Nel 2025 accertate 383 illegalità ambientali e per pesca di frodo nelle 32 aree marine protette italiane

11 Giugno 2026 - 14:55
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Nel 2025 accertate 383 illegalità ambientali e per pesca di frodo nelle 32 aree marine protette italiane

Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente, compie 40 anni e si prepara a salpare per l’edizione 2026 dal 15 giugno al 10 agosto, con un viaggio in 15 tappe da Grado a Genova. L’iniziativa accende i riflettori sulle minacce che gravano sulle aree marine protette e sulle coste italiane, aggravate da crisi climatica, inquinamento e illegalità. I nuovi dati forniti dal Cigno verde per il 2025 evidenziano infatti 383 violazioni tra pesca di frodo e danni ambientali, con il primato negativo registrato alle Isole Tremiti. Si tratta di violazioni amministrative e penali, in numero tale che ammontano a più di una al giorno: sono 224 quelle registrate dal III Reparto Operazioni del Comando generale della Guardia di finanza e 159 quelle censite dal Reparto III, Centro controllo nazionale Pesca del Comando generale delle Capitanerie di porto-Guardia costiera, con un valore complessivo delle sanzioni amministrative di quasi 257.000 euro. Si va, ad esempio, dalle violazioni dei divieti e delle misure di protezione ambientale al saccheggio dei fondali marini con danni ad habitat e al patrimonio archeologico sottomarino per arrivare alla pesca di frodo. In particolare, i controlli svolti dalle Capitanerie di porto sia sulla pesca professionale, a strascico e non solo, sia su quella ricreativa, hanno portato all’accertamento di 135 violazioni amministrative, di cui 89 per la pesca professionale, e 24 penali, con sanzioni per circa 165.000 euro.

Nella classifica delle aree marine protette con più illeciti, il triste primato spetta alle Isole Tremiti (Parco nazionale del Gargano) che nel 2025 registrano il maggior numero di violazioni accertate, ben 88, seguite al secondo posto dalle isole di Ventotene e Santo Stefano, nel Lazio, con 57 illeciti amministrativi contestati dalla Guardia di finanza, uno ogni 2,4 controlli. Al terzo posto con 19 infrazioni (di cui 18 contestate dalle Capitanerie di porto) l’area marina protetta Regno di Nettuno-Procida. Al quarto posto con 15 illeciti le Isole Egadi (9 delle Capitanerie di porto e 6 contestate dalla Guardia di finanza), seguite con 14 violazioni ambientali dall’area marina protetta di Torre Guaceto (Brindisi), con 13 infrazioni da Capo Gallo-Isola delle femmine in provincia di Palermo (accertate dalla Guardia di finanza) ed ex aequo da Capo Carbonara, nel Comune di Villasimius (Sud Sardegna), di cui 8 dalle Capitanerie di porto e 5 dalla Guardia di finanza. Ed ancora seguono la Penisola del Sinis-Isola Mal di Ventre in provincia di Oristano (11 illeciti), Porto Cesareo (10), in provincia di Lecce e l’area a mare del parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena (Ss), sempre con 10 illeciti, tutti di carattere amministrativo, accertati dalla Guardia di finanza.

Tra i temi caldi di quest’anno figurano la maladepurazione — costata all’Italia quattro procedure di infrazione europee (infrazione sulla direttiva Acque Reflue, sulle prime due si stima un esborso di oltre 200 milioni di euro) —, l’abusivismo edilizio, le ecomafie e l’erosione costiera. E poi c’è la crisi climatica e l’aumento delle temperature che stanno portando alla tropicalizzazione del Mediterraneo e, nell’entroterra, a laghi e fiumi in secca.

Parallelamente, dal 26 giugno prenderà il via anche la Goletta dei Laghi, focalizzata sull'adattamento climatico nei bacini interni.

«I dati che abbiamo elaborato sugli illeciti nelle aree marine protette, grazie alla Guardia di finanza e alle Capitanerie di porto - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – ci raccontano quanto il mare e i suoi gioielli, dalle aree marine protette e alla biodiversità marina, siano in pericolo per colpa delle attività umane. Oltre alla pesca di frodo e alle illegalità ambientali, c’è poi il grande problema dell’inquinamento e della maladepurazione che con Goletta Verde e Goletta dei Laghi denunciamo da anni attraverso centinaia di monitoraggi che realizziamo con una grande operazione di citizen science grazie all'impegno di tanti volontari e volontarie dei nostri Circoli che prelevano i campioni di acqua di mare e di lago per le analisi microbiologiche. Alle denunce di questi anni si sono susseguiti anche importanti risultati e miglioramenti, segno che l’azione di Legambiente unita a quella dei cittadini può davvero fare la differenza. Goletta Verde, che quest’anno festeggia 40 anni di attività, è una instancabile sentinella del mare frutto dell’impegno civico di tanti volontari e volontarie che credono nella difesa dell’ambiente a partire da quella del mare e in un futuro migliore».

In quarant'anni di attività, Goletta Verde ha percorso 160.000 km, quattro volte il periplo della Terra, ed effettuato decine di migliaia di analisi, centinaia di blitz e denunce in tutta Italia e qualche volta all’estero. Storici i blitz contro gli ecomostri, da Punta Perotti, a Bari, all’hotel Fuenti, sulla costiera amalfitana. Dopo anni di mobilitazioni, entrambi gli ecomostri sono stati abbattuti dalle ruspe. Punta Perotti nel 2006 e l’Hotel Fuenti nel 1999. Un’eco-vittoria storica per Goletta Verde che nel 2017 è anche approdata all’Onu, alla Conferenza mondiale sugli oceani, a New York, dove Legambiente è intervenuta in Assemblea generale per raccontare l’impegno della sua campagna.

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