Minerali critici, alert della Iea sulla concentrazione dell’offerta e il calo degli investimenti

17 Luglio 2026 - 22:55
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Minerali critici, alert della Iea sulla concentrazione dell’offerta e il calo degli investimenti

Secondo l’edizione 2026 del Global Critical Minerals Outlook pubblicato dall’Agenzia internazionale dell’energia (International energy agency, Iea), i minerali critici come rame, litio, nichel, cobalto, grafite ed elementi delle terre rare sono ormai stabilmente al centro delle agende energetiche, economiche di sicurezza nazionale, economica ed energetica di praticamente tutti i governi, tanto quelli dei Paesi industrializzati quanto quelli dei Paesi emergenti. A seguito di un periodo di calo, i prezzi dei minerali chiave sono tornati a salire nel 2025 e all’inizio del 2026 a causa di un irrigidimento delle condizioni di offerta, accentuato dall’introduzione di nuove restrizioni all’esportazione da parte degli Stati che possono contare su importanti giacimenti. Spiegano gli esperti della Iea che le crescenti tensioni geopolitiche e l’elevata volatilità dei prezzi hanno frenato gli investimenti del settore, che nel 2025 sono diminuiti del 9%, interrompendo una prolungata fase di crescita.

Nel report si legge tra l’altro che la concentrazione geografica delle catene di approvvigionamento è aumentata ulteriormente rispetto al passato, in particolare per quanto riguarda i processi di raffinazione, dove Indonesia (per il nichel) e Cina (per altri minerali chiave) hanno assorbito oltre tre quarti della crescita complessiva della produzione raffinata negli ultimi due anni. Ciononostante, non mancano di segnalare gli esperti della Iea, si registrano importanti segnali di miglioramento grazie al rafforzamento delle politiche pubbliche e all’aumento dei finanziamenti statali, passati a 65 miliardi di dollari. Nella raffinazione delle terre rare, ad esempio, i nuovi progetti negli Stati Uniti e in Malesia hanno ridotto la quota del principale fornitore dal 90% del 2023 all’85% del 2025.

Nonostante questi progressi, l’analisi evidenzia uno sbilanciamento strutturale negli sforzi di diversificazione fuori dai Paesi dominanti in questo settore, poiché i capitali si concentrano sulla fase estrattiva lasciando indietro la raffinazione e la trasformazione a valle. Le recenti restrizioni sull’export hanno trasformato la vulnerabilità teorica dell’offerta in una concreta minaccia alla sicurezza economica globale. I controlli sulle terre rare introdotti dalla Cina ad aprile 2025 hanno spinto diverse case automobilistiche a frenare la produzione, e si stima che un’applicazione integrale delle misure varate lo scorso ottobre rischi di mettere a repentaglio fino a 6.500 miliardi di dollari di produzione industriale a valle fuori dal territorio cinese.

In merito a queste dinamiche, il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol, ha affermato: «La nostra ultima analisi mostra che enormi quantitativi di valore economico dipendono da volumi relativamente piccoli di minerali critici, le cui catene di approvvigionamento rimangono altamente concentrate e quindi vulnerabili. Tuttavia ci sono segnali incoraggianti di progresso – anche nelle catene di fornitura delle terre rare – dove vediamo che politiche mirate e sostegno agli investimenti stanno iniziando a fare la differenza. E sebbene una fornitura diversificata possa comportare costi più elevati, questo può essere considerato un premio per la sicurezza mineraria in un periodo di incertezza geopolitica – una forma di assicurazione economica contro i principali rischi di approvvigionamento».

Secondo il rapporto, i minerali critici rappresentano in genere una quota modesta dei prezzi dei prodotti finali, il che suggerisce che il costo aggiuntivo della diversificazione potrebbe essere assorbito con un impatto limitato sui consumatori. Ad esempio, i minerali critici rappresentano circa un quarto dei costi delle celle delle batterie, ma solo circa il 3% del prezzo di un veicolo elettrico medio, mentre le terre rare rappresentano circa il 40% dei costi dei magneti permanenti, ma meno dell’1% del valore di un veicolo.

Il rapporto ricorda inoltre che la diversificazione richiede anche il superamento dei colli di bottiglia nelle apparecchiature tecnologiche e nello sviluppo di competenze specializzate, dato che le risorse minerarie incidono solo in minima parte sul costo finale dei prodotti di consumo. Per guidare i decisori politici, la Iea ha integrato raccomandazioni su prontezza alle emergenze e attrazione degli investimenti. Fatih Birol ha concluso dichiarando: «La Iea continuerà a sostenere i governi nel loro impegno per rafforzare la sicurezza delle forniture di minerali critici. Gli ultimi dati e analisi, inclusi nel nostro nuovo Global Critical Minerals Outlook, costituiscono una parte importante di questo sforzo. Il nostro Critical Minerals Security Programme sta svolgendo un ruolo chiave anche nel potenziare la preparazione alle emergenze e nell'accelerare la diversificazione delle catene di approvvigionamento a livello globale».

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