Milan, senti Costacurta: "Leao via? Pace, servono due veri leader, Maignan eviti certe bassezze senza stile"
L'ex difensore rossonero: "Voglio tornare a divertirmi".
Alessandro Billy Costacurta dice la sua sul Milan.
L'ex difensore rossonero ha dichiarato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Vorrei qualcuno che disciplinasse finalmente la squadra, che restituisse entusiasmo, gioco, corsa, identità. Spenderei per due trascinatori giovani, due ragazzi di 23-24 anni. Gente motivata, che ricrei energia: le partite devono essere arrembanti, cosa che da anni qui non succede e invece in giro per il mondo sì. Vorrei una squadra non che aspetti l'avversario come ha fatto quest’anno ma che lo porti a sbagliare. Goal lo prendi comunque, ma almeno diverti. Ecco, vorrei questo: un allenatore con coraggio e voglia".
"Sono ottimista, come ho letto essere il mio amico Sandro Nesta. Servono un paio di giocatori che possano spingere, un allenatore che dia una linea chiara, una direzione. E un riferimento dell'area tecnica che abbia una strategia definita. Certo, bisogna azzeccarli e volerlo. Non parlo di nomi specifici ma mi sembra che da Rangnick siano passate squadra che avevano un senso, un’organizzazione. E Ibrahimovic, al contrario del pensiero di molti, non mi sembra abbia voglia di ritagliarsi uno spazio di primo piano, tutt'altro".
"Se l'obiettivo è tornare finalmente in Champions e rimanerci stabilmente allora non manca tanto. Se invece l'obiettivo è tornare a vincere in Italia e in Europa, allora dico che ci vorranno ancora anni. Ci sono almeno sei-sette squadre molto più forti, anche dell'Inter".
LEAO
"E' sempre stato sbagliato, a mio avviso, considerarlo un leader, invece che un buon giocatore capace di accendersi a intermittenza. Personalmente non l'ho mai considerato da Pallone d'Oro: ho giocato con alcuni di loro e sono tutta un'altra cosa. Se va via, certo non perdi Kakà o Sheva".
"Rafa non è mai stato un fuoriclasse, anche se lui stesso poteva pensare di esserlo. Se poi invece cambia idea, arrivano i veri leader e a lui è data una dimensione diversa, in un contesto giusto, allora può anche essere utile. Ma deve essere visto per quello che è: un ottimo giocatore, non la stella della squadra".
DA CHI RIPARTIRE
"Pulisic è reduce da sei mesi disastrosi, ma è sempre stato un serio professionista: non lo boccerei solo per la seconda parte di stagione".
"Spero che Modric resti: alla sua età andrebbe gestito, ma quando è in campo insegna ancora calcio".
"Lo stesso mi auguro per Rabiot: è una bestia".
"E poi Bartesaghi è giovanissimo e può crescere".
"Pavlovic si è dimostrato affidabile".
"Gabbia può restare, accanto a un difensore forte che va preso. Così come un grande centravanti. Ma ripeto: si parte dal manico, e cioè da allenatore e direttore tecnico, per il resto non servono chissà quanti interventi".
MAIGNAN
"Se Maignan smette con certe frivolezze, è forte: se c'è da parare, para. Quante volte Maignan, il capitano della squadra, ha portato in campo i compagni in ritardo? Che fosse l'inizio della partita o l'avvio della ripresa? Se è stato fatto volontariamente è una pochezza, se involontaria è ancora peggio: finisci solo per innervosire gli altri e l'arbitro".
"Il capitano del Milan è anche un esempio di stile e di puntualità. I dettagli che fanno la differenza sono altri: l'attenzione, le marcature, il sacrificio. Il resto sono solo bassezze".
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