No al nucleare, Sì alle rinnovabili: è online la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”

08 Giugno 2026 - 11:27
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No al nucleare, Sì alle rinnovabili: è online la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”

«No al nucleare Sì alle rinnovabili»: Greenreport rilancia l’idea di un referendum nazionale contro il rischio nucleare e per le nuove energie pulite. E questo, come sottolinea Maurizio Izzo aprendo la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”, a maggior ragione dopo il primo via libera arrivato alla Camera al disegno di legge delega sul «nucleare sostenibile», come lo chiamano tra i banchi del governo e della maggioranza.

«Parliamoci chiaro – dice il direttore responsabile del nostro giornale – la possibilità di vedere realizzata una centrale nucleare in Italia è quasi nulla, ma questa promessa del governo rischia di allontanare ulteriormente quello sviluppo di energie rinnovabili di cui abbiamo invece bisogno. E allora la nostra è una doppia proposta: diciamo no al nucleare e sì alle rinnovabili. Leggette in nostro appello sul sito e se vi va scriveteci il vostro pensiero a redazione@greenreport.it».

Tra l’altro, prosegue Izzo nella segnalazione delle principali notizie che abbiamo pubblicato nel corso dell’ultima settimana, «non ci sono più scuse rispetto alle accuse rivolte alle rinnovabili, né ambientali né economiche». Luigi Moccia, ricercatore CNR, dalle nostre pagine si rivolge alla presidente della regione Sardegna Todde e al senatore Patuanelli. Quello che rimane da fare è realizzare gli impianti, non rimandare alle calende greche. Patuanelli e Todde chiamano tutto questo «deregulation a favore degli speculatori». Invece, gli studi tecno-economici contraddicono questa vuota retorica: opporsi ai grandi parchi solari ed eolici significa letteralmente sottrarre oltre 12.400 posti di lavoro stabili ai sardi, rinunciare a 9 miliardi di euro di valore aggiunto, condannarsi ad alti prezzi dell’energia e quindi alla deindustrializzazione. Immiserimento economico e inquinamento da combustibili fossili: la peggiore combinazione possibile per la Sardegna. Un incatenamento a dipendenze storiche, altro che «protesta anticoloniale»!

Prosegue Izzo nel podcast: «Abbiamo detto e scritto molto sulla strage di migranti in Calabria. Qui voglio ricordare le parole con cui Frida Nacinovich ha commentato la notizia: “Dietro i caporali ci sono sempre i padroni, i cosiddetti ‘imprenditori’, che non hanno alcuno scrupolo ad usare mano d’opera a costo irrisorio per arricchirsi sempre più. Volevano braccia, ma sono arrivate persone”. Parole tristemente celebri, dette sessant’anni fa dallo svizzero Max Frish, che guardava alle spregiudicate forme di reclutamento che nella civile confederazione elvetica venivano utilizzate nei confronti degli immigrati italiani. Le stesse dinamiche che troviamo oggi nelle nostre campagne». 

Notizia successiva segnalata nel podcast: abbiamo scoperto che l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’ambiente è importante, ma detto in numeri e esempi fa impressione: per generare una singola immagine servono 2 cucchiai d’acqua, ed elettricità sufficiente a tenere accesa una lampadina per 17 minuti. Nel 2030 si berrà l’acqua di oltre 1 miliardo di persone.

Infine, si torna a parlare di patrimoniale, e anche qui facciamo due conti. Una patrimoniale all’1% più ricco – cioè a chi possiede almeno 1,7 milioni di euro di patrimonio – si otterrebbe un gettito addizionale di circa 30 miliardi di euro. Luca Aterini Ne ha parlato con Jørgen Randers e Till Kellerhoff, freschi co-autori del saggio Tassare i ricchi. Come farlo e perché. Trovate l’intervista sul sito.

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