Una scossa per tagliare le bollette, con l’elettrificazione il risparmio è da 260 miliardi di euro fossili l’anno

17 Luglio 2026 - 17:00
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Una scossa per tagliare le bollette, con l’elettrificazione il risparmio è da 260 miliardi di euro fossili l’anno

Circa 40 tra i principali esperti italiani di energia, provenienti da università, centri di ricerca e imprese – riuniti nel think tank Energy square – hanno presentato ieri alla Camera il policy brief Ridurre i costi dell’energia in Italia. Verso un sistema energetico più efficiente e competitivo (qui il rapporto completo), pensato per sciogliere i nodi che legano la transizione ecologica e con essa la possibilità di abbattere le bollette pagate da cittadini e imprese. Un lavoro sbocciato a metà maggio a Palazzo Vecchio per poi essere affinato in questi mesi attraverso 20 riforme operative che fanno leva su un elemento cardine: l’elettrificazione dei consumi, cui oggi non a caso la Commissione Ue ha dedicato un nuovo Piano d’azione.

«Le due urgenze immediate – sintetizza Massimo Tavoni dal Politecnico di Milano, autore principale del report – sono fiscalità e autorizzazioni: occorre superare le asimmetrie che penalizzano il vettore elettrico rispetto al gas e rendere operative le aree di accelerazione regionali, così da favorire gli investimenti nella nuova capacità rinnovabile. L’Italia dispone inoltre di una rete elettrica tra le più avanzate e digitalizzate d’Europa: questo patrimonio deve essere rafforzato e integrato con nuovi accumuli e servizi di flessibilità».

Oggi siamo molto distanti da quest’orizzonte. Nel nostro Paese la bolletta energetica pagata all’estero per l’import di combustibili fossili vale tra circa 50 e 100 miliardi di euro l’anno, mentre contestualmente paghiamo l’elettricità più cara d’Europa: ogni tensione sul mercato del gas – come quella in corso a causa della guerra in Medio Oriente – si trasferisce in bolletta, perché il prezzo all'ingrosso è determinato da questo combustibile fossile per oltre il 70% delle ore dell'anno (nella prima parte del 2026 il dato in Spagna era invece del 9%, dal 52% registrato nel 2021, senza intaccare il piano di uscita dal nucleare al 2035).

fluttuazioni pun energy square

«Per garantire competitività e sicurezza energetica nel medio e lungo termine serve invece un cambio di passo strutturale. Anche se domani cancellassimo l’Ets – in una fase in cui le ragioni che ne hanno motivato l’introduzione restano tutt’altro che superate – non avremmo comunque risolto il problema strutturale del costo dell’energia in Italia: resterebbe intatta la nostra dipendenza dal gas e dai combustibili fossili importati», rincara la dose Carlo Carraro, già rettore dell’Università Ca’ Foscari e direttore del Comitato esecutivo di Energy square.

Una dipendenza che è più gravosa nel nostro Paese rispetto alla media europea, come nota Monica Frassoni, che ha lavorato al report all’interno del think tank: «L'Italia dipende dalle importazioni fossili per il 74,8%, contro una media Ue del 58,3%, due milioni e quattrocentomila famiglie sono in povertà energetica. In Italia il cuore del problema è la fiscalità. Una famiglia che sostituisce la caldaia con una pompa di calore paga, per kWh, oneri fiscali e parafiscali circa quattro volte superiori a quelli che pagherebbe restando al gas. Un'impresa che elettrifica un processo produttivo può arrivare a pagarne fino a trentaquattro volte. Continuiamo a tassare la soluzione e a non affrontare il problema. E intanto, delle aste Ets che tra il 2012 e il 2024 hanno generato in Italia circa 18 miliardi di euro, alla transizione ne sono arrivati 1,6 – il 9%, a fronte di un obbligo normativo del 50% fino al 2023 e del 100% da allora».

oneri pompe calore auto elettriche

Il nuovo Piano d’azione europeo sull’elettrificazione offre l’occasione per cambiare marcia. L'elettricità dovrà coprire il 46% del consumo energetico finale dell'Ue entro il 2040, e questo significa accelerare di 9 volte il tasso di elettrificazione annuale registrato dal 1990 a livello continentale. Oggi il dato è inchiodato alla metà (23%) con l’Italia ancora più indietro: «22,3%, e il ritardo si concentra su edifici e trasporti, non sull'industria, dove siamo sopra la media Ue (39% contro 33,3%)», evidenzia Frassoni.La performance europea è rimasta praticamente invariata per un decennio, mentre Cina, Corea e Giappone hanno superato il 30% e continuano ad aumentare, marcando un gap di competitività col Vecchio continente.

Anche al di là dei vantaggi legati alla riduzione dei gas serra emessi in atmosfera – che stanno provocando la crisi climatica e dunque favorendo anche l’ondata di calore in corso, mentre quella di giugno si stima abbia mietuto 10mila vittime in Europa – i risparmi economici previsti dall’elettrificazione sono enormi, contando che a livello Ue la previsione è quella di tagliare al 2040 l’import di petrolio del 40% e quello di gas del 70%. Fanno qualcosa come 260 miliardi di euro l’anno risparmiati, ogni anno.

target elettrificazione ue

Ma per sostituire i combustibili fossili occorre fare spazio a nuovi impianti per la produzione di energia, e i più economici (oltre che i più sostenibili) sono quelli che catturano le energie rinnovabili, come vento, sole, geotermia. Peccato che in Italia il ritmo delle installazioni stia calando invece di accelerare – in base ai dati Terna, a maggio la produzione da fonti pulite è scesa del 6,6% rispetto a un anno fa, la potenza installata ha segnato -13,1% – soffocato da caos normativo e disinformazione.

Che fare? «L'Italia – risponde a greenreport Agostino Re Rebaudengo, dal think tank Energy square – dispone delle tecnologie, delle competenze industriali e dei capitali per aumentare l''elettrificazione dei consumi e sviluppare rinnovabili, reti e accumuli. Il fattore principale che frena questi investimenti è l'incapacità del sistema pubblico di autorizzarli in tempi certi a causa di procedure complesse, sovrapposizioni amministrative e incertezza regolatoria. Superare questi ostacoli produrrebbe benefici già nel breve periodo, ponendo le basi per un vantaggio competitivo strutturale del sistema economico italiano».

prezzi rinnovabili energy square ue

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