NATO, il vertice delle tensioni tra europei e Trump. Rutte annuncia contratti per 50 miliardi

07 Luglio 2026 - 17:01
0

Bruxelles – È il vertice più delicato: prende il via oggi (7 luglio) ad Ankara il summit della NATO – la riunione vera e propria dei capi di Stato e di governo alleati sarà domani ma già oggi ci sono incontri e riunioni – in un momento di tensioni interne e dubbi sulla reale compattezza dell’Alleanza Atlantica. Quello in Turchia è il primo vertice dopo che quello dell’Aia dello scorso anno aveva sancito la svolta sulle spese per la difesa, con l’impegno degli alleati ad arrivare al 5 per cento del PIL entro il 2035. Ma se allora il messaggio era stato quello della ritrovata unità transatlantica, oggi l’Alleanza si presenta all’appuntamento turco con rapporti più complessi e lacerati tra Washington e gli alleati europei, soprattutto dopo i nuovi attacchi di Donald Trump.

Nella capitale turca ci sono i 32 capi di Stato e di governo della NATO, chiamati a fare il punto sull’attuazione degli impegni presi all’Aia, sul rafforzamento dell’industria della difesa e sul sostegno all’Ucraina. La giornata di oggi si è aperta con il Forum dell’Industria della Difesa, dedicato alla cooperazione tra governi e aziende del settore, con l’annuncio di nuovi contratti per un valore di “oltre 50 miliardi” di dollari per l’industria della difesa. Per il segretario generale della NATO, Mark Rutte, il vertice dovrà trasformare le promesse in capacità concrete. “L’anno scorso gli alleati hanno deciso di investire il 5 per cento del PIL nella difesa, accelerare la produzione e velocizzare l’innovazione. Un anno dopo vediamo già progressi trasformativi”, ha detto, sottolineando che gli alleati europei e il Canada hanno aumentato la spesa militare di circa 139 miliardi di dollari nel solo ultimo anno. Considerando il 2025 e il 2026 insieme, l’incremento degli investimenti supera i 250 miliardi di dollari. Ora, il punto è utilizzare queste risorse rapidamente. “I soldi ci sono e molto altro sta arrivando, ma devono essere messi all’opera“, ha spiegato Rutte, annunciando nuovi contratti per decine di miliardi destinati a sistemi di difesa aerea, munizioni, droni, capacità anti-drone e comunicazioni satellitari. Il segretario generale ha parlato della necessità di una “rivoluzione industriale della difesa transatlantica“, chiedendo più produzione, meno burocrazia e una maggiore cooperazione tra i Paesi membri.

E questo è un aspetto caro all’ex premier olandese. “Nel corso della giornata, alleati e aziende di entrambe le sponde dell’Atlantico sveleranno nuovi importanti progetti e firmeranno contratti del valore di miliardi, letteralmente miliardi di dollari“, ha puntualizzato Rutte evidenziando che “si tratta di miliardi investiti nella nostra sicurezza, per dare impulso alle nostre economie e per sostenere centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro: denaro ben speso”. Tra le iniziative, un nuovo progetto per il trasporto aereo. “Oggi, diversi alleati hanno annunciato ufficialmente la prossima consegna del decimo Airbus A330 MRTT alla flotta multinazionale di aerei cisterna per il trasporto di rifornimenti. Questo ci avvicina di un passo alla flotta completa di 12 velivoli Mrtt. Gli alleati stanno anche lanciando un nuovo progetto multinazionale incentrato sull’Airbus A400M. Questa capacità di trasporto aereo strategico di livello mondiale, offerta dall’A330 MRTT e dall’A440M, fornirà all’Alleanza due flotte multinazionali altamente efficienti”, ha descritto Rutte. Non solo. Il segretario generale ha annunciato un’iniziativa di cooperazione industriale tra alleati europei e gli Stati Uniti dal valore di 2,81 miliardi di dollari. All’iniziativa di acquisti congiunti partecipano Belgio, Canada, Finlandia, Germania, Paesi Bassi, Polonia, Norvegia, Svezia, Danimarca, Estonia, Italia, Lettonia, Lituania, Portogallo, Romania, Spagna e Regno Unito. E, ancora, un progetto di difesa anti-droni da 40 miliardi di dollari e l’acquisizione da parte della NATO fino a cinque nuovi droni ad alta quota e lunga autonomia Triton, destinati ad ampliare la flotta dell’Alleanza e con l’obiettivo di rafforzare le sue capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione (Isr).

Il messaggio politico del summit è quello di una NATO con un’Europa più protagonista. Il riequilibrio della responsabilità nella difesa è ormai considerato inevitabile anche all’interno dell’Alleanza, con gli europei chiamati ad aumentare il proprio contributo senza mettere in discussione il ruolo degli Stati Uniti, che restano fondamentali per l’ombrello di sicurezza e le capacità strategiche.

Proprio il rapporto con Washington rappresenta però la principale incognita del vertice. Alla vigilia dell’incontro, Trump aveva nuovamente attaccato la premier italiana Giorgia Meloni, alimentando le tensioni tra la Casa Bianca e alcuni governi europei. Ad Ankara il presidente americano ha poi ribadito di essere “molto deluso dalla NATO“, aggiungendo che probabilmente non avrebbe partecipato al summit se non fosse stato ospitato in Turchia, dove ha definito il presidente Recep Tayyip Erdoğan “un leader molto forte”. Trump ha inoltre criticato Italia, Germania e Francia, accusandole di non aver sostenuto sufficientemente gli Stati Uniti. “L’Italia ci ha voltato le spalle, la Germania ci ha voltato le spalle, la Francia ci ha voltato le spalle”, ha dichiarato durante il bilaterale con Erdoğan, tornando a mettere in discussione il rapporto tra Washington e gli alleati europei.

Sul tavolo resta centrale anche la guerra in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky è ad Ankara per chiedere nuove decisioni sul rafforzamento della difesa aerea, in particolare sui sistemi Patriot. Rutte, nel punto stampa con il leader ucraino, ha confermato che il sostegno della NATO continuerà, sottolineando che la sicurezza dell’Ucraina è strettamente legata a quella dell’intera Alleanza.

Trump, dopo aver parlato con Vladimir Putin e Zelensky, ha sostenuto che “entrambi vogliono arrivare a un accordo” per chiudere il conflitto. Una posizione che resta però distante da quella di molti alleati europei, convinti della necessità di mantenere alta la pressione sulla Russia e garantire il sostegno militare a Kiev. Il vertice di Ankara dovrà quindi affrontare due sfide parallele: perseguire la costruzione di una nuova capacità di difesa europea e preservare l’unità politica di un’Alleanza attraversata da tensioni interne. Il risultato del summit dipenderà anche dalla capacità dei leader di mantenere compatto il fronte transatlantico in una fase di forte instabilità internazionale.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Eventi e News

Eventi e News in Italia

Commenti (0)

User