Mercati finanziari, accordo Ecofin a cercare un’intesa per ottobre

10 Luglio 2026 - 15:54
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Bruxelles – Trovare un accordo sul pacchetto di integrazione e supervisione del mercato finanziario entro ottobre: i ministri dell’Economia e delle finanze dei 27 si danno il mandato politico di provarci, accogliendo la scadenza proposta dalla presidenza irlandese del Consiglio dell’UE. Si tratta delle misure per il superamento della frammentazione dei mercati finanziari, più noti con l’acronico ‘MISP‘, una componente centrale della strategia dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.

Il primo consiglio Ecofin a guida irlandese produce dunque un accordo politico sul calendario che consente un migliore lavoro in tutte sedi tecniche e negoziali. Non sono state sollevate obiezioni al riguardo. Al contrario, da parte di tutti c’è stato apprezzamento per l’iniziativa e la prova di leadership, tanto che il presidente di turno dell’Ecofin, il ministro delle Finanze irlandese, Simon Harris, al termine dei lavori può rivendicaresostegno unanime all’idea di chiudere il dossier per la riunione dei ministri economici del 9 ottobre, così da poter portare l’intesa al tavolo dei leader in occasione del vertice del Consiglio europeo del 15 ottobre.

Per quell’orizzonte temporale andranno sciolti i nodi che ancora contraddistinguono il dibattito. Belgio e Paesi Bassi vogliono essere certi che non vi siano “duplicazioni inutili” nei processi di supervisione. La proposta della Commissione europea prevede di trasferire all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) delle competenze di vigilanza diretta su importanti infrastrutture di mercato, come alcune sedi di negoziazione, le controparti centrali (intermediari), i depositari centrali di deposito (banche e banche centrali) e tutti i fornitori di servizi di criptovalute. Un aspetto, questo, che solleva preoccupazioni circa la sovrapposizione con le autorità di controllo nazionali.

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La Germania chiede che l’ESMA “sia soggetta a controlli”, sottolinea Jeanette Schwamberger, segretaria di Stato alle Finanze, ma l’idea del controllore controllato non piace agli olandesi, che con il ministro delle Finanze Eelco Heinen invocano al contrario garanzie di “autonomia decisionale” dell’organismo di supervisione dell’ESMA dall’ESMA stessa. Berlino poi chiede di fatto che l’Autorità europea abbia poteri ridotti, limitati a pochi soggetti da individuare attraverso “requisiti e soglie” ben definite. Un’idea condivisa anche dall’Italia. “Criteri precisi e approccio graduale per la supervisione dell’ESMA” è ciò che vuole il governo di Roma, spiega il rappresentante permanente Vincenzo Celeste, in rappresentanza del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, non in grado di partecipare al dibattito. L’Italia vuole poi il coinvolgimento degli esperti nazionali, perché “conoscono i mercati nazionali”, e quindi accanto alla governance “equilibrata” il governo Meloni invoca “pieno utilizzo dell’esperienza nazionale”.

Il Lussemburgo però si sfila: “La centralizzazione è contro il mercato unico”, tuona il ministro delle Finanze del Granducato, Gilles Roth, che pretende anche “rassicurazioni su come agisce l’ESMA”. La presidenza irlandese, assicura Harris, non intende procedere ignorando le posizioni lussemburghesi. “Lavoriamo perché si raggiunga un consenso quanto più ampio possibile”. Con l’obiettivo di riuscirci entro inizio ottobre.

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