Meta AI su Threads non si può bloccare, utenti infuriati

Maggio 13, 2026 - 11:44
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Meta AI su Threads non si può bloccare, utenti infuriati

Meta ha presentato un nuovo account ufficiale chiamato Meta AI che permette agli utenti di taggarlo per ottenere risposte a domande o contesto durante una conversazione. Una funzione che fin qui ricorda parecchio quello che fa Grok su X. Peccato che gli utenti abbiano scoperto subito un piccolo dettaglio non da poco: l’account Meta AI non si può bloccare.

Meta AI su Threads: gli utenti scoprono di non poterlo bloccare e scoppia la rivolta

L’idea, di per sé, non è nuova. Su X la pratica di taggare l’intelligenza artificiale Grok per chiedere spiegazioni sotto un post è diventata talmente comune da generare meme, controversie e perfino qualche scivolone tecnico ad alto tasso di imbarazzo. Meta ha deciso di replicarla sulla propria piattaforma Threads. La versione mostrata in un video promozionale fissato in cima al profilo mostra il classico utilizzo: si scrive un post chiedendo “perché tutti sono ossessionati dal matcha“, oppure “come si pronuncia davvero Cannes“, si tagga Meta AI e si ottiene una risposta più o meno autorevole.

La cosa, per ora, è in fase di test in cinque mercati: Argentina, Malesia, Messico, Arabia Saudita e Singapore. Una selezione geografica curiosa, che evita per il momento Stati Uniti, Europa e i grandi mercati occidentali, presumibilmente per testare il comportamento degli utenti in contesti meno esposti mediaticamente.

Il problema è scoppiato in modo classico, ovvero quando qualcuno è andato a curiosare. Andando sul profilo di Meta AI, aprendo il menu a tre puntini in alto a destra, l’utente normale si aspetta di trovare la solita serie di opzioni: silenzia, smetti di seguire, segnala, blocca. Sull’account Meta AI, però, l’opzione blocca semplicemente non c’è. Una scelta evidentemente deliberata.

La reazione è arrivata a valanga. Sotto i post di Meta AI, sotto quelli dell’account principale di Threads, e perfino sotto i post di Connor Hayes, il responsabile della piattaforma, sono comparse centinaia di risposte indignate. Karissa Bell di Engadget ha raccontato che la frase “Users cannot block Meta AI” era diventata trending topic su Threads con oltre un milione di post a riguardo. Curiosamente, da un certo punto in poi, quel trend ha smesso di apparire nei feed di chi era andato a cercarlo. Casualità degli algoritmi, magari. Oppure no.

Qualcuno ha provato a forzare la mano, andando a vedere se in alcune versioni dell’app comparisse comunque l’opzione di blocco. Pare che a una manciata di utenti l’opzione apparisse davvero, ma cliccandoci sopra il sistema restituisse semplicemente un errore.

La risposta di Meta

Davanti alla raffica di critiche, Meta ha mandato avanti una portavoce, Christine Pai, che ha cercato di spiegare la cosa con la dovuta diplomazia. Gli utenti possono gestire la propria esperienza con Meta AI durante il test, ha detto a The Verge. L’idea, ha aggiunto, è quella di offrire un modo rapido per raccogliere contesto prima di entrare in una conversazione. Per chi non vuole vedere risposte di Meta AI nel proprio feed di Threads, ci sono però delle alternative: si possono silenziare o nascondere le risposte di Meta AI, oppure usare l’opzione “Non mi interessa” sotto un singolo post.

Insomma, non si può bloccare, ma solo evitare. Una scelta che, dal punto di vista del prodotto, ha senso. Meta ha investito miliardi nell’intelligenza artificiale, ha lanciato ad aprile il nuovo modello Muse Spark, e ora ha bisogno che i suoi modelli vengano usati, mostrati, discussi. Un account AI che si può bloccare in massa sarebbe stato un disastro di engagement.

La domanda interessante è se Meta cederà sotto la pressione o se tirerà dritto. Le precedenti vicende suggeriscono una via di mezzo.

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Redazione Eventi e News

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