CBAM, Assopannelli contro il voto della commissione ENVI: “A rischio l’intera filiera legno-arredo”

07 Luglio 2026 - 12:31
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Bruxelles – Assopannelli, associata a FederlegnoArredo, esprime forte preoccupazione dopo il voto della commissione ENVI del Parlamento europeo sulla revisione del regolamento CBAM, che conferma l’urea tra le materie prime soggette al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere.

Secondo l’associazione, la misura rischia di indebolire filiere manifatturiere strategiche senza che esistano alternative concrete di approvvigionamento all’interno dell’UE. “L’urea costituisce una materia prima strategica per la produzione di resine e colle utilizzate nei pannelli a base legno, che incidono per circa il 43 per cento dei costi diretti di produzione”, ha spiegato il presidente di Assopannelli Paolo Fantoni.

L’entrata in vigore dell’obbligo di acquisto dei certificati CBAM potrebbe determinare un costo aggiuntivo tra 40 e 60 euro per tonnellata nel solo 2026, con incrementi dei costi dei pannelli del 10-12 per cento alla fine dei primi quattro anni di applicazione. Un aggravio che si propagherebbe lungo tutta la catena del valore, colpendo anche le aziende del mobile e dell’arredo. A rendere il quadro più critico è la dipendenza dalle importazioni: nel 2023 oltre l’80 per cento dell’urea importata in Italia proveniva da Paesi terzi, in particolare Egitto, Algeria e Nigeria. Assopannelli chiede al Parlamento europeo di introdurre meccanismi di sospensione temporanea, maggiore flessibilità applicativa e l’esclusione dell’urea dal perimetro del regolamento.


Articolo composto con l’assistenza dell’IA.

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