Dalle chat erotiche alle telecomunicazioni: chi è Xavier Niel, il fondatore di Iliad diventato primo azionista di Vodafone

10 Luglio 2026 - 15:55
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Il nuovo primo azionista di Vodafone è Xavier Niel, il fondatore di Iliad. L’imprenditore francese, che nel 2022 aveva comprato il 2,5% della società britannica guidata dall’italiana Margherita Della Valle, ha acquistato la partecipazione del gruppo emiratino e&, pari al 16,2%, in un’operazione da 6 miliardi di dollari. Allarga così un portafoglio che nel campo delle telecomunicazioni, anche attraverso il veicolo di investimenti Njj, comprendeva già le attività di Iliad in Francia, Italia e Polonia e vari operatori in Svizzera, Irlanda, Cipro, Monaco, Malta, Ucraina, Senegal e Sudamerica.

In Italia Niel, 59 anni ad agosto, è ricordato soprattutto per l’operazione con cui, nel 2015, comprò il 15% di Telecom Italia, rivenduto l’anno dopo. In Francia è uno degli imprenditori più conosciuti, anche perché nel tempo ha allargato i suoi interessi molto al di là delle telecomunicazioni. È, tra le altre cose, l’editore del quotidiano Le Monde, di varie testate locali e periodici, ed è uno degli investitori più attivi del paese. Qualche anno fa si diede l’obiettivo di sostenere, come scrisse Wired, la “via europea all’intelligenza artificiale”: fu uno dei primi investitori di Mistral e nel 2023 annunciò un investimento da 200 milioni di euro nell’IA francese, di cui 100 destinati a un laboratorio di ricerca no-profit parigino. “Non voglio che i miei figli si affidino agli algoritmi statunitensi”, disse. Da 16 anni è anche il compagno di Delphine Arnault, figlia di Bernard, fondatore del gruppo del lusso Lvmh e uomo più ricco d’Europa.

La storia di Xavier Niel

Molto prima delle telecomunicazioni e dell’editoria, però, ci furono i decoder hackerati e le chat erotiche. Figlio di un consulente legale di un’azienda farmaceutica e di una contabile, Niel è nato e cresciuto nella banlieue sud-est di Parigi. Nella sua autobiografia ha raccontato di un quartiere in cui migravano persone da tutta la Francia, di grandi differenze sociali, di ragazzini che portavano pistole e coltelli a scuola, del passaggio da una scuola pubblica a un istituto privato cattolico dopo essere tornato a casa coperto di sangue per via di una rissa, ma anche di un’integrazione generalmente riuscita.

Viveva lì, a Créteil, quando a 14 anni ricevette dal padre un Sinclair ZX81, un computer prodotto in Scozia. Imparò a programmare copiando programmi da una rivista e iniziò a guadagnare i primi soldi scrivendo software per aziende mentre andava al liceo. Era ancora adolescente quando, assieme ad altri ragazzi, cominciò ad hackerare decoder di Canal+, la principale rete televisiva a pagamento francese (il Corriere della Sera lo ha definito “l’inventore dell’antenato del moderno ‘pezzotto’”). Identificato dalla polizia, accettò di collaborare con il servizio di intelligence civile per evitare l’incriminazione.

“Dissero: ‘È fantastico, la pirateria non è così grave, ma fate qualcosa di interessante’”, ha raccontato Niel anni dopo. “Ci dissero che noi ragazzi entravamo in siti con dati sensibili e ci proposero di costituire un gruppo di giovani che li aiutasse a capirli meglio. Non ero nei servizi segreti. Ero una specie di agente onorario”. Tra le altre cose, ha scritto nella sua autobiografia, si introdusse anche nella rete telefonica usata all’epoca dai funzionari governativi e ottenne il numero del presidente della Repubblica, François Mitterrand.

Le chat erotiche

Studente medio – “scarso in niente e bravo in niente” – Niel si iscrisse all’università, ma lasciò dopo pochi mesi per fondare la sua prima impresa: un’azienda di chat per adulti che operava sulla rete Minitel, una sorta di antenata francese di internet. A 24 anni, ha raccontato, aveva accumulato un patrimonio equivalente a milioni di euro di oggi.

Gli investimenti nell’industria del sesso non si fermarono lì. Niel comprò anche locali e sexy shop, finiti anni dopo in un’inchiesta per sfruttamento della prostituzione e uso improprio di beni aziendali. La prima accusa cadde, per la seconda passò un mese in custodia cautelare in carcere e fu condannato a due anni con la condizionale. La vicenda giudiziaria finì nel 2006, ma tornò sui giornali quattro anni dopo, all’epoca dell’acquisizione di Le Monde assieme a due soci. L’allora presidente della Repubblica, il conservatore Nicolas Sarkozy, tentò di ostacolare l’operazione perché Niel finanziava siti di sinistra. In un’occasione, definì Niel “l’homme du peep-show”, “l’uomo degli spettacoli a luci rosse”.

La nascita di Iliad

Nel frattempo Niel era diventato uno degli uomini più ricchi di Francia. Nel 1991 aveva comprato Fermic Multimedia, una società di servizi telematici per adulti, e l’aveva ribattezzata Iliad. Tre anni dopo cominciò a offrire servizi di connessione a internet, poi entrò nel campo della telefonia. Si fece largo in un mercato all’epoca dominato da tre società: Bouygues Telecom, Orange e Sfr. Nel 1999 lanciò Free, marchio che avrebbe cambiato il mercato di internet e della telefonia con prezzi molto più bassi della concorrenza. La svolta fu nel 2002 con il lancio di Freebox, un’unica scatola per internet, telefonia e televisione.

Iliad, che lo scorso anno ha registrato oltre 10 miliardi di euro di ricavi, è in Italia dal 2018. La sua operazione più ambiziosa nel nostro Paese non è riuscita: nel 2023 tentò la fusione con Vodafone Italia, ma il gruppo britannico scelse alla fine di vendere le attività italiane a Swisscom. Nel 2021 Niel entrò anche in Unieuro, con una partecipazione del 12%, poi liquidata.

Miliardario a modo suo

Oggi Niel siede nei consigli di amministrazione della società d’investimento statunitense Kkr, che due anni fa ha comprato la rete fissa di Tim, e di ByteDance, la società madre di TikTok. È la settima persona più ricca di Francia e la 190esima più ricca del mondo, con un patrimonio stimato da Forbes in 15,5 miliardi di dollari. Alla cifra contribuiscono anche vari immobili e una quota di Unibail-Rodamco-Westfield, multinazionale franco-olandese che gestisce centri commerciali di lusso.

Negli anni si è accumulata sul suo conto una letteratura giornalistica che insiste sulla sua diversità rispetto agli altri grandi imprenditori. La rivista francese Capital lo ha definito “il cactus delle telecomunicazioni”, Forbes “un rivoluzionario francese”, il New York Times “un miliardario che rompe gli schemi”. Per i suoi estimatori è “lo Steve Jobs francese”. Altri hanno visto in questa immagine di magnate anti-sistema una contraddizione: nel 2012 il Guardian lo definì un “ribelle” che “assalta i bastioni dell’élite gallica”, ma che nel frattempo ne diventava “il membro più illustre”. Di certo Niel stesso fa di tutto per alimentare la fama di miliardario controcorrente, tanto da avere intitolato la sua autobiografia Une sacrée envie de foutre le bordel (qualcosa come ‘Una voglia matta di fare casino’). Nel settembre 2024, quando lo lanciò all’Olympia di Parigi, concluse la serata sulle note di My Way di Frank Sinatra. Niel è comproprietario dei diritti della canzone dal 2009.

L’articolo Dalle chat erotiche alle telecomunicazioni: chi è Xavier Niel, il fondatore di Iliad diventato primo azionista di Vodafone è tratto da Forbes Italia.

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