento dello zucchero nel Regno Unito, avvenuta nel settembre del 1953.

Il razionamento dello zucchero diventa un laboratorio naturale

Fino al 1953 il Regno Unito impose severe restrizioni sul consumo di zucchero. La loro improvvisa abolizione ha permesso ai ricercatori di confrontare persone nate tra il 1951 e il 1956, che avevano trascorso una parte diversa dei primi mille giorni di vita durante il periodo di razionamento. L’analisi ha evidenziato una relazione chiara: maggiore era il periodo trascorso con un ridotto consumo di zucchero nei primi anni di vita, minore risultava il rischio di sviluppare alcuni tumori in età adulta.

Fino al 69% di rischio in meno per alcuni tumori

I benefici più marcati sono stati osservati per il tumore del fegato e dei dotti biliari intraepatici, con una riduzione del rischio pari al 69%.

Riduzioni significative sono emerse anche per altre neoplasie:

  • tumore della prostata: -52%;
  • tumore del polmone: -41%;
  • tumore del retto: -40%;
  • tumore della mammella: -36%.

Secondo gli autori, il consumo eccessivo di zucchero favorisce processi come insulino-resistenza, infiammazione cronica e alterazioni del metabolismo, tutti fattori già associati allo sviluppo di diverse forme di cancro. Lo studio suggerisce ora che l’esposizione agli zuccheri durante le primissime fasi della vita possa avere un ruolo determinante anche a distanza di decenni.

Le abitudini alimentari si costruiscono da piccoli

Uno degli aspetti più interessanti della ricerca riguarda il comportamento alimentare. Le persone cresciute durante il razionamento continuavano, circa cinquant’anni dopo, a consumare meno zucchero, mangiavano quantità inferiori di cibo e seguivano una dieta più equilibrata e varia. Per i ricercatori, questo dato conferma l’ipotesi che le preferenze alimentari sviluppate nei primi anni di vita possano consolidarsi nel tempo, influenzando in modo duraturo le scelte nutrizionali dell’età adulta.

Un organismo biologicamente più giovane

Lo studio ha individuato anche differenze sul piano biologico. I partecipanti esposti a una minore quantità di zuccheri nei primi mille giorni presentavano telomeri leucocitari più lunghi, un indicatore associato a un invecchiamento biologico più lento. La differenza osservata equivale, secondo gli autori, a circa 2,2 anni di età biologica in meno. Inoltre, è stato riscontrato un livello inferiore di Granzyme B, una proteina che riflette una minore attivazione immunitaria cronica e, potenzialmente, uno stato infiammatorio più contenuto.

Implicazioni per la salute pubblica

I risultati rafforzano l’idea che i primi mille giorni rappresentino una finestra cruciale per la salute futura. Una limitazione degli zuccheri aggiunti in questa fase potrebbe infatti produrre benefici destinati a protrarsi per tutta la vita, sia attraverso abitudini alimentari più sane sia mediante modificazioni biologiche legate all’invecchiamento e al sistema immunitario. Lo studio amplia inoltre precedenti evidenze che collegavano una ridotta esposizione allo zucchero nelle prime fasi della vita a un minor rischio di malattie cardiometaboliche, estendendo ora questi potenziali benefici anche alla prevenzione oncologica.

Per gli autori, le evidenze raccolte suggeriscono che le politiche nutrizionali rivolte ai bambini e alle donne in gravidanza potrebbero rappresentare uno degli strumenti più efficaci per migliorare la salute delle future generazioni. Se desideri, posso renderlo ancora più adatto a una testata online, con un’apertura più d’impatto e un titolo in stile “click-worthy” mantenendo comunque rigore scientifico.

Rimani aggiornato su www.vocesanità.it

L'articolo Meno zucchero nei primi mille giorni di vita: fino al 69% di rischio in meno per alcuni tumori da adulti proviene da Voce della sanità.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User