Milan, 0 goal nei primi tempi: Cardinale esige un cambiamento, le soluzioni di Amorim e come può adattarsi

18 Settembre 2026 - 14:55
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Un dato che preoccupa: le scelte di formazione sono sotto la lente d'ingrandimento, ecco cosa può cambiare.

La preparazione della sfida contro il Lecce, ultima di campionato prima della sosta dedicata alle compagini Nazionali, è quanto di più delicato e fondamentale in questo momento sia esistente nel mondo Milan.

L'amarezza della proprietà nei confronti del gioco espresso e dei risultati arrivati (con la prima sconfitta stagionale ufficiale giunta in Europa League, alla prima gara, in casa contro il Benfica) hanno sicuramente lasciato il segno nei pensieri di Ruben Amorim.

Il tecnico portoghese ha a disposizione queste prossime 48 ore per distendere gli animi, rasserenare l'umore della squadra e invertire immediatamente la rotta per vivere una sosta che più difficile non si presenterebbe.

La prima missione dell'allenatore lusitano riguarda le scelte di formazione e risolvere i problemi offensivi nel corso delle prime frazioni: la somma degli indizi di questi primi match dei rossoneri portano alla concreta prova che esista una difficoltà nell'approccio alla gara e nel trovare la marcatura nei primi tempi.

Cardinale è stato chiaro in tal senso e Amorim sta già studiando come adattarsi a tali principi e a riuscire a risolvere questa insofferenza del Milan nell'avvio delle partite.

I PRIMI QUATTRO INDIZI

Prima di addentrarci nelle richieste di Gerry Cardinale e nelle possibili soluzioni di Ruben Amorim, andiamo a ricapitolare quanto successo sino a ora fra decisioni sull'undici titolare e assenza di reti nelle prime frazioni.

Durante la prima giornata contro il Torino, Amorim sceglie di non affidarsi ai veterani e leader Modric e Rabiot che entrano nel secondo tempo e decidono la partita con classe e determinazione. Anche contro il Venezia, il centrocampista francese parte dalla panchina, ma è solamente con il suo ingresso (e quello brioso di Saelemaekers, autore dell'assist) che i rossoneri riescono a sbloccare la partita con Goncalo Ramos e a portare a casa i tre punti. Altri esempi arrivano direttamente dalle sfide contro la Juventus prima e la Lazio poi, dove sono le sostituzioni e la discesa in campo di Cisse e Chukwueze con i bianconeri e di Moreira e Pulisic con i biancocelesti a permettere ai meneghini di rimanere imbattuti in campionato.

Un copione, dunque, simile in tutti i match: il Milan parte a rilento e grazie ai cambi di Amorim aumenta l'intensità del pressing e delle manovre offensive. Non sempre, però, questa può essere una soluzione e l'incontro con il Benfica ne è stata la dimostrazione.

Questa breve disamina ci porta a una rapida conclusione: le scelte sull'11 iniziale di Amorim vanno riviste. Serve una gerarchia maggiormente chiara nei ruoli e una presa di posizione su chi siano realmente i titolari di questa squadra.

IL DATO CHE SPAVENTA

C'è poi un altro dato che può intensificare questa tesi che specifica e sottolinea le difficoltà del Milan nell'approccio alla gara: in quattro partite di Serie A e una di Europa League, la formazione rossonera non è mai riuscita a segnare nei primi tempi.

In tutte le prime frazioni disputate sino a ora, la quota dei goal messi a segno è ancora ferma a 0. Una statistica che rafforza il concetto espresso e che permette di definire quello che è il contesto attuale nella quale questa analisi si muove.

La sostanza è che una squadra come il Milan, votata - per volere e parola del suo allenatore - a un calcio che deve essere propositivo, offensivo, dominante, deve assolutamente trovare la soluzione adatta per colmare questo vuoto e cambiare cifra il più presto possibile in questa casella.

LE RICHIESTE DI CARDINALE

Nella call andata in scena fra il proprietario di RedBird Gerry Cardinale e il tecnico Ruben Amorim, il patron americano ha ribadito la sua totale fiducia nei confronti dell'allenatore portoghese, a patto che i risultati tornino a essere convincenti, che la rotta venga immediatamente cambiata e che ci sia una svolta già nella prossima partita di campionato, a San Siro, domenica sera, contro il Lecce.

Il piano del Milan con Amorim rimane identico: c'è un progetto a lungo termine (visto il contratto sino al 30 giugno 2029 a 4 milioni di euro netti a stagione) e Cardinale è pronto a difenderlo, ma ci sono dei paletti che devono essere rispettati.

Serve tornare a vincere e il numero uno di RedBird ha chiesto di invertire la rotta, fornendo maggiori certezze a questa squadra, dando meno spazio agli esperimenti.

AMORIM PRONTO AD ADATTARSI: LE SOLUZIONI

“Ma io cambio di continuo. Abbiamo due mesi di lavoro, troveremo sicuramente delle soluzioni per adattarci. Dobbiamo creare un modo di fare, ma dobbiamo anche vincere delle partite. Sono pronto ad adattarmi" aveva dichiarato Amorim a seguito della sconfitta contro il Benfica in Europa League.

E il messaggio di Cardinale appare essere stato immediatamente recepito dal manager portoghese che, già dalla partita contro il Lecce, vuole lanciare dei segnali chiara, mandando in campo i big della rosa rossonera e affidandosi alle certezze di questo organico che ha a disposizione.

Dunque, chi giocherà?

Maignan difenderà i pali della porta, supportato da una retroguardia composta da Gila sul centrodestra e da Pavlovic sul centrosinistra, con la possibilità che Gabbia torni a comporre il trio e si rimetta al centro del pacchetto difensivo. A centrocampo, è logico aspettarsi che Modric torni a dettare i tempi del gioco affiancato da Musah, con Moreira e Chukwueze ad agire sulle corsie e Rabiot e Pulisic sulla trequarti a supportare l'unica punta di riferimento, Goncalo Ramos.

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