Migranti, un altro sì della Corte Ue ai Cpr in Albania: per il governo è tripletta contro sinistra e toghe rosse

11 Giugno 2026 - 15:24
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Migranti, un altro sì della Corte Ue ai Cpr in Albania: per il governo è tripletta contro sinistra e toghe rosse

Una manifestazione di protesta contro il Protocollo Italia-Albania davanti al Cpr di Gjader

Non solo sul piano politico. La linea italiana sui migranti si afferma in Europa anche sul piano giuridico. Alla vigilia dell’entrata in vigore in tutti gli Stati membri del nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo, che recepisce le istanze promosse da Roma, la Corte di Giustizia dell’Ue ha espresso un parere di legittimità sul Protocollo Italia-Albania, che non viola la normativa comunitaria in quanto i Cpr sono «sotto il controllo territoriale esclusivo delle autorità italiane».

La Corte di Giustizia Ue: «Legittimi i Cpr in Albania»

«Gli Stati membri restano liberi di collocare tali strutture sul territorio albanese, senza intaccare la competenza esclusiva dell’Ue» in materia di asilo, si legge nel parere redatto dall’Avvocato generale, Laila Medina, in risposta alla Corte d’Appello di Roma che, nell’ambito di un ricorso presentato da due migranti, aveva chiesto alla Corte Ue di verificare se l’Italia fosse competente a concludere un simile accordo internazionale o se la competenza spetti esclusivamente all’Ue. Il parere di Medina conferma quello già espresso a fine aprile dal collega Avvocato generale Nicholas Emiliou, che a sua volta aveva sottolineato che il protocollo Italia-Albania è «compatibile con la normativa Ue».

Kelany: «Abbiamo perso due anni a causa di sentenze ideologiche»

«Abbiamo perso due anni a causa di sentenze ideologiche di una parte della magistratura che si è interposta ad un progetto innovativo, pienamente conforme al diritto europeo e che oggi è guardato con favore da tutta Europa», ha commentato la la deputata e responsabile immigrazione di FdI, Sara Kelany, ricordando che il Protocollo si applica nel «complesso di norme in materia di immigrazione che vigono in Italia, con la relativa tutela dei diritti a esse collegati». «Se le sinistre avessero un briciolo di onestà intellettuale e di buon senso – ha aggiunto Kelany – dovrebbero solo tacere e riconoscere che, definire illegittimo il trattato era solamente uno stupido, quanto grave, tentativo di delegittimare il governo Meloni».

Calovini: «Dalla sinistra accuse infondate per becera propaganda»

Di «ennesima testimonianza della validità giuridica di questo progetto, diventato modello in Europa» ha parlato poi il capogruppo di FdI in Commissione Affari esteri alla Camera, Giangiacomo Calovini. «Spiace – ha aggiunto – per il tempo perso, e per le accuse del tutto infondate da parte delle opposizioni che sanno solo fare becera propaganda contro il governo».

L’accordo sul nuovo Regolamento europeo sui rimpatri

Il Protocollo Italia-Albania è stato anche citato dalla premier Giorgia Meloni nel corso delle sue comunicazioni alla Camera, in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno. «La scorsa settimana è stato raggiunto a Bruxelles l’accordo sul nuovo Regolamento europeo sui rimpatri. Un accordo storico, frutto soprattutto del nostro lavoro, grazie chi non ha diritto a restare nell’Unione europea potrà essere rimpatriato in modo più rapido ed efficace», ha rivendicato Meloni, ricordando che grazie a quell’accordo «sarà possibile aprire centri di rimpatrio nei Paesi terzi, seguendo la strada avviata con il tanto contestato protocollo Italia-Albania. Una soluzione innovativa che in tanti hanno contrastato, ma che grazie a questo governo è diventata, oggi, uno strumento a disposizione dell’Europa intera».

L’entrata in vigore del Patto sulla migrazione e l’asilo

Il Regolamento si inserisce nella cornice più ampia del complessivo ripensamento strategico delle politiche migratorie da parte dell’Ue, adottato proprio su impulso dell’Italia e che domani, 12 giugno, si concretizzerà con l’entrata in vigore in tutti gli Stati membri del Patto sulla migrazione e l’asilo. «La migrazione è una sfida europea che deve essere affrontata con una soluzione europea. Una soluzione efficace, equa e rigorosa. Questo è ciò che offre il Patto sulla migrazione e l’asilo: frontiere esterne più sicure, solidarietà tra gli Stati membri e procedure di asilo e rimpatrio più efficienti. E per affrontare insieme le cause profonde della migrazione, continuiamo a rafforzare le nostre relazioni con i partner globali», ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Von der Leyen: «L’Ue ha aperto un nuovo capitolo sulla materia»

«L’Ue ha aperto un nuovo capitolo in materia di migrazione e asilo, di cui il Patto rappresenta un elemento centrale», ha proseguito von der Leyen, ricordando che «gli elementi chiave del Patto sulla migrazione e l’asilo includono frontiere esterne sicure, procedure di asilo rigorose ed eque, standard Ue per le condizioni di accoglienza, un giusto equilibrio tra solidarietà e responsabilità e solide garanzie per assicurare il rispetto dei diritti fondamentali». Un nuovo approccio, che ha aggiunto la presidente della Commissione Ue, «sta già dando risultati significativi, con una riduzione del 55% degli attraversamenti illegali delle frontiere rispetto a due anni fa».

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