Nasce la TESS (Transizione Energetica senza speculazione): a guidarla c’è anche Domenico Finiguerra
Sindaci, amministratori locali, associazioni e cittadini chiedono una regia pubblica per governare la transizione energetica e tutelare territori agricoli, paesaggi rurali e aree di pregio ambientale
Cresce anche in Lombardia il fronte di amministratori locali, associazioni e cittadini che chiedono al Governo una pianificazione nazionale dello sviluppo delle energie rinnovabili, affinché la transizione energetica non si traduca in una trasformazione incontrollata del territorio attraverso grandi impianti industriali realizzati su aree agricole, paesaggi rurali e territori di elevato valore ambientale e storico.
La richiesta riguarda in particolare la necessità di una strategia nazionale capace di indirizzare correttamente lo sviluppo delle rinnovabili, evitando la diffusione di impianti fotovoltaici industriali estesi su terreni agricoli ed enormi pale eoliche sui crinali, compromettendo paesaggi costruiti nei secoli, fondamentali per l’agricoltura, la biodiversità e l’identità delle comunità locali.
L’appello nazionale promosso da TESS – Transizione Energetica Senza Speculazione, rivolto alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha superato le 500 adesioni, raccogliendo il sostegno di oltre 100 sindaci, insieme ad amministratori locali, studiosi, associazioni e comitati provenienti da tutta Italia.
I promotori ribadiscono che la transizione energetica è necessaria, ma chiedono che venga guidata da una pianificazione pubblica capace di evitare consumo di suolo, speculazioni e interventi non coerenti con la tutela del territorio.
In Lombardia l’appello raccoglie l’adesione di diversi amministratori pubblici. Tra i firmatari figurano Claudia Berutti, sindaca di Torrazza Coste (PV), Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), Ermes Tettamanti, sindaco di Uggiate con Ronago (CO), Ettore Dassi, sindaco di Sorico (CO), Mattia Franza, sindaco di Bagnaria (PV), e Simone Franchi, rappresentante del Comune di Motta Visconti (MI).
Tra i sottoscrittori figura inoltre Antonio E. Longo, architetto e urbanista, professore associato al Politecnico di Milano, insieme a realtà impegnate nella tutela del territorio come l’associazione SiAmo Cremella.
Dalla pianura agricola alle aree collinari e prealpine, cresce anche in Lombardia il confronto sulla necessità di individuare criteri più rigorosi per la localizzazione degli impianti energetici. La preoccupazione riguarda soprattutto il rischio che terreni agricoli produttivi, aree rurali e paesaggi di pregio possano essere sottratti alla loro funzione originaria per lasciare spazio a grandi installazioni industriali.
L’appello non mette in discussione il ruolo delle energie rinnovabili, ma chiede che la loro diffusione avvenga secondo criteri di sostenibilità ambientale e territoriale, privilegiando superfici già compromesse o urbanizzate come tetti di edifici, aree industriali dismesse, parcheggi, cave esaurite e siti degradati.
L’appello è sostenuto anche da numerose personalità del mondo della cultura, dell’università e della tutela del paesaggio, tra cui la cantautrice Nada Malanima, il giurista Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale, Ugo Mattei, David Fanfani, Massimo Ammaniti, Massimo Rovai, Paolo Agnelli, il direttore d’orchestra Manlio Benzi e il direttore della fotografia Paolo Carnera, insieme a numerosi altri esponenti del mondo accademico e culturale.
Dalla Lombardia arriva così un contributo significativo a un movimento nazionale sempre più ampio che chiede una transizione energetica capace di coniugare produzione di energia, tutela dell’ambiente e salvaguardia dei territori.
La richiesta è che il percorso verso le energie rinnovabili sia guidato dall’interesse pubblico e da una visione strategica di lungo periodo, evitando che logiche speculative possano prevalere sulle esigenze delle comunità locali e sulla tutela del patrimonio agricolo e paesaggistico.
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