Mondiali 2026, Spagna-Argentina: il giudizio di Lele Adani al 90′ sorprende tutti

20 Luglio 2026 - 04:10
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Mondiali 2026, Spagna-Argentina: il giudizio di Lele Adani al 90′ sorprende tutti

I 90 (abbondantissimi) minuti regolamentari di Spagna-Argentina riscrivono la storia della selezione albiceleste indipendentemente dal risultato conclusivo della finale dei Mondiali di calcio 2026. La Selección di Lionel Scaloni si è presentata ai supplementari con un dato tanto eloquente quanto inedito: 0 tiri totali, 0 tiri in porta. Numeri che hanno portato anche Daniele Adani a un giudizio categorico in diretta su ‘Rai1’. “La partita è brutta e l’Argentina la imbruttisce. Non è mai, mai ripartita”, ha dovuto ammettere il commentatore emiliano, in una serata in cui è peraltro sembrato avere meno voce del solito, a proposito di Lionel Messi e compagni. Un giudizio arrivato quando il cronometro della partita aveva raggiunto esattamente il 90′ minuto, quindi prima dei 4 di recupero (divenuti poi 8) che hanno visto anche l’espulsione di Enzo Fernandez.

Una serata storta per l’Argentina che era iniziata già nei primissimi minuti, con un Messi a lungo ai margini del gioco: il capitano albiceleste aveva toccato il suo primo vero pallone della partita soltanto al 16′, venendo poi fermato fallosamente da Alex Baena. Un segnale premonitore di quello che sarebbe stato un pomeriggio difficilissimo per l’intera Selección, incapace di rendersi pericolosa con continuità contro una Spagna padrona del campo e del pallone.

Sul fronte delle formazioni, Scaloni aveva optato per un 4-4-2 con Messi e Julian Alvarez davanti, rinunciando rispetto alla semifinale con l’Inghilterra a Paredes e Giuliano Simeone e puntando su Nico Gonzalez e Rodrigo De Paul per favorire il palleggio. Una scelta che non ha prodotto i frutti sperati, con la coppia offensiva rimasta a lungo isolata e senza rifornimenti adeguati. Di fronte, Luis de la Fuente ha schierato il consueto 4-2-3-1 con Unai Simon tra i pali, Porro, Cubarsí, Laporte e Cucurella in difesa, Rodri e Fabian Ruiz in mediana e il trio Lamine Yamal, Dani Olmo e Alex Baena a supporto dell’unica punta Oyarzabal.

La prestazione opaca dell’Argentina si inserisce peraltro in un contesto di polemiche che hanno accompagnato l’intera serata anche fuori dal campo. Adani, già al centro di accese discussioni nel corso dell’intero torneo per i suoi commenti apertamente schierati a favore dell’Albiceleste, era stato attaccato nelle ore precedenti alla finale dall’ex giocatore e opinionista ‘Sky’ Paolo Di Canio. Quest’ultimo, in un video sui social, aveva rivelato di aver ricevuto 52 messaggi WhatsApp da persone indignate per la telecronaca della semifinale contro l’Inghilterra, invitando gli italiani a guardare le partite con il volume abbassato e ricordando loro: “Italia, noi siamo italiani”.

Sullo sfondo della partita resta aperta anche la caccia alla classifica marcatori. Kylian Mbappé, eliminato con la Francia nella finale per il terzo posto persa contro l’Inghilterra, ha chiuso il suo Mondiale a quota 10 reti portandosi in testa alla graduatoria dei cannonieri con due gol di vantaggio proprio su Messi. Il fuoriclasse del Real Madrid, prima di lasciare gli Stati Uniti, aveva dichiarato a ‘Fox Sports’: “Leo segna sempre. Segnerà sicuramente contro la Spagna”. Finora, però, la profezia del francese è rimasta lettera morta, con il numero 10 argentino incapace di incidere nei 90 minuti regolamentari del suo presumibile ultimo ballo iridato.

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